BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Catania Jazz - ECPv6.9.0//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Catania Jazz
X-ORIGINAL-URL:https://www.cataniajazz.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Catania Jazz
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20110101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130217
DTEND;VALUE=DATE:20130218
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20130126T142858Z
LAST-MODIFIED:20130824T153652Z
UID:517-1361059200-1361145540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:ED CHERRY QUARTET
DESCRIPTION:Presentazione\nNato a New Haven\, Connecticut\, Dopo essersi trasferito a New York nel 78\, Ed Cherry ha suonato la chitarra con Dizzy Gillespie\n1978-1992\, esibendosi nel quartetto di Gillespie\, big band e con l’Orchestra delle Nazioni Unite\, che ha registrato il Grammy Award-winning Live at Royal Festival Hall (Enja). \nCollaborazioni\nDizzy Gillespie\, Henry Threadgill\, Kenny Burrell\, Ray Brown\, Steve Coleman\, Paquito Dí Rivera\, Freddie Hubbard\, Carmen McRae\, Elvin Jones\, James Moody\, David Murray\, Claudio Roditi\, Jimmy Smith\, Sarah Vaugha \, Clark Terry\, Max Roach\, Roy Hargrove\, Jimmy Heath\, Jon Faddis\, Randy Brecker\, Bobby Watson\, Benny Green\, Cyrus Chestnut\, Kenny Barron\, Ignacio Berroa\, John Lee\,\nDennis Mackrel\, Slide Hampton\, Jimmy Heath\, Flora Purim\, Mario Rivera\, Giovanni Hidalgo\, Paquito D’Rivera\, Arturo Sandoval\, Steve Turre\, Danilo Perez\, Airto Moreira ……… \nArt Hirahara – piano\nè un pianista tastierista jazz e compositore di NY. Originario della San Francisco Bay Area\, Art si trasferisce a New York nel 2003 per essere richiesto dal gruppo di musicisti di fama mondiale. Art ha avuto il privilegio di suonare con Stacey Kent\, Akira Tana\, Rufus\nReid\, Don Braden\, Roseanna Vitro\, Dave Douglas\, Vincent Herring\, Victor Lewis\, Travis Sullivan’s Bjorkestra\, Jim Black\, Jenny Scheinman\, Greg Cohen\, Fred Ho\, Sean Nowell\, Royal Hartigan and Hafez Modirzadeh. Si è esibito in tutto il mondo\, in Europa\, Asia\, Sud America\, Medio Oriente e ampiamente in giro per gli Stati Uniti. \nMarco Marzola – basso\nCatturato dal Jazz\, si trasferisce a New York nel 1982\, Barry Harris e Buster Williams. Ha suonato\, registrato e collaborato con musicisti della scena Internazionale del jazz come: Jimmy Lovelace\, Tommy Tarantine\, Betty Carter\, Harold Land\, George Cables\, Greg\nHutchinson\, Steve Turre\, Tommy Campbell\, John Hics\, Tony Scott\, Jessy Davis\, Bruce Forman\, Jimmy Cobb\, Ed Cherry\, Akua Dixon\, Jaimeo Brown\, Sherman Irby\, James Zollar\, Dion Parson\, Darrell Green\, Stacy Dillard\, Giulio Capiozzo\, Flavio Boltro\, Stefano Bollani\,\nFabrizio Bosso\, e molti altri ancora. \nJerome Jennings – drums\nOgni tanto in un istante arriva un musicista abile all’arte della musica\, si inserisce in qualsiasi genere musicale. Un musicista che contro alla credenza popolare\, può suonare tutti gli stili\, e suonarli tutti bene. Questo musicista è Jerome Jennings nato e cresciuto in Cleveland Ohio. \nLe sue performance e le registrazioni con Maestri luminari del Jazz come: Benny Golson\, Sonny Rollins\, Hank Jones\, Ray Charles\, Ernestine Anderson\, Christian McBride\, Wynton Marsalis\, per citarne solo alcuni…. \nFormazione\nEd Cherry – chitarra\nArt Hirahara – piano\nMarco Marzola – basso\nJerome J
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/ed-cherry-quartet/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/edcherry.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130203
DTEND;VALUE=DATE:20130204
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20130125T122557Z
LAST-MODIFIED:20130824T153631Z
UID:500-1359849600-1359935940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:DIZZY GILLESPIE AFRO-CUBAN EXPERIENCE feat. MACHITO
DESCRIPTION:Presentazione\nDizzy Gillespie fu introdotto a Chano Pozo nel 1947 da Mario Bauza. Entrambi diventarono grandi amici e Dizzy e Chano svilupparono insieme l’Afro-Cuban jazz\, che divenne estremamente popolare\, grazie alle sue ritmiche estremamente ballabili. \nLe più famose composizioni di Gillespie nella musica Afro-Cubana sono le composizioni “Manteca” e “Tin Tin Deo”. \nGli Afro Cubans di Machito (formati nel 1940) e fondatori del Cu-Bop\, furono di grande ispirazione per artisti come Gillespie: Dizzy li stimava così tanto che nel 1975\, invitò il figlio di Machito\, Mario Grillo (o Machito Jr) a entrare nella sua band per la registrazione di ‘Afro-Cuban Jazz Moods’. \nE’ questo il senso della partecipazione di Machito Jr. alla Dizzy Gillespie Afro Cuban Experience\, diretta da John Lee – il bassista “storico”  di Gillespie . \nFormazione\nJohn Lee – Basso\nFreddie Hendrix – Tromba e Filicorno\nSharel Cassity – Sax Alto\, Sax Soprano e Flauti\nYotam – Chitarre\nRobby Ameen – Batteria\nSpecial Guest: Machito Jr. – Percussioni<
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/dizzy-gillespie-afro-cuban-experience-feat-machito/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/dizzy.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130124
DTEND;VALUE=DATE:20130125
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20121210T150947Z
LAST-MODIFIED:20130824T153638Z
UID:496-1358985600-1359071940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Donny McCaslin Group - Casting for Gravity
DESCRIPTION:Presentazione\n \nDa molti anni ormai\, Donny McCaslin si sta affermando come una potente voce nella moderna scena musicale. \nA Catania presenta il suo decimo e ultimo album – Casting for gravity – in cui il suo sax tenore trova uno spazio ideale tra il groove feroce della parte ritmica del bassista Tim Lefebvre e del batterista Nate Woods e le sonorità elettroniche del tastierista Jason Lindner. \nDiplomato alla Berklee School of Music\, Donny McCaslin nel suo repertorio ha sempre esplorato l’intera gamma di suoni che un sax tenore può produrre: dalla musica mainstream moderna al funky fusion\, dalle ballate alla musica elettronica\, senza perdere mai il suo approccio sperimentale. \nDopo avere varcato i confini della musica elettro/acustica nell’album precedente Perpetual Motion\, McCaslin con questo ultimo lavoro punta alla piena integrazione delle sue sonorità con l’elettronica\, suonare cioè una musica che possa usare “più livelli sonori possibili”. \nIl suo “tocco” è riconoscibile all’interno delle melodie dell’album che oscillano tra suoni dub\, vortici di elettronica e potente rock da arena: in tutti  i brani dell’album McCaslin fonde tante influenze sperimentali in un sound jazz moderno. \nLo stesso McCaslin ha affermato che il suo ultimo lavoro è stato molto influenzato dal Richard D. James\, star dell’elettronica sotto lo pseudonimo di Aphex Twin e dal duo scozzese Boards of Canada\, la cui canzone “Alpha e Omega” trova spazio all’interno dell’album. \nIl suo curriculum musicale è di tutto rispetto: trasferitosi a New York nel 1991\, è stato un membro degli Steps Ahead fino al 1994\, in sostituzione di Michael Brecker. Ha anche suonato con la Gil Evans Orchestra\, la George Gruntz Concert Jazz Band\, Danilo Perez\, Maria Schneider e Santi DeBriano. Nel 1996 ha suonato con Ken Schaphorst’s Uprising e anche con John Medeski\, Doug Yates\, e Uri Caine. L’anno successivo ha suonato con David Binney\, Scott Colley e Kenny Wolleson nel collettivo Lan Xang. \nAltre informazioni: http://www.huffingtonpost.com/ralph-a-miriello/casting-for-gravity-donny_b_1888104.html \nFormazione\nDonny McCaslin: Sax tenore \nMatt Mitchell: tastiere \nTim Lefebvre: Basso Elettrico \nNate Woods: batteria \nSuono\n \nSito ufficiale \nwww.donnymccaslin.com
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/donny-mccaslin-group-casting-for-gravity/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/mcaslin.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20121210
DTEND;VALUE=DATE:20121211
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20121208T105910Z
LAST-MODIFIED:20121208T111739Z
UID:556-1355097600-1355183940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Giuseppe Cucè
DESCRIPTION:Presentazione\nIl cantautore Giuseppe Cucè presenta al MA\, in collaborazione con Catania Jazz\, il suo ultimo lavoro discografico “Attraversando Saturno” che verrà eseguito lunedì 10 dicembre in versione unplugged insieme con alcuni dei brani più importanti della sua carriera. \nCucè si esibirà con un quartetto composto da Francesco Bazzano alle percussioni\, Marco Carnemolla al basso\, Daniele Coco alla chitarra. \nLa serata sarà arricchita dalla galleria fotografica esclusiva realizzata appositamente per il concept album di Cucè da Michele Maccarrone e la Slide Images Performance di Riccardo Negri che sulle note di “Obbligo o verità” dedica a Cucè il suo ultimo ciclo di lavori a matita “Vivere Parallelo”. \nBio\nCantautore mediterraneo\, raffinato eclettico e contaminato\, Giuseppe Cucè traduce in musica la propria vita filtrando il mondo attorno a se con uno stile elegante e mai banale. \nGiuseppe Cucè nasce a Catania nel 1972 ed inizia la sua attività artistica nel 2005. La sua formazione musicale spazia dalla tradizione musicale mediterranea\, alla tradizione musicale del resto del mondo\, dall’estremo oriente al Sud America\, dal Marocco alla Grecia. L’inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della Bossa Nova – Vinicius de Moraes\, Jobim e Cesaria Evora. \nMa anche da grandi cantautori italiani: Mario Venuti\, Ivan Segreto\, Franco Battiato\, Domenico Modugno\, Fabrizio De Andrè e Luigi Tenco. \nProprio dedicato a Tenco è il progetto live “Oltre le Nuvole” che nel 2008 da la possibilità a Giuseppe Cucè di farsi conoscere dal grande pubblico e che gli apre le porte ad importanti collaborazioni che lo porteranno fino in Francia. Nel Maggio del 2009\, infatti\, Giuseppe Cucè parteciperà allo spettacolo interamente dedicato a Tenco ideato e portato in scena al Teatro del Trianon di Parigi da Yvon Chateigner interprete raffinato della musica Francese d’autore\, insieme a Cristina Marocco e Dorval’. il 26 ottobre 2009 pubblica\nl’album “la mela e il serpente” per Edina music\, in Francia. l’album è presentato a novembre al pubblico francese attraverso uno showcase al Theatre Du Petit Saint-Martin di Parigi. \nNel dicembre del 2009 viene selezionato dalla commissione di Sanremo nuova generazione 2010 per la fase finale delle audizioni insieme ad altri 70 partecipanti con il brano “rosa”  scritto insieme con il suo chitarrista Antonio Masto\, sfiorando la partecipazione al 60 festival di Sanremo. \nIl 9 gennaio 2010 Giuseppe Cucè apre il concerto della grandissima Anny Gould al Theatre le Trianon\, mentre l’11 gennaio partecipa con uno showcase unplugged alla trasmissione plein sud di Rfi (radio France International). \nA marzo 2010 partirà con un nuovo tour ( l’alchimista delle rose ) per suonare nei migliori club italiani ( yi’s jazz Club\, Mercati Generali \, Vecchio Bastione\, Mikalsa bar..) A luglio 2010 partecipa all’open Week festival all’anfiteatro le ciminiere di Catania e ad agosto 2010 parteciperà alla finale del festival della canzone d’autore (botteghe d’autore). \nGiuseppe Cucè Partecipa anche alla colonna sonora del cortometraggio Giovanni Falcone – La mente e il cuore presentato in prima nazionale il 23 maggio 2011 nell’aula bunker di Palermo. Nell’Agosto del 2012 si classifica secondo a uno dei più importanti Festival d’Autore .. BOTTEGHE D’AUTORE 7° EDIZIONE. \nL’8 settembre del 2012 pubblica il suo secondo album scritto a 4 mani insieme al suo amico chitarrista Antonio Masto… (Attraversando Saturno ). \nVideo\nhttpv://youtu.be/Y4Y4xDV7g3Y \nFormazione\nGiuseppe Cucè: voce e diamonica\nFrancesco Bazzano: percussioni\nMarco Carnemolla: basso\nDaniele Coco: chitarra \nSito ufficiale\nwww.giuseppecuce.it
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/giuseppe-cuce/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/cuce1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20121204
DTEND;VALUE=DATE:20121205
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20121110T164808Z
LAST-MODIFIED:20130824T153645Z
UID:475-1354579200-1354665540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:PEPPER LEGACY
DESCRIPTION:Formazione\nGEORGE CABLES pianoforte BOB MAGNUSSON contrabbasso CARL BURNETT batteria GASPARE PASINI sax contralto \nPresentazione\n[presentazione tratta da Musica Jazz – www.musicajazz.it]\n Qualsiasi cultore di jazz si troverebbe in difficoltà nel trovare non un aggettivo\, ma bensì un superlativo per definire la musica di Art Pepper\, il gigante californiano scomparso prematuramente\, che ha lasciato una grande eredità salvo cadere nel dimenticatoio. Ad omaggiarne quell’inconfondibile tratto emotivo che ha marchiato il suo periodo artistico\, ovvero quello del grande rientro a metà degli anni Settanta ci ha pensato Pasini\, che dopo aver ben ponderato il tutto è volato negli States per riunire alcuni dei suoi musicisti più fidati. L’obiettivo? Elaborare un omaggio sincero e appassionato senza creare alcuna competizione\, ma semmai accentuando una riconoscenza che forse non è stata ancora omaggiata per intero. E così Pepper Legacy\, condivisa con George Cables\, Bob Magnusson e Carl Burnett\, andrà in giro su e giù per l’Italia a partire dalla fine di novembre con una probabile coda nella primavera del 2013. Di questo e altro ci ha parlato lo stesso Pasini\, un nome che forse non vi suggerisce granché\, ma che ha seminato parecchio  alle sue spalle\, con lodi sperticate assegnategli da assi del calibro di Phil Woods\, Cedar Walton e Ray Mantilla che dopo aver incrociato il cammino del sassofonista italiano si ritrovano a benedire questa nuova e cruciale fase della sua carriera.\nGaspare\, cosa rappresenta Pepper e in cosa identifichi il suo tratto distintivo? | Per lui ho sempre nutrito un amore incondizionato\, giù prima della chance di vederlo dal vivo a Bologna e Pescara\, dove tra l’altro ho avuto la fortuna di conoscere alcuni dei personaggi chiave per lo sviluppo del jazz in Italia come Alberto Alberti e sua moglie Marcella che mi hanno onorato della loro amicizia trattandomi come un figlio. Questa idea è il frutto di un amore sviscerato per il suono di Pepper e per quel suo modo assolutamente emotivo di affrontare le ballad. Di lui si può ben notare un evoluzione nel suono assai più che nel fraseggio\, caratteristica che non puoi modificare\, ma bensì distillare nel corso degli anni. Negli ultimi dischi ufficiali della sua carriera ci sono delle testimonianze di una maestria tecnica inarrivabile\, sviluppati tramite una strepitosa padronanza strumentale\, addirittura superiore a quella degli anni Cinquanta e Sessanta\, fase in cui fu maggiormente impegnato nello studio. Ma in quell’ultima appendice Art fu capace di elaborare un suono più sofferto\, che arrivava direttamente dalle viscere. Era proprio la qualità del suono che era diversa\, perché veniva dal cuore\, e nel suo caso non penso di mistificare la realtà considerando il suo percorso di vita e le sue sofferenze personale. Questo si intuisce soprattutto nell’uso dei sovracuti\, derivazione del free degli anni Sessanta. Una possibilità di espressione che in fase giovanile non aveva mai adoperato e che concretizzava con una lucidità e una velocità sconcertante\, anche se\, specie quando si parla di sassofonisti\, non è certo la velocità che conta. Dall’idea sulla carta a una serie di date dal vivo\, per il momento solo in Italia\, come ci sei arrivato? | Tramite una variegata rassegna di stati d’animo\, ma anche la consapevolezza di potercela fare. Sono andato a New York per la prima volta in vita mia solo l’anno scorso\, pensando di incontrare George Cables\, tramite il mio amico Ray Mantilla\, con cui ho suonato spesso. Ray è stato carino\, mi ha procurato un appuntamento con Cables all’Iridium\, dove aveva un ingaggio. Non sapevo con chi avrebbe suonato George. Gli spiegai il progetto e fu molto attento ad ascoltarmi anche se poteva legittimamente avere delle perplessità visto che rimanevo un perfetto sconosciuto. Invece incassai il primo assenso. Quella stessa sera in fondo alla sala incrociai David Williams\, che stava sistemando il suo strumento. David è un altro grande amico che mi ha battezzato discograficamente con Cedar Walton in un disco per la Red Records. Ritrovare nuovamente il suo sguardo è stato emozionante: «Gaspar!» ha esclamato\, buttandomi le braccia al collo. Tempo di una birra insieme e già gli stavo spiegando il mio desiderio. Lui\, da sempre un entusiasta della vita\, mi ha subito detto che non vedeva l’ora di farlo. Per cui ci siamo lasciati con la promessa di concretizzare il tutto entro la fine del 2012\, in occasione del trentennale dalla scomparsa di Pepper. Poi sono tornato a New York per incontrare la vedova di Pepper\, Laurie\, che è stata molto gentile durante il nostro incontro. Mi ha messo a disposizione alcuni manoscritti originali di Art e Carl Burnett\, il suo ultimo batterista\, che farà parte di questa avventura. Di lui si erano perse praticamente le tracce. L’ho recuperato miracolosamente grazie a un video su Youtube in cui suonava\, trenta chili dopo\, ma sempre con gran swing\, assieme al contrabbassista losangelino Henry Franklyn. Williams in questo primo giro non ci sarà per impegni assunti con Cedar e Piero Odorici poi sfortunatamente cancellati. Sarà comunque sostituito alla grande da Magnusson\, ugualmente raggiante di far parte della ciurma. Qual è il disco di Pepper a cui sei maggiormente legato e come intendi affrontare la sua musica? | Sono mortalmente legato a «Thursday Night At The Village Vanguard»\, realizzato con lo stesso Cables\, George Mraz e Elvin Jones. Penso sia il distillato di quanto Pepper ha fatto e detto in precedenza: fu una serata magica e irripetibile e non solo per l’esecuzione diMy Friend John\, che ritengo essere il suo testamento spirituale. Un tema che ancora oggi mi fa rabbrividire\, per la struttura metrica particolare e una sequenza armonica difficilissima nella sua originalità. Per il solo e per quello che fa nel corso del brano non ho superlativi adatti per esprimere cosa avverto quando lo ascolto. In questi concerti andremo a ripercorrere\, a trent’anni dalla morte e dal successivo parziale oblio che lo ha avvolto\, le composizioni che nell’ultima parte della carriera hanno maggiormente rappresentato e contraddistinto il linguaggio e la poetica di Pepper. Non ci saranno trucchi o effetti\, né patetici tentativi di scimmiottare quello che solo lui sapeva fare. In altre parole voglio suonare la sua musica con quello stesso aspetto emozionale che probabilmente ci accomuna nel soffio. Addirittura Phil Woods\, quando l’anno scorso gli scrissi per sapere cosa pensasse di questo progetto\, mi rispose che avrei fatto bene a concretizzarlo perchè nessuno aveva più suonato la musica del suo amico Art. In allegato alla mail Phil mi spedì un brano\, a tutt’oggi inedito\, che lui stesso aveva scritto per onorarne la memoria. Mi spronò a suonarlo. Oltre a Pepper quali sono gli altri eroi di Pasini musicista? | Alcuni grandi che ho ascoltato negli anni a partire da Phil\, ovviamente. Poi Jackie McLean\, Cannonball Adderley\, Gato Barbieri\, Steve Grossman\, con cui mi è capitato di suonare spesso\, ma anche Chet Baker\, Bill Evans\, Glenn Gould\, Michel Petrucciani. Insieme agli eroi conclamati ci sono anche quelli che per motivi oscuri non hanno avuto la fortuna che avrebbero meritato. Uno di questi è Mario Costalonga\, un trombettista fantastico delle mie parti\, classe 1932\, molto ammirato anche da Enrico Rava. Nella sua semplicità un giorno mi ha detto: «Sai Gaspare\, nella vita l’importante è fare cose belle». Una massima che evidenzia una verità ineccepibile\, che tutti dovremmo cercare di mettere a segno. Sei un nome «nuovo» non sconosciuto nell’ambiente. Anzi\, sul finire degli anni Ottanta avevi un disco pronto ed eri già stato ospite di Cedar Walton. Poi cos’è successo? | La vita di un uomo è sempre il frutto di varie componenti. Ho sempre avuto un sacco di interessi e forse sono stato un debole a non credere abbastanza nelle mie doti – che solo gli americani mi riconoscevano apertamente\, gli italiani non l’hanno mai fatto. Nel 1991 è nato mio figlio e mi sono allontanato dal giro\, anche se proprio con lui forse ho vissuto l’emozione più bella quando Elvin Jones gli regalò le bacchette alla fine del suo ultimo concerto a Umbria Jazz nel 2003: portai mio figlio apposta per vederlo\, ma riuscimmo ad entrare solo per gli ultimi bis. Questo ricordo indelebile è il preludio al rovescio della medaglia\, perché la mia vita è stata comunque fortunata\, anche in ambito jazz. Ho suonato con tanti grandi musicisti – saltuariamente\, s’intende – sebbene solo ora\, ritengo di avere raggiunto la consapevolezza di poter dire cose interessanti con lo strumento. Per onorare i miei cinquant’anni ho pubblicato«Philing»\, la mia opera prima incisa nel lontano 1988 assieme a musicisti con i quali condividevo il palco a quei tempi: Luigi Bonafede\, Piero Leveratto e Paolo Pellegatti erano una sezione ritmica affiatatissima – anzi\, un vero e compiuto trio – e l’intesa\, basata su un groove potente e uno swing viscerale\, con loro\, era immediata. Woods ha scritto le note di copertina e dopo essermi definitivamente convinto\, finalmente\, nel 2008\, ho deciso di pubblicare il disco. Cosa hai imparato da loro e dal jazz? | Che nel jazz i bluff non esistono; magari si può fare correggere qualche nota in studio\, ma se ti esibisci sul palco e suoni per cercare di trasmettere un emozione davanti a persone che non conosci\, si comprende subito se hai qualcosa da dire oppure no. Le chiacchiere stanno a zero: o ci sei o non ci sei. Con gli americani ho imparato un altro motto importante: dare sempre il meglio e il massimo. Se ognuno lo facesse\, il mondo rotolerebbe con più leggerezza o\, per l’appunto\, con maggiore swing. Custodisco amorevolmente\, per volere di Marcella\, la biografia di Alberto Alberti. In calce\, c’è una dedica di Pepper in cui dice che quando suonava non andava mai sul sicuro\, ma cercava piuttosto di creare sempre qualcosa di nuovo e unico\, mai tentato prima. Te lo cito perché mi sembra appropriato. Da parte mia\, aggiungo il desiderio di voler suonare jazz con gente capace di stabilire feeling\, un mood accumunante\, che ti fa riconoscere l’uno con l’altro. Stabilire queste cose con musicisti che suonano bene\, è una situazione ideale. Se succede si può dire di essere stati veramente privilegiati dalla vita. A proposito\, nell’attico di casa tua hai creato un jazz club di charme… | Si è trattato di un’altra circostanza fortuita della vita. Il mio fraterno amico Francesco Bearzatti parlandomi di uno strumento musicale\, mi ha permesso di incontrare il propretario di questa casa padronale del 1902\, che forse\, senza saperlo\, era nata per essere un jazz club. Al suo interno\, sono passati tanti amici che mi hanno accompagnato in questi quarant’anni di vita vissuti assieme a questa musica straordinaria. Abbiamo registrato con Ares Tavolazzi\, Ellade Bandini\, Roberto Gatto\, Danilo Rea. Quest’ultimo\, con l’aiuto di Roberto Castellano\, un video maker con una sensibilità particolare\, essendo stato musicista\, sta realizzando una serie di sensazionali video a tema. Forse tutte queste esperienze confluiranno in una etichetta discografica che avrebbe almeno un paio di ottimi capitoli viste le sessions condivise con Shawnn Monteiro ed Edy Martinez come ospiti speciali. \nFormazione
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/pepper-legacy/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/8307.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120725
DTEND;VALUE=DATE:20120726
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120725T121812Z
LAST-MODIFIED:20130823T141738Z
UID:461-1343174400-1343260740@www.cataniajazz.com
SUMMARY:VICTOR BAILEY QUINTET E CATERINA PALAZZI
DESCRIPTION:Stasera  – mercoledì 25 luglio – nel teatro dell’Hotel Villa Itria di Viagrande\, sito in via Aniante 3\, si tiene il concerto di CATERINA PALAZZI QUARTET e VICTOR BAILEY QUINTET. Ingresso gratuito x abbonati al CATANIA JAZZ FESTIVAL e per i possessori del biglietto di ieri. Ingresso intero € 12\,00 (i tagliandi possono essere acquistati direttamente in hotel) 12\,00 (i tagliandi possono essere acquistati direttamente in hotel)
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/victor-bailey-quintet-caterina-palazz-funk-2/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/baileysm1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120724
DTEND;VALUE=DATE:20120725
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20110416T180652Z
LAST-MODIFIED:20130823T141754Z
UID:369-1343088000-1343174340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:EDDIE GOMEZ QUARTET
DESCRIPTION:Formazione\nEddie Gomez – contrabbasso\nSalvatore Bonafede – piano\nAlessandro Presti – tromba\nNasheed Waits – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/eddie-gomez-quartet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/gomezsm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120724
DTEND;VALUE=DATE:20120725
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20110416T180436Z
LAST-MODIFIED:20130823T141737Z
UID:367-1343088000-1343174340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:VICTOR BAILEY  V-FUNK
DESCRIPTION:Formazione\nVictor Bailey – basso elettrico\, voce\nPatches Stewart – tromba\nTheo Hill –  tastiere\nRocky Bryant – batteria\nMarcus Machado – chitarr
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/victor-bailey-v-funk/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/baileysm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120723
DTEND;VALUE=DATE:20120724
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20110416T175120Z
LAST-MODIFIED:20130823T162128Z
UID:364-1343001600-1343087940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:JOHN PATITUCCI con CHRIS POTTER e ADAM CRUZ
DESCRIPTION:Nata a Brooklyn\, New York\, nel 1959\,  John Patitucci comincia a suonare il basso a 10 anni e a comporre ed esibirsi a 12. A 15 inizia a suonare il contrabbasso e a 16 il pianoforte. John Studia il contrabbasso alla San Francisco State State University e alla Long Beach State University. Nel 1980 continua la sua carriera a Los Angeles come musicista in studio e come artista jazz. \nSi muove rapidamente dal soul al rock\, dal blues al jazz e alla musica classica: il suo eclettismo lo porta a esplorare tutti i tipi di musica come musicista e compositore. \nhttpv://youtu.be/2iKRT4XnPwg \nInnumerevoli le sue registrazioni: John ha collaborato con B.B. King\, Bonnie Raitt\, Chick Corea\, Wayne Shorter\, Herbie Hancock\, Michael Brecker\, George Benson\, Dizzy Gillespie\, Was Not Was\, Dave Grusin\, Natalie Cole\, Bon Jovi\, Queen Latifah\, Sting e Carly Simon. \nCome performer\, si è esibito in tutto il mondo con la sua band\, il John Patitucci Quartet\, e con stelle di prima grandezza del jazz come Chick Corea\, Herbie Hancock\, Wayne Shorter\, Stan Getz\, Wynton Marsalis\, Joshua Redman\, Michael Brecker\, Randy Brecker\, Freddie Hubbard\, Tony Williams\, Hubert Laws\, Mulgrew Miller\, James Williams. \nTra le stelle del pop e della musica brasiliana ricordiamo Sting\, Aaron Neville\, Natalie Cole\, Carole King\, Milton Nascimiento\, Astrud and Joao Gilberto\, Airto e Flora Purim\, Ivan Lins\, Joao Bosco e Dori Caymmi. John ha inoltre collaborato con compositori come Jerry Goldsmith\, Ry Cooder\, James Newton Howard\, Dave Grusin\, Henry Mancini\, John Williams\, Mark Isham\, Michel Columbier\, Carter Burwell e Howard Shore. \nSin dal 1985\, insieme con Chick Corea ha portato in tutto il mondo la musica della Elektric Band e Akoustic Band e con i suoi 6 album solisti ha vinto 2 Grammy Award e più di 15 nomination. Dal 2000\, Patitucci ha cominciato a collaborare con il leggendario Wayne Shorter e a esibirsi in una tournéé mondiale con un quartetto che prevedeva Danilo Perez al piano e Brian Blade alla batteria. \nVotato come migliore bassista jazz da Guitar Player Magazine nel 1992\, 1994 e 1995 e da Bass Player Magazine nel 1993\, 1994\, 1995 e 1996\, ha tenuto seminari in tutto il mondo. \nFormazione\nJohn Patitucci – basso e contrabbasso\nChris Potter – sax\nAdam Cruz – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/john-patitucci-con-chris-potter-e-adam-cruz/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/patituccism.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120723
DTEND;VALUE=DATE:20120724
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20110416T174614Z
LAST-MODIFIED:20130823T162122Z
UID:361-1343001600-1343087940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:PIPPO MATINO QUARTET
DESCRIPTION:Formazione\nPippo Matino – basso\nClaudio Romano – batteria\nGiulio Martino – sax\nSilvia Barba – voce
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/pippo-matino-quartet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/matinosm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120722
DTEND;VALUE=DATE:20120723
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20110416T172838Z
LAST-MODIFIED:20130823T162144Z
UID:359-1342915200-1343001540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:OMER AVITAL QUINTET
DESCRIPTION:Formazione\nOmer Avital – contrabbasso\nJason Lindner – piano\nAvishai Cohen – tromba\nJoel Frahm – sax\nJonathan Blake – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/omer-avital-quintet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/avitalsm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120722
DTEND;VALUE=DATE:20120723
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20110416T172515Z
LAST-MODIFIED:20130823T162136Z
UID:357-1342915200-1343001540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:DARIO DEIDDA - MARCO PANASCIA
DESCRIPTION:Presentazione Dario Deida\nSalerno\, classe 1968\, Dario Deidda fa parte di una famiglia in cui la musica ha sempre avuto un ruolo importante. \nInizia a 6 anni con la batteria ma verso gli 11 si innamora del basso elettrico e viene iniziato dal bassista salernitano Mario Ferrigno.\nSi diploma in contrabbasso a Salerno ma durante gli studi al conservatorio si dedica ancora al basso elettrico e al pianoforte. \nAma definirsi un musicista a 360°\,ma il suo mondo preferito è il jazz e dintorni\,purchè condito sempre dal groove e dal feeling. Attualmente vive a Roma e svolge attività concertistica\,discografica e d’insegnamento in Italia e all’estero. \nHa collaborato con artisti italiani come Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Paolo Fresu\, Enrico Rava\, Antonello Salis e internazionali come Marcus Miller\, Michel Petrucciani\, David Liebam\, Steve Grossman\, Ben Sidran e Randy Brecker\, solo per citarne alcuni e collaborato alle incisioni di oltre 40 album. \nHa collaborato anche con Carmen Consoli\, Niccolò Fabi\, Marina Rei\, Paola Turci\, Samuele Bersani\, Barbara Cola\, Ivano Fossati e suonato dal 1998 al 2003 nelle band e big band di Carl Anderson (“Giuda” nel famoso musical movie “Jesus C. Superstar”) in tour in Italia. \nNel 1999 ha suonato nel tour di Pino Daniele “Come un gelato all’equatore”\, e dal 2003 al 2007 è stato il bassista di Fiorella Mannoia\, registrando i suoi 5 cd in quegl’anni. \nHa tenuto un consistente numero di seminari in tutta Italia sulle tecniche bassistiche e sull’improvvisazione jazz nelle varie scuole musicali\, conservatori (Napoli\,Fermo) e università (Salerno). Dal 2004 insegna basso elettrico al Conservatorio di Salerno nei corsi sperimentali del triennio di jazz e ha anche tenuto un seminario tenuto alla famosa Berkley School di Boston nel 2006. \nIn settembre 2010 e nel gennaio 2011 è stato premiato dalle riviste musicali specializzate “InSound” e “Jazz It” come miglior “Bassista Italiano”. \nPresentazione Marco Panascia\nMarco Panascìa (pronuncia: pana-SCÌ-a) è un contrabbassista\, bassista elettrico\, compositore e didatta di origini catanesi che vive a New York da oltre dieci anni. Panascia e’ noto a livello internazionale per avere fatto parte del trio guidato dal giovane pianista prodigio Eldar\, con cui ha suonato in tre continenti\, e registrato due CD per l’etichetta Sony BMG Masterworks (“Live at the Blue Note”\, e “re-imagination”\, che ha ricevuto una Grammy nomination nel 2008 come migliore album di jazz contemporaneo). Dopo avere lavorato con Eldar\, Panascia ha continuato a ricevere ulteriore attenzione nel panorama jazzistico mondiale\, suonando nei gruppi di molti musicisti di spicco\, quali Kenny Barron\, Natalie Cole\, Andy Bey\, Eric Reed\, Dado Moroni\, Peter Bernstein\, David Kikoski e Roberto Gatto. \nDopo aver vinto il primo premio al Concorso Internazionale per Contrabbasso Jazz ad Edimburgo in Scozia\, Panascìa si trasferisce negli Stati Uniti nel 1999. Nel giro di cinque anni\, consegue una laurea (summa cum laude) al Berklee College of Music di Boston\, ed un master post-laurea alla Manhattan School of Music di New York\, che gli conferisce una “full scholarship” (borsa di studio completa)\, grazie ai suoi meriti artistici e strumentali. \nNel corso degli anni\, Panascia ha costruito un curriculum di primissimo livello\, suonando con la Boston Civic Symphony Orchestra\, ed esibendosi\, nella veste di orchestrale\, bassista elettrico o contrabbassista jazz\, con artisti di fama internazionale\, quali Herbie Hancock\, Lee Konitz\, Joe Lovano\, Quincy Jones\, Bobby McFerrin\, Dave Liebman\, Roy Hargrove\, Chris Botti\, Gary Burton\, Seamus Blake\, Tamir Hendelman\, Adam Nussbaum e Peter Erskine. Nei periodi di pausa dalla sua densa attivita’ concertistica negli Stati Uniti e nel resto del mondo\, Panascia si esibisce spesso\, come leader o sideman\, in molti dei prestigiosi clubs di New York\, come il Blue Note\, Birdland\, Jazz at Lincoln Center\, Jazz Standard\, Smalls\, Lenox Lounge e 55 Bar. \nPer maggiori informazioni\, visitate marcopanascia.com \nFormazione\nDario Deidda – basso\nMarco Panascia – contrabbasso
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/dario-deidda-marco-panascia/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/deiddapanascia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120718T213000
DTEND;TZID=UTC:20120718T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120426T171040Z
LAST-MODIFIED:20130823T162152Z
UID:354-1342647000-1342652400@www.cataniajazz.com
SUMMARY:STANLEY CLARKE - STEWART COPELAND QUINTET
DESCRIPTION:Il Festival estivo di Catania Jazz “Catania mai così in basso” si apre con un gruppo d’eccezione: STANLEY CLARKE al basso e STEWART COPELAND alla batteria porteranno sotto il vulcano il loro unico ed eclettico mix di Jazz Fusion\, Musica Classica e Rock e anche alcune delle hit delle loro incredibili carriere. I due saranno accompagnati da un gruppo di giovani “veterani” come Alex Han al sax\, Ruslan Sirota alle tastiere e Brady Cohan alla chitarra. “Sono molto emozionato di fare questo tour” afferma Clarke\, “sento che in futuro ci sarà sempre più spazio per accoppiate uniche e inusuali come quella fra Stewart e me. Sarà un’esperienza positiva sia per il pubblico che per noi”. Non è certamente la prima volta che i due si esibiscono insieme\, entrambi erano infatti membri chiave del gruppo Animal Logic\, insieme con Deborah Holland. Gli Animal Logic hanno pubblicato due album omonimi tra il 1987 e il 1991 diventati oggetti di culto nella scena fusion. \n \nSTANLEY CLARKE è stato il primo bassista che è riuscito a “sdoppiarsi” con successo sia sul basso acustico che su quello elettrico e anche il primo a esibirsi come front man in tour mondiali. Veterano con oltre 40 album all’attivo\, Clarke ha vinto il Grammy nel 2011 per il migliore album di jazz contemporaneo per il suo album “The Stanley Clarke Band”. Clarke ha cofondato il gruppo di seminal fusion “Return to Forever” con Chick Corea e Lenny White\, vincitore quest’anno del Grammy come migliore album jazz strumentale. Ha collaborato nella sua carriera con Quincy Jones\, Stan Getz\, Art Blakey\, Paul McCartney e Keith Richards\, solo per nominarne alcuni. Clarke è anche compositore di oltre 60 colonne sonore per il piccolo e grande schermo\, tra cui Boyz N The Hood\, il film biografico su Tina Turner “What’s Love Got To Do With It”\, Romeo deve morire e The Transporter. La creatività di Clarke è stata riconosciuta e premiata in tantissime occasioni: è stato il primo Jazzista dell’anno per Rolling Stone e più recentemente è stato premiato con il prestigioso “Miles Davis Award” al the Montreal Jazz Festival. STEWART COPELAND ha passato 3 decenni della sua vita in prima linea nel mondo della musica contemporanea come rock star\, acclamato compositore e regista e molto più che un semplice collaboratore nelle più disparate composizioni rock\, world music\, di opera\, balletto e di musica da camera. Secondo un sondaggio tra i lettori di Rolling Stones del 2010\, è stato votato come il quinto migliore batterista di tutti i tempi. Come fondatore e batterista dei Police\, Copeland si è esibito in tutto il mondo\, ha vinto 5 Grammy e ha venduto più di 50 milioni di album\, insignito anche del titolo di Cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere dal governo francese. La carriera di Copeland come compositore di musica per il cinema e la tv è cominciata con la colonna sonora del film Rusty il Selvaggio di Francis Ford Coppola che gli è valsa anche una nomination al Golden Globe per la migliore colonna sonora. Ha composta anche la musica per Wall Street di Oliver Stone e  the Oscar-nominated 4 giorni a settembre e Dead Like Me. La sua autobiografia “Strange Things Happen. La mia vita con i Police\, il polo e i pigmei” è stata pubblicata in Italia da Minimum Fax. httpv://youtu.be/B2xJnvVN3zU \nFormazione\nStanley Clarke – basso Stewart Copeland – batteria Alex Han – Sassofono alto – Ruslan Sirota – tastiere Brady Cohan – chitarra\nBass virtuoso STANLEY
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/stanley-clarke-stewart-copeland-quintet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/ClarkeCopelandTourSm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120424T210000
DTEND;TZID=UTC:20120424T210000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120418T183848Z
LAST-MODIFIED:20130823T162203Z
UID:116-1335301200-1335301200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:FAIRPORT CONVENTION
DESCRIPTION:[box]Attenzione: questo concerto è stato spostato al cine teatro Odeon di Via Corridoni\, Catania[/box]\nArriva a Catania martedì 24 aprile al Cine-teatro Odeon di Catania la storica folk rock band inglese dei Fairport Convention\, da tutti considerata la migliore formazione folk rock di tutti i tempi\, un’occasione per riascoltare un lungo repertorio che dal 1967\, anno di nascita della band\, porta all’ultimo disco “Festival Bell” dello scorso anno. \nLa formazione: Simon Nicol voce principale\, chitarra ritmica; Dave Pegg basso\, cori e mandolino; Ric Sanders violino; Chris Leslie voce solista\, violino\, mandolino\, bouzouki; Gerry Conway batteria e percussioni. \nIl biglietto intero ha un costo di €. 16\,50\, quello ridotto (universitari – giovani fino a 25 anni – over 65) di €. 11\,50. \nI Fairport Convention sono stati il frutto più prezioso partorito dal frondoso albero del folk-rock inglese. Suonano il loro primo concerto davanti a una chiesa nel maggio del 1967. Si stabiliscono nei sobborghi a nord di Londra attorno al bassista Ashley “Tyger” Hutchings. I giovanotti si “riuniscono” per le prove in una casa chiamata Fairport\, residenza della famiglia del chitarrista ritmico Simon Nicol. Dalla “Convention” in questo edificio nasce il nome di un gruppo che ha attraversato più di quattro decadi. Oltre a Hutchings e Nicol\, ci sono anche il chitarrista Richard Thompson e Shaun Frater alla batteria. \nUna formazione\, questa iniziale\, che suonerà solo un concerto. Un giovane batterista\, Martin Lamble\, era tra il pubblico in quella chiesa e convinse il gruppo che egli avrebbe saputo fare di meglio dietro i tamburi. \nEra solo il primo dell’incredibile numero di cambi di formazione che caratterizzeranno i Fairport nei loro primi quindici anni. Ben presto la line-up cresce con l’ingresso della voce femminile di Judy Dyble\, che li farà distinguere rispetto alle decine di altre band che allora spuntavano come funghi nel veloce movimento della cultura giovanile di quell’estate. \nPer i Fairport non c’è carenza di lavoro e diventano ben presto ospiti fissi di locali underground come l’Electric Garden\, il Middle Earth e l’Ufo. Suonano da solo pochi mesi quando catturano l’attenzione di Joe Boyd che li mette sotto contratto con la Island Records. Lo stesso Boyd consiglierà di accrescere il personale con un’altra voce maschile e così Iain Matthews si unisce alla truppa e il primo album\, “Fairport Convention”\, esce prima della fine dell’anno 1967. \nIn questo periodo iniziale\, i Fairport guardano all’America per il materiale e l’ispirazione. «L’avere due voci ci affascinava – ricorda Matthews – e per via del nostro nome e della presenza scenica\, molti credevano che fossimo americani\, e non eravamo certo noi a darci da fare per dissipare questa credenza». Un atteggiamento che farà parlare di loro come dei “Jefferson Airplane inglesi”. All’uscita del secondo LP\, “What We Did On Our Holidays”\, il posto di Judy Dyble viene preso da Sandy Denny\, una cantante folk che aveva già inciso sia come solista che con gli Strawbs. Il terzo album\, “Unhalfbricking”\, vede la presenza come ospite di Dave Swarbrick\, un violinista folk di Birmingham. \nIl disco\, come il suo predecessore\, mette insieme ottimo materiale originale con canzoni contemporanee di artisti come Joni Mitchell e Bob Dylan. Il DJ radiofonico John Peel diviene un devoto campione della musica dei Fairport e mette spesso i dischi del gruppo al suo seguitissimo programma. Lo stesso Peel ha anche registrato diverse session negli studi della BBC che usciranno più tardi sull’album “Heyday”. \nUscito Matthews\, Dave Mattacks entra alla batteria. L’LP che ne esce\, “Liege And Lief”\, sarà un classico. Probabilmente il più bello dei Fairport Convention\, quello che stabilisce definitivamente il folk-rock inglese come genere musicale distinto che può a sua volta influenzarne altri. “Liege And Lief” viene lanciato con un concerto tutto-esaurito alla Royal Festival Hall di Londra sul finire del 1969. Dave Swarbrick ha dato un grosso contributo al progetto e fa ora parte della band a tempo pieno. Nonostante il trionfo di “Liege And Lief”\, il membro fondatore Ashley Hutchings se ne va per formare gli Steeleye Span. Ad aggravare i problemi\, anche Sandy Denny abbandona il gruppo. Dave Pegg prende in mano il basso e da allora è nella band per un periodo ininterrotto di 34 anni. \nNon è invece possibile rimpiazzare il talento di Sandy Denny e così il gruppo decide di continuare senza una voce femminile.\nSimon Nicol lascia i Fairport al principio del 1972\, seguito da Dave Mattacks (ma i due rientreranno più tardi). Restano così i due Dave\, Pegg e Swarbrick\, a tenere le redini della band. Gli anni che seguono verranno chiamati “Fairport Confusion” per via dell’incredibile sequenza di musicisti che vanno e vengono. Nel 1979 la band è priva di contratto discografico e l’udito di Dave Swarbrick va deteriorandosi rapidamente. \nI Fairport decidono di porre fine al loro viaggio. Fanno un tour di addio e suonano un ultimo concerto all’aperto a Cropredy\, il villaggio dell’Oxfordshire dove vivono Dave e Christine Pegg. Nessuna etichetta vuole pubblicare le registrazioni dal vivo della tournée e del concerto\ne così i Pegg danno il via alla Woodworm Records e li pubblicano in proprio. Dopo un anno\, i Fairport Convention tornano per un concerto re-union a Cropredy ed è così che nasce il famoso festival che\, in pochi anni\, crescerà rapidamente. \nAgli inizi degli anni Novanta si costituisce anche un quartetto acustico\, e le due versioni dei Fairport percorrono strade parallele. Nel 1998\, Dave Mattacks se ne va negli Stati Uniti e Gerry Conway\, il cui viaggio musicale degli ultimi trent’anni si era svolto in parallelo ai Fairport\, prende il suo posto alla batteria e percussioni. \nIl nuovo secolo trova i Fairport in ottima forma. Le sale sono piene e i dischi vendono bene. Nel 2004\, i Fairport Convention sono ancora tra le band più richieste. La formazione vede insieme Simon Nicol (voce solista\, chitarre elettriche e ritmiche)\, Dave Pegg (coro\, basso\, mandolino)\, Ric Sanders (violino)\, Chris Leslie (voce solista\, violino\, bouzouki\, mandolino) e Gerry Conway (batteria e percussioni)\, ancora in grado di riempire le sale nei loro frequenti tour. \nNel 2007 viene pubblicato\, in occasione del loro quarantesimo anniversario\, il nuovo album di studio “Sense of Occasion” che\, ancora una volta\, vede in gran forma il quintetto ormai rodato da anni passati insieme a suonare in tutto il mondo. Il DVD “Fairport @ Forty”\, del 2008\, celebra il quarantesimo anniversario del gruppo con la regia di Mike Rowbottom. \nIl 14 aprile 2011\, i Fairport Convention hanno pubblicato per l’etichetta di casa Matty Grooves “Festival Bell”\, nuovo album di studio dopo “Sense of Occasion” del 2007. Il disco contiene tredici brani più la rivisitazione di “Rising for the Moon” di Sandy Denny. Ce lo presentano così gli stessi musicisti che abbiamo avuto modo di apprezzare nei tanti concerti italiani: «Con canzoni scritte da Ralph McTell\, Richard Shindell\, Chris While\, Sandy Denny\, Red Shoes e dai nostri Chris Leslie\, Dave Pegg e Ric Sanders\, crediamo di aver prodotto un disco in cui ci sia davvero qualcosa per\ntutti». Sia in copertina che nel booklet campeggia la fotografia della Festival Bell\, la campana che risuona nella chiesa di St Mary’s Church di Cropredy col nome della band\, in parte finanziata dai contributi dei partecipanti alla convention dei Fairport che si tiene annualmente ad agosto nella stessa cittadina inglese. \nFormazione\nSimon Nicol – voce principale\, chitarra ritmica\nDave Pegg basso – cori e mandolino\nRic Sanders – violino\nChris Leslie – voce solista\, violino\, mandolino\, bouzouki\nGerry Conway – batteria e percussioni. \nVideo\nhttpv://youtu.be/n2xODjbfYw8
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/fairport-convention/
CATEGORIES:Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/fairportconvention.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120418
DTEND;VALUE=DATE:20120419
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120408T171154Z
LAST-MODIFIED:20130824T125429Z
UID:206-1334707200-1334793599@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Gianmaria Testa "Vitamia" tour
DESCRIPTION:Il cantautore piemontese presenta l’ottavo disco “Vitamia”\, affresco sentimentale e umano per una riflessione personale lunga 50 anni \nUltimo appuntamento per il cartellone “Jazz e dintorni – Catania Jazz al Ma” organizzato al Ma – Musica Arte di Catania dall’associazione Catania Jazz: mercoledì 18 aprile arriva il cantautore piemontese Gianmaria Testa che presenterà il nuovo disco “Vitamia” uscito alla fine del 2011. \nCon Gianmaria Testa\, voce e chitarre\, suoneranno Giancarlo Bianchetti alle chitarre\, Nicola Negrini al contrabbasso e basso elettrico\, Philippe Garcia alla batteria. Per i non abbonati a Catania Jazz 2011-12 l’ingresso è 22 euro\, per gli abbonati è di 16\,50 euro. \nCircondato da grandi musicisti\, gli stessi che hanno costituito il nucleo forte e compatto delle registrazioni in studio\, Gianmaria Testa presenta in versione live il suo nuovo\, intenso\, inaspettato lavoro discografico\, “Vitamia”\, 11 tracce che rappresentano una riflessione personale e sociale lunga 50 anni\, 18 mila giorni (come recita il titolo di una delle canzoni guida dell’album)\, un affresco sentimentale e umano che come la vita porta con sé diverse sfumature e diversi colori musicali. \nSe le tematiche del nuovo disco sono assolutamente in linea con la poetica di Gianmaria (l’amore\, una riflessione sulla società contemporanea\, la nostalgia\, lo stupore\, un abbandono infantile…)\, decisamente nuove saranno le sonorità che si potranno ascoltare dal palco e che virano decisamente e con vigore sul versante elettrico grazie alla presenza di un chitarrista di prim’ordine (Giancarlo Bianchetti) a suo agio sia con la chitarra elettrica che con la chitarra classica\, di un contrabbassista (Nicola Negrini) che non teme di imbracciare un basso Fender degli Anni 70 e di un batterista (il francese Philippe Garcia) che ha nel suo curriculum il grande jazz internazionale\, ma anche la presenza sulla scena musicale dub più nuova. La voce di Gianmaria\, sempre più grave\, intrigante\, aspra e vellutata a un tempo fa\, da Virgilio in questa nuova avventura musicale. \nGianmaria Testa racconta il disco. «Una volta un amico mi ha detto – prova a contare la vita in giorni invece che in anni\, vedrai come cambia la prospettiva -. Aveva ragione\, tutto si accorcia e si rimpicciolisce. Il giorno è una dimensione minima e quasi misurabile in respiri. Gli anni al confronto sono un tempo metafisico\, anche se pure loro adesso mi passano alla velocità della luce. Così questo disco doveva chiamarsi 18000 giorni perché quella era l’età che avevo quando ho cominciato a pensarci. \nPoi i giorni sono diventati 19000 e più\, il materiale non era pronto e ho rinunciato a quel titolo. Si chiama “Vitamia”\, tutto attaccato per un po’ di ragioni fra le quali il fatto che non c’è nessuna pretesa riassuntiva\, nessun bilancio in corso d’opera. Ci sono degli appunti sul passato\, sul presente e perfino una sommessa e laica invocazione per il futuro\, quella sì intitolata “18 mila giorni” e dedicata a Erri De Luca per fraterna amicizia e perché lui insieme ad altri ha provato a un certo punto a immaginare un futuro diverso. La gestazione quindi è stata lunga e questo non è naturalmente garanzia di buona riuscita\, però ha permesso una specie di sedimentazione consapevole e soprattutto condivisa. Perché se è vero che un disco è sempre un’avventura collettiva non necessariamente diventa qualcosa di condiviso. \nIn questo caso invece sia nel lavoro di pre-produzione con Paola Farinetti e Claudio Dadone\, sia poi nelle prove e durante la registrazione\, ogni singolo musicista ha dato un apporto creativo importante e molto superiore al semplice suonare. Sette delle undici canzoni di “Vitamia” sono state scritte per lo spettacolo teatrale “18 mila giorni – il pitone” nel quale Giuseppe Battiston e io stesso abbiamo portato in scena un monologo di Andrea Bajani sul tema del lavoro. Anche a loro\, Giuseppe e Andrea\, così come al regista Alfonso Santagata questo disco è in qualche misura debitore. Al libro di Bajani “Cordiali saluti” è poi ispirata l’omonima canzone presente nel cd. Sono passati 5 anni dall’ultimo mio disco di inediti “Da questa parte del mare”\, un tempo lungo mi dicono quelli che si intendono di scadenze. \nIo rimango persuaso che un disco si fa quando si pensa di avere qualcosa da raccontare\, soprattutto a se stessi. In questi anni complicati mi è stato difficile anche scrivere sommerso com’ero da un’unica assordante domanda: perché?». \nFormazione\nGianmaria Testa – voce e chitarre\nGiancarlo Bianchetti – chitarre\nNicola Negrini – contrabbasso e basso elettrico\nPhilippe Garcia – batteria \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=2ONYgYV5woY&feature=shareIl cant
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/gianmaria-testa-tour/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/testa.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120412
DTEND;VALUE=DATE:20120413
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120402T180111Z
LAST-MODIFIED:20130824T125520Z
UID:328-1334188800-1334275199@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Voicelink & Assurd
DESCRIPTION:Presentazione\nDistribuito anche in Italia l’album Voicelink – A prima vista sembra un nuovo duo Musica nuda\, ma l’incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge aspira ad essere qualcosa di diverso. Il concetto di fondo\, però\, è lo stesso: due soli musicisti (una voce femminile e uno strumento acustico\, in questo caso il clarinetto basso) e la musica privata dei suoi orpelli\, denudata e restituita con il fascino della sua minimalità. Dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina\, lunedì 11 aprile verrà pubblicato anche in Italia l’album d’esordio del duo Colosimo-Prins Jorge\, dal titolo Voicelink: una serie di coveri di brani celebri più un brano originale\, interpretati appunto per voce e clarinetto basso\, in uscita nel Belpaese con distribuzione Egea\, per l’etichetta Storie di Note. \nRaul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese. In Italia ha suonato con Il Parto delle Nuvole Pesanti\, in tour nel 2003\, in un grande concerto per la pace a Baghdad e con Claudio Lolli nel remake del celebre album Ho visto anche degli zingari felici. In Francia ha collaborato con Eric Truffaz\, e dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge\, cantante franco-angolana\, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto\, ha dato vita a questo progetto jazzy assolutamente singolare\, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili\, sostenuta nella più giocosa improvvisazione\, dal groove avvolgente del clarinetto basso\, con uno spirito leggero che sfida la gravità\, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica. \nPer questo Raul Colosimo è diventato testimonial\, al fianco del celebre maestro del funk Marcus Miller\, della Selmer\, grande casa di produzione parigina del clarinetto\, che ha deciso di sostenere con forza questo progetto musicale quasi unico. \nAssurd\nUna fusione di potenzialità musicali\, finalizzate a condurre in svariati luoghi le colorate armonie e il significato simbolico di valori emozionali e culturali.?Ognuna di queste donne porta con sé una nota distintiva\, non parliamo solo di una diversità di accenti o di parole prettamente autoctone ma della loro attitudine ad infondere la singolare personalità canora e sonora nelle composizioni\, a mò di serenate ma\, a volte\, anche di denuncia sociale. \nUn viaggio nel colore locale di ognuna di loro che si realizza passando dai ritmi tipici e passionali della tarantella partenopea\, toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica\, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre\, tamburelli e organetto… \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=12A90oR_ApY&feature=share \nGalleria\n\nSito\nwww.voicelink.fr \nPresentazione
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/voicelink-assurd-12/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/voicelink22.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120411T213000
DTEND;TZID=UTC:20120411T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120327T143536Z
LAST-MODIFIED:20130824T125539Z
UID:225-1334179800-1334185200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Voicelink & Assurd
DESCRIPTION:Presentazione\nDistribuito anche in Italia l’album Voicelink – A prima vista sembra un nuovo duo Musica nuda\, ma l’incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge aspira ad essere qualcosa di diverso. Il concetto di fondo\, però\, è lo stesso: due soli musicisti (una voce femminile e uno strumento acustico\, in questo caso il clarinetto basso) e la musica privata dei suoi orpelli\, denudata e restituita con il fascino della sua minimalità. Dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina\, lunedì 11 aprile verrà pubblicato anche in Italia l’album d’esordio del duo Colosimo-Prins Jorge\, dal titolo Voicelink: una serie di coveri di brani celebri più un brano originale\, interpretati appunto per voce e clarinetto basso\, in uscita nel Belpaese con distribuzione Egea\, per l’etichetta Storie di Note. \nRaul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese. In Italia ha suonato con Il Parto delle Nuvole Pesanti\, in tour nel 2003\, in un grande concerto per la pace a Baghdad e con Claudio Lolli nel remake del celebre album Ho visto anche degli zingari felici. In Francia ha collaborato con Eric Truffaz\, e dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge\, cantante franco-angolana\, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto\, ha dato vita a questo progetto jazzy assolutamente singolare\, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili\, sostenuta nella più giocosa improvvisazione\, dal groove avvolgente del clarinetto basso\, con uno spirito leggero che sfida la gravità\, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica. \nPer questo Raul Colosimo è diventato testimonial\, al fianco del celebre maestro del funk Marcus Miller\, della Selmer\, grande casa di produzione parigina del clarinetto\, che ha deciso di sostenere con forza questo progetto musicale quasi unico. \nAssurd\nUna fusione di potenzialità musicali\, finalizzate a condurre in svariati luoghi le colorate armonie e il significato simbolico di valori emozionali e culturali.?Ognuna di queste donne porta con sé una nota distintiva\, non parliamo solo di una diversità di accenti o di parole prettamente autoctone ma della loro attitudine ad infondere la singolare personalità canora e sonora nelle composizioni\, a mò di serenate ma\, a volte\, anche di denuncia sociale. \nUn viaggio nel colore locale di ognuna di loro che si realizza passando dai ritmi tipici e passionali della tarantella partenopea\,  toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica\, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre\, tamburelli e organetto… \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=12A90oR_ApY&feature=share \nGalleria\n\nSito\nwww.voicelink.fr \nPresentazione<
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/voicelink/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/voicelink2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120319T210000
DTEND;TZID=UTC:20120319T210000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120308T183753Z
LAST-MODIFIED:20130823T162235Z
UID:114-1332190800-1332190800@www.cataniajazz.com
SUMMARY:DUSTIN O’HALLORAN & ADAM WILTZIE “ A Winged Victory For The Sullen”
DESCRIPTION:Arriva a Catania “A Winged Victory For The Sullen”\, nuovo progetto condiviso tra Dustin O’Halloran\, noto ai più per la colonna sonora di “Marie Antoinette” di Sofia Coppola e come membro fondatore dei Devics\, e Adam Wiltzie\, già negli Stars Of The Lid e produttore di band come i Flaming Lips e Mercury Rev. \nI due musicisti americani – O’Halloran al piano e tastiere e Wiltzie alla chitarra ed elettronica -\, accompagnati da un trio d’archi del newyorkese Acme Ensemble (Gyda Valtysdottir violoncello\, Daniela Strassfgogel viola\, Margaret Hermant violino)\, suoneranno lunedì 19 marzo al Ma – Musica Arte di Catania\, fuori programma della XXIX stagione di concerti di Catania Jazz. \nLe storie personali di Dustin O’Halloran ci danno qualche indizio per gli arazzi della sua musica: pianista autodidatta dall’età di 7 anni\, ha vissuto a Los Angeles (dove ha studiato arte al Santa Monica College e ha formato i tanti adorati Devics con Sara Lov)\, in Italia (in un fondo rurale in Emilia Romagna) e a Berlino. La sua musica struggente è un elegante esercizio in quanto a grazia e sfumature in quanto è un’espressione personale pura e intuitiva e qui troviamo qualche spiegazione alla tranquilla e irrefrenabile ascesa alla notorietà di Dustin. \nDopo aver ottenuto nel 2006 un importante riconoscimento per la colonna sonora del film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” (che si colloca perfettamente a fianco della colonna sonora di “An Affair American” di William Olsen del 2010 e “Lake Crazy” di Drake Doremus vincitore del Sundance Festival nel 2011\, Dustin è rapidamente diventato uno dei nomi più riconoscibili nell’ampio campo “post-classico”. Ispirato\, tra gli altri\, da Arvo Part\, Philip Glass\, Hans Otte\, John Luther Adams\, Olivier Messiaen\, Ennio Morricone\, Gavin Bryars\, il background rock di Dustin – in primo luogo con il “dream-pop” dei Devics – ha fornito un sofisticato approccio alla composizione di pezzi classici moderni. \nL’album “Lumiere” del febbraio dello scorso anno ha rappresentato per O’Halloran una fusione di tutto ciò che la sua musica ha espresso finora\, un passo avanti senza precedenti in termini di tavolozza timbrica e armonia. A settembre del 2011 è poi uscito “A Winged Victory For The Sullen”\, che ha consolidato la collaborazione con Adam Wiltzie. Il disco è un tripudo di delay\, loop e riverberi. Il duo ha accettato di abbandonare i confortevoli studi di registrazione domestici per sviluppare le registrazioni con l’aiuto di spazi acustici di grandi dimensioni\, mettendo in campo una selezione pianoforti a coda che hanno avuto la capacità di fornire sonorità molto sofisticate. \nAltra strumentazione tradizionale che è stata utilizzata è il quartetto d’archi\, il corno e il fagotto\, ma sempre dominati da melodie di chitarra. Le registrazioni iniziarono con una sessione a tarda notte nella chiesa di Grunewald a Berlino su un pianoforte Bösendorfer Imperial del 1950 mentre gli archi sono stati aggiunti nel centro storico di Berlino Est\, negli studi radiofonici della ex Ddr lungo il fiume Sprea. Un ultima sessione è stata registrata su un pianoforte Fazioli in uno studio privato del Nord d’Italia\, prima che i mix finali abbiano avuto luogo in una villa del 17 ° secolo vicino a Ferrara con l’assistenza di Francesco Donadello\, ex batterista dei Giardini di Mirò e oggi affermato tecnico audio. \nTutti i brani sono stati quindi elaborati in analogico direttamente su nastro magnetico. Il risultato finale sono sette paesaggi di reiterazione armonica. In “Requiem For The Static King Part One” – creato in memoria della prematura scomparsa di Mark Linkous – hanno preso la vecchia idea di un quartetto d’archi e poi sparato fuori il brano come da un cannone per rivelare squisiti nuovi livelli di beatitudine sonora. Dei 13 minuti di “Symphony Pathétique”\, Wiltzie dice “dopo quasi 20 anni di lotta per creare interessanti temi di musica ambient\, mi sento come se avessi finalmente capito che cosa sto facendo”. Musicisti ospiti degni di nota includono il violoncellista islandese Hildur Gudnadottir\, così come Peter Broderick al violino. \nO’Halloran e Wiltzie si sono conosciuti il 24 maggio 2007 a Bologna\, quando Wiltzie era in tour con gli Sparklehorse\, per l’ultimo tour europeo della band di Mark Linkous. Quella sera Adam invitò l’amico e collega italiano Francesco Donadello a vedere il concerto\, e ospite di Francesco quella sera è stato Dustin O’Halloran. Dalle chiacchiere di backstage al comune amore per la gastronomia italiana\, è nata una curiosa amicizia che ora ha fruttato queste composizioni molto interessanti. \nO’Halloran ha recentemente completato una nuova partitura per il film di Ol Parker “Now Is Good”\, film che uscirà il 25 maggio nel Regno Unito e più in là nel resto del mondo. Il film è interpretato da Dakota Fanning\, Jeremy Irvine\, Paddy Considine\, e Olivia Williams. \nFormazione\nDustin O’Halloran – piano e tastiere\nAdam Wiltzie – chitarra ed elettronica\nGyda Valtysdottir – violoncello\nDaniela Strassfgogel – viola\nMargaret Hermant – violino \nSito ufficiale\nwww.dustinohalloran.com \nVideo\nhttpv://youtu.be/oQpzjevcwN0
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/dustin-ohalloran-akme-string-ensemble/
CATEGORIES:Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/dustin.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120306T213000
DTEND;TZID=UTC:20120306T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111205T171415Z
LAST-MODIFIED:20130824T125545Z
UID:208-1331069400-1331074800@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Rita Marcotulli
DESCRIPTION:Formazione\nRITA MARCOTULLI – ANDY SHEPPARD – LUCIANO BIONDINI
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/rita-marcotulli/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/marcotulli.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120221T210000
DTEND;TZID=UTC:20120221T210000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20101108T183239Z
LAST-MODIFIED:20130824T125549Z
UID:112-1329858000-1329858000@www.cataniajazz.com
SUMMARY:BENNIE MAUPIN QUINTET
DESCRIPTION:Presentazione\nCon lui\, i colleghi musicisti hanno sempre avuto l’occhio ben più lungo di quello della critica e del pubblico\, impiegandolo con assiduità fin dai tardi anni Sessanta. Qualche esempio? Lee Morgan\, Horace Silver\, McCoy Tyner\, Miles Davis\, Herbie Hancock\, Andrew Hill\, Sonny Rollins\, Jack DeJohnette\, Eddie Henderson\, Roy Haynes\, Marion Brown non hanno mai esitato a ingaggiarlo nei loro gruppi\, soprattutto grazie alla sua straordinaria duttilità e a un’apertura mentale che gli consentiva di passare dall’hard bop avanzato di un Morgan ai gruppi elettrici di Herbie Hancock\, dalla personalissima rivisitazione del soul jazz firmata Horace Silver al free «moderato» e minimalista di un Marion Brown. Senza dimenticarsi\, è chiaro\, la parte determinante che Miles volle assegnare a Maupin in Bitches Brew\, laddove è il suo clarinetto basso a conferire un colore assolutamente unico alle tessiture strumentali di una delle pietre miliari della musica del Novecento\, destinata poi a vantare decine di imitatori. \nMaupin ha suonato con grandi musicisti come Roy Haynes\, Mccoy Tyner\, Horace Silver\, Herbie Hancock. Ha suonato con Miles Davis\, registrando con lui un capolavoro come “Bitches Brew”. \nBennie Maupin ha lavorato con giganti del Jazz tra cui Roy Haynes\, Horace Silver\, Pharoah Saunders\, Freddie Hubbard\, Jack DeJohnette\, Andrew Hill\, Eddie Henderson\, Woody Shaw\, Lee Morgan\, McCoy Tyner e Marion Brown. Ha preso parte all?incisione degli album “Bitches Brew”\, “Jack Johnson” e “On the Corner” di Miles Davis. Ha collaborato con Herbie Hancock facendo parte dei “Headhunters” e del sestetto “Mwandishi”.? Come solista Maupin ha registrato nel corso della sua carriera diversi album\, tra cui “Jewel in the Lotus” nel 1974\, “Slow Traffic Move Right” nel 1976\, “Moonscapes” nel 1978\, e “Drivind While Black” nel 1998. ?A partire dagli anni ’60 Maupin ha frequentato assiduamente la Polonia dove ha avviato una serie di collaborazioni con diversi musicisti. \nHa inciso con il chitarrista Jaros Aw Œmietana il cd di grande successo “A story of Polish Jazz”.? Gli amici polacchi hanno fatto conoscere a Maupin la città di Zakopane\, ai piedi dei monti Tatra. Lì il musicista americano ha scoperto il mondo del folclore polacco e la musica di Karol Szymanowski. Ha anche avuto modo di incontrare eccellenti musicisti (Jan Karpiel Bulecka\, Hania Chowaniec Rybka e altri) e ha realizzato\ncon loro il progetto delle variazioni jazz ispirate alla musica di Szymanowski e a quella popolare dei Tatra. Il bassista polacco Darek “Oles” Oleszkiewicz è stato invitato\, insieme al batterista Michael Stephans e al percussionista Munyungo Jackson\, al progetto “The Bennie Maupin Ensemble” che ha portato all’incisione del cd “Penumbra” (2006).?The Bennie Maupin Group è composto da Bennie Maupin flauto\, clarinetto basso\, sax tenore & soprano\, Hania Chowaniec-Rybka voce\, Michal Tokaj pianoforte\, Michal Baranski contrabbasso\, Lukasz Zyta batteria\, percussioni. \nFormazione\nBennie Maupin – clarinetto basso\, sax tenore & soprano\, flauto\nHania Chowaniec-Rybka – voce\nMichal Tokaj – pianoforte\nMichal Baranski – contrabbasso\nLukasz Zyta – batteria\, percussioni \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=a6FBzq69bMI \nSito ufficiale\nhttp://www.benniemau
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/bennie-maupin-quintet/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/Bennie_0016.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120219T213000
DTEND;TZID=UTC:20120219T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120215T142852Z
LAST-MODIFIED:20130823T162316Z
UID:220-1329687000-1329692400@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Anthony Strong Trio
DESCRIPTION:Video\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=uITP4TtEi2o&feature=share \nSito\nwww.anthonystrong.co.uk \nGalleria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/anthony-strong-trio/
LOCATION:MA\, via Vela 6\, Catania
CATEGORIES:Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/strongsito.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120207T213000
DTEND;TZID=UTC:20120207T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20120204T144413Z
LAST-MODIFIED:20130823T162329Z
UID:216-1328650200-1328655600@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Raiz e Fausto Mesolella in "WOPS - viaggio senza passaporto"
DESCRIPTION:Presentazione\nWOPS è il viaggio musicale di due musicisti eclettici come Raiz (ex Almamegretta) e Fausto Mesolella (Avion Travel)\, che da soli sul palco con voce e chitarra propongono un repertorio di canzoni che amano da sempre. \nDai Rolling Stones ai Bee Gees\, da Mario Merola a Battisti agli Who passando per Marley e Patty Pravo\, i due si divertono e fanno divertire il pubblico con un passatempo d’autore che lascia il segno. Entrambi interpreti del film Passione di John Turturro\, dal vivo ripropongono alcuni dei classici della canzone napoletana presenti nel film e riarrangiati per l’occasione.
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/raiz-e-fausto-mesolella/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/raizfausto-interno.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111229T213000
DTEND;TZID=UTC:20111229T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111220T150333Z
LAST-MODIFIED:20130824T125553Z
UID:240-1325194200-1325199600@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Rita Botto
DESCRIPTION:Video\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=5zJ-We9aawQ \nFormazione\nRita Botto – voce\nCarlo Cattano – sax\, flauto\nGiuseppe Finocchiaro – pianoforte\nGiovanni Arena – contrabbasso e basso elettrico\nRuggero Rotolo – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/rita-botto/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/imagey.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111228T213000
DTEND;TZID=UTC:20111228T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111220T155810Z
LAST-MODIFIED:20130824T125557Z
UID:238-1325107800-1325113200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Iotatola
DESCRIPTION:Video\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=Mc1oL5f9Gws \nFormazione\nSerena Ganci – voce\, batteria\, percussioni\nSimona Norato – voce\, chitarra
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/iotatola/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/imagex.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111213T210000
DTEND;TZID=UTC:20111213T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111126T151022Z
LAST-MODIFIED:20130824T125604Z
UID:197-1323810000-1323817200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Jay Jay Johanson
DESCRIPTION:Presentazione\nAccordi noir\, voce estremamente soft e jazz\, languide ballate\, accostamento di sonorità elettroniche a melodie estremamente suadenti\, questo è Jay Jay Johanson\, cantautore svedese classe 1969. \nOltre ad aver composto diverse colonne sonore per film\, il poliedrico artista è anche famoso per le sue installazioni durante i concerti. Capacità di Jay-Jay è quella di riunire le texture che sembrano avere nulla in comune e\, renderle sue canzoni in modo coerente e interessante. Inoltre\, la sua forza poetica nello scrivere i testi è spesso disarmante ed è quasi sempre abbinata a registrazioni innovative composte dall’uso di strumentazioni basiche. Gli arrangiamenti sono così fantasiosi\, e gli spostamenti ritmici così intriganti\, che non suonano banali. \nTrip-hop\, pop\, electro-clash\, elettronica si alternato in Spellbound (2011)\, ultimo album di quest’artista. Tutte le canzoni sono estremamente orecchiabili e\, sposano veralatamente melodie di atmosfere intricate e misteriose. L’elemento tensione è alla base del progetto\, ritmo frizzante\, giocare\, sperimentale\, mentre le parti vocali invece tiraro fuori il sentimento. Mentre si prepara a portare questo nuovo lavoro per un nuovo tour Jay-Jay Johanson continua a porre sfide personali che hanno arricchito il suo lavoro per oltre un decennio. \nE continua a seguire questa strada: con pazienza\, la perseveranza\, e sopratutto classe e bellezza. \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=P8_76uvNGpw
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/jay-jay-johanson/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/Johanson.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111211T210000
DTEND;TZID=UTC:20111211T210000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111112T182928Z
LAST-MODIFIED:20130824T125605Z
UID:107-1323637200-1323637200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Andromeda Turre Quintet
DESCRIPTION:Presentazione\nCatania Jazz presenta un “fuori programma” di lusso: domenica 11 dicembre si esibisce al MA Andromeda Turrè\, una delle voci più promettenti dela scena jazz internazionale. \nPer lei critica non si è risparmiata negli elogi: freschezza\, talento\, passione e sensualità; Andromeda arriva a Catania per presentare il suo nuovo album “Love Story”\, accompagnata dal suo quintetto\, composto da musicisti italiani come Marco Marzola (basso) e Nico Menci (pianoforte) e musicisti Americani Stacy Dillard (sax) e Darrell Green (batteria)\, per presentare al pubblico brani jazz standard e suoi brani originali. \nAndromeda Turre ha iniziato la sua carriera come corista per Ray Charles. Promossa\, poi\, dallo stesso Charles a direttrice Vocale\, ha iniziato a ritagliarsi un suo spazio particolare nel contesto della canzone Jazz\, collaborando con la band di J.C. Hopkins Biggish. Grazie al suo ampio background culturale e agli studi in prestigiose scuole di spettacolo\, Andromeda è riuscita ad esprimere la sua duttilità artistica anche attraverso il pianoforte\, il ballo e la recitazione: ha conquistato il pubblico del grande schermo recitando nel film di Woody Allen “Murder Mistery Blues”. \nParallelamente alla sua carriera di cantante\, Andromeda lavora anche alla composizione e interpretazione di suoi lavori originali e come vocal coach\, arrangiatrice e produttrice. La Turrè è figlia d’arte\, di Steve Turre e Akua Dixon. Ha sviluppato sin da piccola un forte amore per la musica iniziando come ballerina in una formazione di danza al Teatro di Harlem unendo lo studio della danza moderna e del tip-tap a quello del pianoforte con Alvin Ailey. Diplomatasi presso la Montclair High School in Spettacolo e Arti visive\, ha studiato presso il Conservatorio di Boston. La sua carriera di cantante inizia come corista di Ray Charles e la sua voce è stata utilizzata in diversi contesti: film\, tv commerciale e recording sessions in tutto il mondo. Ha partecipato come attrice al film di Woody Allen “Murder Mistery Blues” in cui ha cantato\, ballato e suonato il pianoforte. Nell’estate del 2007 Andromeda ha partecipato al cast di “Big Band Beat” come “queen of the blues” a Tokyo Disney in Giappone\, dove ha trovato ispirazione per comporre musica e lyrics del suo primo album “Introducing Andromeda Turre”. \nSito ufficiale\nwww.andromedaturre.com \nFormazione\nAndromeda Turre – voce\nStacy Dillard – sax\nNico Menci – piano\nMarco Marzola – basso\nDarrell Green – batteria \nGalleria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/andromeda-turre-quintet/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/andromedas.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111204T210000
DTEND;TZID=UTC:20111204T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111126T152725Z
LAST-MODIFIED:20130824T125609Z
UID:192-1323032400-1323039600@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Patrizia Laquidara
DESCRIPTION:Un’altro concerto arricchisce il nostro “fuori programma”: Patrizia Laquidara\, una delle più belle voci catanesi si esibirà domenica 4 dicembre al MA di Catania \nPresentazione\nIl talento eccentrico della Laquidara fa spaziare questa artista da una tournée negli STATI UNITI (New York\, Los Angeles\, San Francisco\, Seattle) a una tournée nei teatri in BRASILE ed ECUADOR (Rio de Janeiro\, San Paulo\, Belo Horizonte\, Rio Grande do sul\, Guayaquil\, Quito) dal GIAPPONE (Tokio) al Portogallo\, dal Marocco all’Inghilterra\, Svizzera\, Spagna\, Francia e altri paesi d’europa. \nCantante\, autrice e compositrice oltre che attrice (protagonista\, tra l’altro di due commedie musicali accompagnata dall’orchesta del teatro olimpico di Vicenza\, collabora con Natalino Balasso in Fog Theatre\, con Massimo Carlotto in Cristiani di Allah\, segue il laboratorio teatrale annuale di “l’Essere e l’Attore” allo studio 83 di Milano\, performer in “Buio Bianco”\, dove canta recita e danza e poi “Morte di un pittore”). \nHa al suo attivo collaborazioni prestigiose che spaziano dalla musica contemporanea \, d’autore\, jazz (Arto Lindsay\, Ben Perowsky\, Smokey Hormel\, Tom Bartlett\, Alfonso Santimone\, Stefano Bollani\, Rita Marcotulli\, Mario Venuti\, Andrea Chimenti\, ecc.) alle colonne sonore (Paolo Buonvino) alla musica popolare (Ambrogio Sparagna\, Carlos Nunez\, Elena Ledda\, Mauro Palmas\, Ben Mandelson\, Nicola Parov\, Guo Yue\, Rodrigo Leao\, Davide Van De Sfroos\, Stefano Valla\, Sandra Kerr\, Wu Fei\, ecc.) \nCon i suoi due precedenti album\, “Indirizzo Portoghese”\, prodotto da Pasquale Minieri (Rosso di sera -Virgin records) e “Funambola” prodotto da Arto Lindsay (Ponderosa music and art)\, conquista ed entusiasma la critica musicale specializzata. \nVince inoltre vari premi (ben tre premi Festival Premio citta’ di Recanati 2002\, Premio della critica Festival di Sanremo 2003\, premio Cantante di musica popolare IMAIE 2007\, premio Giovanni Paisiello\, uno dei Magna Grecia Awards. \nIl Premio Tenco nomina il suo album Funambola fra i cinque più belli del 2007\, Noite luar\, colonna sonora del Film Manuale d’amore è stata nominata al David di Donatello…) e si fa conoscere al pubblico grazie a un’intensa attività live \, conquistando credibilità di stampa e critica e ottenendo un posto di rilievo nel panorama musicale italiano. \nE’ produttrice artistica del live e del suo ultimo album “Il Canto dell’Anguana” di Patrizia Laquidara e Hotel Rif\, uscito nel 2011 e vincitore della targa Tenco come migliore album in dialetto. \nSito ufficiale\nwww.patrizialaquidara.com \nFormazione\nPatrizia Laquidara – voce\nToni Canto – chitarra \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=y3MxLeWJPX0 \nGalleria foto\nU
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/patrizia-laquidara/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/laquidara.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111129T213000
DTEND;TZID=UTC:20111129T230000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111127T182146Z
LAST-MODIFIED:20130824T125613Z
UID:106-1322602200-1322607600@www.cataniajazz.com
SUMMARY:AGATA LO CERTO
DESCRIPTION:Presentazione\nLa passione della catanese Agata Lo Certo per la musica l’ha portata a percorrere diverse strade: durante l’infanzia e l’adolescenza ha studiato con tenacia danza classica\, conseguendo ottimi risultati; dai sedici anni\, si è dedicata esclusivamente al canto iniziando – quasi per gioco – a cantare filastrocche. \nDai garage piccoli e umidi ai club di città il passo è stato breve: nel 1992 Agata costituisce la sua prima cover band\, i “Blue Step”\, rivisitando i motivi portati al successo dai grandi interpreti della Black Music come Aretha Franklin\, Ella Fitzgerald\, Billie Holiday\, Otis Redding e molti altri\, ed imponendosi nel panorama canoro siciliano. Si esibisce in molti spettacoli e manifestazioni e collabora come vocalist per diversi artisti\, tra cui Mario Lavezzi (in “Voci e chitarre”). \nNel ’93 comincia a studiare canto. \nSi confronta e collabora con illustri musicisti del panorama siciliano\, proponendosi in vesti sempre diverse. Durante questo periodo sviluppa un approccio sempre più cantautorale\, costruendo un repertorio specchio del suo mondo interiore. \nNel 2001 Agata si affaccia al panorama musicale italiano partecipando al “Giffoni Film Festival 2001” come cantautrice; qui vince il prestigioso Premio della critica. \nLa svolta discografica è arrivata nel 2006 con “Mutevoli sensazioni”\, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’omonimo album pubblicato dall’etichetta catanese “Due Parole” di Carmen Consoli. \nUn legame che si è rinnovato in occasione del tour di “Eva contro Eva”\, quando Agata Lo Certo ha aperto i concerti estivi di Carmen Consoli. Tra i progetti successivi\, “Polychròmia covers unplugged” e “Agata Lo Certo in Chiave di Bossa”\, concerto tributo a Tom Jobim\, nonché il sodalizio artistico con l’orchestra “Pop Players Ensemble”\, costituita da alcuni musicisti del Teatro Massimo Bellini di Catania. \nDegli ultimi anni è la “svolta etnica” di Agata Lo Certo\, che ha partecipato tra l’altro alle ultime due edizioni del Festival della canzone siciliana (con i brani inediti “Malacuscenza” del 2009 e “Curri”\, del 2010\, classificatasi al terzo posto). \nAgata Lo Certo ha aperto nei mesi scorsi i concerti italiani di Noa e l’8 marzo scorso\, al Metropolitan di Catania\, il concerto della cantante portoghese Cristina Branco. \nMedia Gallery\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=l7zscx06WOA \n[gallery link=”file” columns=
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/agata-lo-certo/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/agata1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20111115T210000
DTEND;TZID=UTC:20111115T210000
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20111103T173713Z
LAST-MODIFIED:20130824T125619Z
UID:28-1321390800-1321390800@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Larry Willis solo piano
DESCRIPTION:Presentazione\nPianista e compositore Americano\, Larry Willis si è esibito in una vasta gamma di stili\, includendo jazz fusion\, Rock\, Bop Bebop e Avant-Garde. \nDopo i suoi primi anni di studio della musica e della teoria alla Manhattan School of Music di New York\, inizia ad esibirsi regolarmente con Jackie McLean. Dopo la laurea ha fatto il suo primo disco jazz\, “McLean’s Right Now!” che ha caratterizzato con due delle sue composizioni. \nLa sua prima registrazione\, tuttavia\, è stata come cantante con un Ensemble Chorale\, esecuzione di un’opera di Aaron Copland sotto la direzione di Leonard Bernstein. \nSuccessivamente ha deciso di concentrarsi sul jazz perché a causa della difficoltà dei musicisti Afro-Americani era trovare lavoro nella musica da concerto. Egli ha sempre continuato a registrare e a fare tour in tutto il mondo. Veramente una leggenda nel mondo del jazz. Nel corso della sua illustre carriera ha suonato con una vasta gamma di musicisti\, compreso un periodo di sette anni come tastierista con Blood\, Sweat & Tears (a partire dal 1972). \nLa sua ultima registrazione con Paul Murphy “Excursions”\, si può sentire per chiunque sia interessato nei principi di alta energia di fusione Bebop e jazz d’avanguardia. Questo è jazz ad un livello impressionante nuovo. Alcuni degli altri musicisti con cui ha suonato e registrato Ryo Kawasaki\, Sonny Fortune\, Jackie Mc Lean\, Paul Murphy\, Dizzy Gillespie\, Lee Morgan\, Woody Shaw\, Hugh Masekela\, Cannonball and Nat Adderley\, Stan Getz\, Art Blakey\, Art Taylor\, Clifford Jordan\, Ron Carter\, Carmen McRae\, Shirley Horn\, Richard “Groove” Holmes\, Earl May\, David “Fathead” Newman\, Al Foster\, Buster Williams\, Alphonse Mouzon\, Carla Bley\, Eddie Gomez\, e molti altri. \nE’ stato anche uno dei principali artefici alla nomina per il Grammy Afro-Cuban Jazz del gruppo Fort Apache. \nIn tutto\, Willis è apparso su più di 300 album\, con più di 20 incisioni come leader. \nFormazione\nLarry Willis – pianoforte \nGallery
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/larry-willis-solo-piano/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/larry.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20110506
DTEND;VALUE=DATE:20110507
DTSTAMP:20260426T025706
CREATED:20130824T080044Z
LAST-MODIFIED:20130824T080142Z
UID:683-1304640000-1304726399@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Agata Lo Certo Band e Beatrice Campisi Band
DESCRIPTION:Presentazione Agata Lo Certo\nLa passione della catanese Agata Lo Certo per la musica l’ha portata a percorrere diverse strade: durante l’infanzia e l’adolescenza ha studiato con tenacia danza classica\, conseguendo ottimi risultati; dai sedici anni\, si è dedicata esclusivamente al canto iniziando – quasi per gioco – a cantare filastrocche. \nDai garage piccoli e umidi ai club di città il passo è stato breve: nel 1992 Agata costituisce la sua prima cover band\, i “Blue Step”\, rivisitando i motivi portati al successo dai grandi interpreti della Black Music come Aretha Franklin\, Ella Fitzgerald\, Billie Holiday\, Otis Redding e molti altri\, ed imponendosi nel panorama canoro siciliano. Si esibisce in molti spettacoli e manifestazioni e collabora come vocalist per diversi artisti\, tra cui Mario Lavezzi (in “Voci e chitarre”). \nNel ’93 comincia a studiare canto. \nSi confronta e collabora con illustri musicisti del panorama siciliano\, proponendosi in vesti sempre diverse. Durante questo periodo sviluppa un approccio sempre più cantautorale\, costruendo un repertorio specchio del suo mondo interiore. \nNel 2001 Agata si affaccia al panorama musicale italiano partecipando al “Giffoni Film Festival 2001” come cantautrice; qui vince il prestigioso Premio della critica. \nLa svolta discografica è arrivata nel 2006 con “Mutevoli sensazioni”\, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’omonimo album pubblicato dall’etichetta catanese “Due Parole” di Carmen Consoli. \nUn legame che si è rinnovato in occasione del tour di “Eva contro Eva”\, quando Agata Lo Certo ha aperto i concerti estivi di Carmen Consoli. Tra i progetti successivi\, “Polychròmia covers unplugged” e “Agata Lo Certo in Chiave di Bossa”\, concerto tributo a Tom Jobim\, nonché il sodalizio artistico con l’orchestra “Pop Players Ensemble”\, costituita da alcuni musicisti del Teatro Massimo Bellini di Catania. \nDegli ultimi anni è la “svolta etnica” di Agata Lo Certo\, che ha partecipato tra l’altro alle ultime due edizioni del  Festival della canzone siciliana (con i brani inediti “Malacuscenza” del 2009 e “Curri”\, del 2010\, classificatasi al terzo posto). \nNello scorso mese di luglio Agata Lo Certo ha aperto i concerti italiani di Noa. L’8 marzo scorso\, al Metropolitan di Catania\, ha aperto il concerto della cantante portoghese Cristina Branco. \nSul palco del Metropolitan sarà accompagnata da Alberto Alibrandi piano\, Salvo Beat Distefano chitarra elettrica\, Davide Oliveri batteria\, e Vincenzo Virgillito basso. \nI brani che Agata Lo Certo eseguirà durante la serata saranno tratti dal nuovo disco “Chiavedivolta”\, lavoro che l’artista catanese ha realizzato con la produzione di Pompeo Benincasa per Camconcerti in collaborazione con Catania Jazz\, e che uscirà col marchio Trp Music e distribuzione Egea. \nSito ufficiale:\nwww.agatalocerto.com \nPresentazione Beatrice Campisi\nNata a Torino nel 1990\, ma residente in Sicilia\, Beatrice Campisi è cantante e autrice. \nNel 2005 intraprende lo studio del canto jazz che continua fino a tutto l’anno 2006. Dal 2007 inizia a studiare canto lirico e apre il concerto del Parto delle Nuvole Pesanti all’interno della rassegna “Musika nel silenzio ”. \nNel 2008 nasce il Beatrice Campisi Group un quartetto con il quale propone un particolarissimo folk d’autore con il quale partecipa a diverse rassegne musicali (Festa della Donna\, Omaggio a Rosa Balistreri\, Sere di tonno\, Musika nel silenzio III\, Intercultura\, Lyricae\nMousa e Giornata della Memoria per le vittime di mafia). \nAccompagnata dalla Banda di Avola partecipa alla dodicesima edizione del M.E.I. di Faenza 2008. \nNello stesso anno prende parte agli spettacoli di teatro-danza “L’ombra nel cappello” e di teatro d’avanguardia “L’uomo nero”. Nel 2009 collabora con il cantautore bolognese Mirco Menna e con gli Hidrìa rinomato gruppo palermitano. \nCon il quartetto vince la prima edizione del concorso musicale per band emergenti “Sport & Music”. Nel 2009 è ospite alla seconda edizione del M.E.I. d’autore di Faenza in qualità di giovane rivelazione della canzone d’autore italiana. \nNel Marzo 2010 rappresenta la canzone d’autore italiana all’interno della rassegna internazionale “Musicadonna Festival”\,\norganizzata dall’Associazione Catania Jazz. \nIl nuovo album “Il furto delle pere” \nIl titolo dell’album\, “Il furto delle pere”\, vuole mettere in evidenza le diverse sfaccettature dell’animo umano\, ponendo l’accento sugli aspetti antitetici più oscuri della nostra personalità. \nL’accostamento di diverse sonorità e tematiche all’interno del cd\, vuole riprendere il senso stesso del titolo del disco\, liberamente tratto da “Le confessioni” di Sant’Agostino. \n“L’eco della mia terra invade la mia musica\, e i pensieri si mischiano ai colori intensi dell’anima. Tutto rimane sospeso come in un sogno; il risveglio brusco conduce inesorabilmente ad una realtà violenta e crudele\, cieca e bigotta dinanzi alla ricchezza delle diversità. Una continua ricerca musicale alimenta dall’ interno ogni brano. \nIl tango\, il mambo\, il jazz\, il blues\, lo swing\, la musica balcanica\, il folk\, la canzone d’autore\, si fondono per liberare le sensazioni più autentiche. \nÈ un’emozione che pulsa continua\, un flusso che scava sotto la plasticità delle cose\, per rapire silenziosamente l’intimità più profonda”. \nCosì si esprime la giovane cantautrice. \nL’idea del progetto che ha portato al cd\, nasce dall’incontro col cantautore palermitano Eugenio Panòrm. Il contenuto dell’album è inoltre impreziosito\, dalla collaborazione con autori del calibro\ndi Claudio Lolli e Mirco Menna. \nNell’ ultimo anno\, anche il cantautore siciliano Davide Di Rosolini\, ha portato il suo contributo artistico\, spiritoso e geniale\, alla band\, composta quindi da sei elementi (Beatrice Campisi -voce-; Daniele Limpido –sassofoni-; Alex Vicard –contrabbasso e basso elettrico-; Graziano Latina – percussioni-; Roberto Anelli –pianoforte e cori-; Davide Di Rosolini –chitarra classica-). \nSito ufficiale:\nmyspace.com/beatriceca
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/agata-lo-certo-band-e-beatrice-campisi-band/
LOCATION:Teatro Metropolitan\, Via Sant'Euplio\, 21\, Catania\, Italia
CATEGORIES:Storia,XXVIII Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/locerto-campisi.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR