BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Catania Jazz - ECPv6.9.0//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.cataniajazz.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Catania Jazz
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20120101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20131106T213000
DTEND;TZID=UTC:20131106T230000
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130824T154922Z
LAST-MODIFIED:20131106T082640Z
UID:820-1383773400-1383778800@www.cataniajazz.com
SUMMARY:David Sanborn & Bob James Quartette Humaine… A Tribute to David Brubeck & Paul Desmon
DESCRIPTION:(coming soon) \nFormazione \nDAVID SANBORN sax\nBOB JAMES piano\nJAMES GENUS double bass\nSTEVE GADD drums
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/david-sanborn-bob-james-quartette-humaine-a-tribute-to-david-brubeck-paul-desmond/
LOCATION:Auditorium Le Ciminiere\, Viale Africa\, 208\, Catania
CATEGORIES:Programma,XXXI Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/sanborn.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130707
DTEND;VALUE=DATE:20130708
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130611T080327Z
LAST-MODIFIED:20130824T163748Z
UID:648-1373155200-1373241599@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Incognito
DESCRIPTION:La band capitanata da Jean Paul Maunick meglio noto come Bluey\, ritorna in Sicilia dopo il grande concerto di tre anni fa per la XXVII Stagione di  Catania Jazz. \nPer Bluey e soci sarà un nuovo contatto con l’Isola che ha dato i natali al suo amico Mario Biondi con cui la band si è recentemente esibita alla Royal Albert Hall di Londra. \nIl concerto di Taormina attraverserà tutta la lunga storia della band\, dal primo album “Jazz funk” del 1981 all’ultimo “Surreal” dello scorso anno. La quindicesima fatica in studio della band inglese contiene quattordici tracce. \nhttpv://youtu.be/VA3zolfMhI4 \nI biglietti vanno da € 22 (cavea\, non numerata) a € 27\,50 (posto numerato)\, le prevendite sono quelle abituali (diritti d’agenzia inclusi). \nE’ anche possibile acquistare i biglietti online<
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/incognito/
CATEGORIES:Fuori programma,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/972223_10151614863575306_1587558359_n.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130507
DTEND;VALUE=DATE:20130508
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130501T082413Z
LAST-MODIFIED:20130825T110215Z
UID:628-1367884800-1367971199@www.cataniajazz.com
SUMMARY:ANTHONY STRONG QUINTET
DESCRIPTION:Presentazione\n\n \nDefinito come la prossima superstar del jazz dall’Inghilterra\, il cantante-pianista Anthony Strong ha segnato il suo arrivo sulla scena internazionale del jazz con il recente EP “Delovely”\, che ha raggiunto il numero 1 della classificajazz in UK\, ed il video che lo accompagna Cheek of Cheek che e’ stato visto in tutto il mondo.Gli e’ stato chiesto di unirsi alla cantante pop Paloma Faith\, al cantante inglese Tony Christie ed alla leggenda de ljazz Buddy Greco per la trasmissione di fine anno della BBC’s farcita di star e messa in onda in diretta dal SavoyBallroom di Londra alla fine del 2011; ha fatto il suo debutto in Europa questa primavera con – tra gli altri – concertial prestigioso Duc Des Lombard di Parigi\, un tutto esaurito in Germania al Stuttgart Jazz Festival e una tournée difestival in Spagna.Ancora studente di piano jazz al famoso Guildhall School of Music di Londra\, Anthony era già diventato un musicistaturnista molto ricercato\, suonando con artisti come Michael Bolton\, Marti Pellow\, Beverley Knight e KyleEastwood ed in ogni importante canale televisivo inglese. Ha anche trascorso 9 mesi nel West End impersonandoJerry Lee Lewis nello show “Million Dollar Quartet”\, esibendosi davanti a migliaia di persone\, tra questi l’amantedel jazz Rod Stewart\, che e’ ritornato il giorno dopo per dire ad Anthony che la sua performance era “FuckingAmazing!” \nInsieme alla sua band composta dal meglio dei musicisti britannici\, Anthony ha svolto un’intensa attivita’ live nel 2012 esibendosi sui palchi di alcuni dei migliori clubs e festival internazionali in Italia\, Germania\, Francia\, Svezia\, Norvegia\, Danimarca\, Spagna\, Portogallo\, Austria e Svizzera\, inclusi\, Le Grand Rex con B.B. King (Parigi)\, Duc des Lombards\, Jazz in Marciac\, Festival Da Jazz (St. Moritz)\, Santa Cruz\, Cologna\, Enjoy Jazz\, Prerov\, Elmau\, solo per nominarne alcuni. \n\n\nRassegna stampa: \n“Great singer\, great pianist!” (Jamie Cullum)\n“Fucking amazing!”(Rod Stewart)\n“British Jazz may have found its mainstream rendezvous” (The British Jazz Blog)\n“New and notable” (Amazon.co.uk)\n“A new\, genuine\, male jazz singer” (Jazz House\, BBC Radio 3) \nVideo\n \n\nFormazione\nAnthony Strong (piano/vocals)\nTom Walsh (trumpet)\nDave Ohm (drums)\nJon Shenoy (sax)\nCarmelo Venu
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/anthony-strong-quintet/
LOCATION:Hotel Sheraton\, via Antonello da Messina 45\, Aci Castello (CT)\, Italia
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/strong.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130430
DTEND;VALUE=DATE:20130501
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20121206T145450Z
LAST-MODIFIED:20130824T153510Z
UID:528-1367280000-1367366340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:SANDRO FAZIO QUARTET feat FRANCESCO BEARZATTI  - "Dear Lord" - A Modern tribute to Coltrane
DESCRIPTION:Presentazione\nMODERN TRIBUTE TO COLTRANE – DEAR LORD \nIl progetto è ispirato dal genio di John Coltrane e nasce dal tentativo di rivisitare la potenza emozionale delle composizioni del grande sassofonista americano\, facendole rivivere con esperienze e le contaminazioni musicali contemporanee. \nLe canzoni che la band presenta sono completamente riarrangiate da Sandro Fazio\, riscritte nel tentativo di immaginare come Coltrane avrebbe ripensato le sue canzoni se le avesse scritte oggi. Un tentativo ardito\, vista la caratura del compositore\, ma sincera nelle intenzioni. \nIl progetto nasce dalla certezza che la maniera migliore per rimanere fedeli a Coltrane è proprio quello di ricerca continuamente la contemporaneità. \n«There is never any end. There are always new sounds to imagine; new feelings to get at. And always\, there is the need to keep purifying these feelings and sounds so that we can really see what we’ve discovered in its pure state.» (J. Coltrane) \n«I’ve found you’ve got to look back at the old things and see them in a new light.» (J. Coltrane) \n«Change is inevitable in music. Things change.» (J. Coltrane) \nVideo\nhttpv://youtu.be/NAI94rPtxVg \nFormazione\nSandro Fazio: chitarra\nFrancesco Bearzatti: sassofono\, clarinetto ed effetti sonori\nMichael Stratz: basso elettrico ed effetti sonori\nKaspars Kurdeko: batteria e percussi
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/sandro-fazio-quartet-feat-francesco-bearzatti-dear-lord-a-modern-tribute-to-coltrane/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/dearlord2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130422
DTEND;VALUE=DATE:20130423
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130418T145311Z
LAST-MODIFIED:20130824T153542Z
UID:526-1366588800-1366675140@www.cataniajazz.com
SUMMARY:SOO CHO JASS UNITED feat JAVIER GIROTTO
DESCRIPTION:Partirà da Catania il lancio del nuovo disco della pianista Soo Cho: “Pandora” è il primo atto su disco del nuovo progetto “Jass United” che vede insieme la pianista sudcoreana\, naturalizzata olandese\, il sassofonista italo-argentino Javier Girotto\, il contrabbassista Sven Happel e il batterista Jasper Van Hulten. \nPrima data il 22 aprile al Ma Musica Arte di Catania\, per la trentesima stagione di Catania Jazz\, poi il giorno dopo al Jolly di Palermo per la stagione Nomos Jazz. Seguirà a maggio il tour nella sua Olanda. \nLa sudcoreana Soo Cho ha suonato il pianoforte quasi tutta la sua vita\, ha cominciato a studiare musica classica da quando aveva 3 anni. Poi Soo ha studiato pianoforte classico alla Sung Sin University di Seoul. Dopo gli studi ha suonato il pianoforte in vari hotel della città\, facendosi coinvolgere professionalmente nel mondo della musica. Una volta scoperto il jazz\, ha deciso di trasferirsi in Olanda per studiare la musica che amava. Quando Soo è arrivato in Olanda nel 2001\, ha studiato al Conservatorio di Utrecht con il pianista Bert van den Brink.  Dopo un anno si è trasferita ad Amsterdam il cui Conservatorio è certamente più orientato a livello internazionale\, e qui ha studiato con Karel Boehlee\, Rob van Bavel e Kris Goessens. \nNel 2006 Soo Cho si laurea presso il Dipartimento di pianoforte jazz al Conservatorio di Amsterdam. Nel 2008 Soo si diploma al Master in Composizione Jazz al Conservatorio Reale dell’Aia. \nNel 2009 prende anche la Laurea Magistrale per piano jazz. Ma la sua formazione nel mondo del jazz non finisce qui: per un semestre ha studiato anche alla Manhattan School of Music di New York dove ha ottenuto lezioni\, tra gli altri\, da Jason Moran.  Nel marzo 2008 è uscito l’album di debutto “Prayer” per l’etichetta Challenge. In questo anno comincia la collaborazione con Javier Girotto. Nell’ottobre 2010\, è uscito il suo secondo album “Little prince” sempre per la Challenge Records. Recentemente è nato il suo nuovo progetto Jass Unite condiviso con il sassofonista italo-argentino Javier Girotto: nasce così ad aprile il suo terzo album chiamato “Pandora” uscito per l’etichetta norvegese Curling Legs. Sempre per il 2013 Soo Cho è stata selezionata tra i musicisti in residenza del festival di Nijmegen. \n“Pandora”\, il nuovo album di Soo Cho Jass United è emozione\, sfumatura\, musica per le orecchie\, che va in fondo a poco a poco. Come pianista di una moderna fiaba Soo Cho tiene uno specchio di fronte all’ascoltatore\, niente è ciò che sembra apparentemente e la musica merita e richiede ulteriori approfondimenti. Questo album ha una storia in prima linea\, lasciando enormi spazi per la personale interpretazione\, sogni che vanno avanti\, nulla prende il comando\, i membri della band lavorano interamente al servizio di questa bella produzione. Il vaso di Pandora è pronto ad aprirsi per scoprire una band che renderà felici gli ascoltatori con la sua musica. «L’energia e il suono del sassofono soprano di Javier Girotto è molto particolare – speiga la pianista -\, si fonde perfettamente con il senso lirico della mia musica. Egli è in grado di esprimere la sua energia in tanti modi. Il bassista Sven Happel è un solido pilastro a sostegno degli altri\, ma\, oltre ad essere un solido e affidabile bassista\, quando viene coinvolto brilla davvero come solista. \nIl batterista Jasper van Hulten è il pittore di questa musica\, sa sempre quando sostenere gli altri e quando essere dominante». \nSoo Cho\, pianista\, compositore\, direttore d’orchestra\, organizzatore. In che ordine è difficile dirlo. \nPochissime persone lavorano come lei in modo coerente e persistente nel creare il proprio universo musicale. Il suo linguaggio musicale parla la lingua della sensibilità\, del lirismo naturale che è veramente sorprendente. Osa utilizzando lo spazio e il tempo per indugiare\, una qualità che sembra essere diventata piuttosto raro al giorno d’oggi. La bellezza classica delle composizioni di Soo Cho e il modo di suonare appassionato di Javier Girotto si sono rivelate una partita perfetta che conduce ad una scrittura e ad armonia senza pari\, tutto ciò che l’ascoltatore interessato possa desiderare. \nI musicisti \nOggi il sassofonista Javier Girotto è un cittadino italiano ma è nato a Cordoba (Argentina) nel 1965. Dopo una grande esperienza in Argentina\, a 19 anni Girotto ha seguito a Buenos Aires un seminario del Berklee College of Music\, che gli ha assegnato un posto nel prestigioso istituto musicale di Boston\, dove ha finito con lode il corso quadriennale di “Professional Music”. In seguito ha migliorato la sua musica\, la scrittura e ha organizzato le competenze apprese a scuola attraverso performance dal vivo con artisti come\nDanilo Perez\, George Garzone\, Sala Crook\, Bob Moses\, Herb Pomeroy\, Bob Moses\, e altri. \nA 25 anni Javier ha cominciato a viaggiare per l’Italia visitare il paese d’origine dei nonni e si innamorò di Roma\, dove ha\ndeciso di rimanere. Nel 1992 creò\, insieme ad Horacio “El Negro” Hernandez\, i Tercer Mundo un sestetto per pianoforte\, basso\, percussioni\, batteria\, tromba e sax. Ha anche iniziato a scrivere musica e arrangiamenti per un nuovo gruppo chiamato Sax Six\, un quartetto di due sassofoni\, basso e batteria. Ha registrato il suo primo cd sotto questa sigla con guest star come Bob Mintzer e Randy Brecker. Mescolando le sue radici argentine e il jazz è diventato uno dei più apprezzati jazzisti con gli Aires Tango\, con cui ha registrato sette dischi. \nIl suo stile gli valse le richieste dei nomi più grandi del jazz italiano quali Roberto Gatto\, Rita Marculli\, Enrico Rava\, Paolo Fresu\, Peppe Servillo\, Antonello Salis\, Bebo Ferra e altri. \nIl 34enne bassista olandese Sven Happel\, ha cominciato a suonare il basso jazz molto presto\, a 15 anni\, forse grazie al padre\, il noto pianista Harry Happel. Si è laureato con lode al Conservatorio di Rotterdam. Il suo suono è stato descritto come profondo ed equilibrato. Sven è un musicista molto versatile\, suona sia il basso elettrico sia il contrabasso\, impegnato anche nella composizione e nell’arrangiamento. \nAnche il 32enne batterista olandese Jasper van Hulten si è diplomato al Conservatorio di Rotterdam. La sua carriera professionale è decollata con band come The Young Sinatra e Sensual\, suonando in tanti festival jazz nei Paesi Bassi. Oggi collabora con vari progetti come Eric Vloeimans Gatecrash (musica elettroacustica improvvisata) e il cantautore Wouter Hamel. \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=cSsjSCJdAZ8&feature=share&list=PLB6C83D37EB6D8EA8 \nFormazione\nSoo Cho: piano\nJavier Girotto: fiati\nSven Happel: contrabasso\nJasper Van Hulten: batteria\nSito ufficiale\nwww.soocho.nl
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/soo-cho-jass-united-feat-javier-girotto/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/soochoo.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130417
DTEND;VALUE=DATE:20130418
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130416T082645Z
LAST-MODIFIED:20130824T153700Z
UID:524-1366156800-1366243140@www.cataniajazz.com
SUMMARY:GET THE BLESSING
DESCRIPTION:Presentazione\nCreati dalla sezione ritmica delle leggende del Trip-Hop “The Portishead”\, Jim Barr al basso e Clive Deamer (Radiohead) alle pelli\, i GTB si completano con I fiati e l’elettronica del sassofonista Jake McMurchie e del trombettista Pete Judge\, proponendo un mix unico ed esplosivo che rende il loro sound immediatamente riconoscibile sfidando ogni facile classificazione\, senza pero’ perder di vista martellanti melodie\, echi di un glorioso passato\, o la gioiosa e genuina spontaneita’ dei loro live. \nIl loro ultimo album OC:DC e’ stato presentato nella primavera di quest’anno riscuotendo un notevole successo sia di critica che di pubblico. Con influenze che spaziano da Ornette Coleman e Tortoise a Blondie e Samuel Beckett i GTB hanno portato il loro ultimo lavoro in giro per gli USA con un tour di 10 date (il piu’ lungo per una jazz band britannica!) e per l’Europa\, facendo sold-out\, tra le decine di palchi calcati\, all’Iridium di New York\, al Moods di Zurigo\, al Ronnie Scott’s di Londra\, ma anche al Rochester J.F.\, Saskatoon J.F.\, Istanbul\, Munich\, Oslo\, Vicenza & many many more!! \nFormazione\nJim Barr – Basso\nClive Deamer – Batteria\nPete Judge – Tromba\nJake McMurchie – Sassofono \nVideo\nhttpv://youtu.be/brcpslv_6O4 \nSito ufficiale\nwww.theb
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/get-the-blessing/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/GTB08.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130403
DTEND;VALUE=DATE:20130404
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20121206T144456Z
LAST-MODIFIED:20130824T153705Z
UID:522-1364947200-1365033540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:GEGE' TELESFORO NU JOY BAND
DESCRIPTION:Presentazione\nUna nuova formazione per un concerto carico di energia e di nuove sonorità. \nLe voci di GeGé\, Greta e L.A. Santoro si fondono con la ritmica e le armonie dei nuovi brani: eleganza\, atmosfera\, groove\, potenza.\nTradizione e contemporaneità del jazz unite in un concerto che sale fino ad un finale travolgente. \nFormazione\nGeGé Telesforo – voice\, percussion\nGreta Panettieri – voice\nL.A. Santoro – voice\nDomenico Sanna – acoustic and electric piano\nGiuseppe Bassi – doublebass\nRoberto Pistolesi – drums \nVideo\nhttpv://youtu.be/EOpmSeDT_bQ \n 
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/gege-telesforo-nu-joy-band/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/GeGe__s_smile_2-1.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130402
DTEND;VALUE=DATE:20130403
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130401T135522Z
LAST-MODIFIED:20130825T104156Z
UID:508-1364860800-1364947199@www.cataniajazz.com
SUMMARY:N'GUYEN LE  "SONGS OF FREEDOM"
DESCRIPTION:Presentazione\n\nIl titolo di questo album è tratto da una delle “canzoni di libertà” preferite del chitarrista franco-vietnamita Nguyen Le: “Redemption Song” di Bob Marley. La canzone ovviamente appare nell’album affiancata da brani di artisti che hanno scritto alcune delle più belle canzoni dello scorso secolo: Led Zeppelin\, Janis Joplin\, Stevie Wonder\, Eric Clapton e i Beatles. \nIn “Songs of Freedom”\, Nguyen Le riporta alla luce questi brani iconici del pop e del rock grazie alle sue formidabili abilità musicali\, alla sua instancabile vena creativa ed alla partecipazione di numerosi ospiti che affiancano la sua band formata da Illya Amar (marimba\, vibrafono ed elettronica)\, Linley Marthe (basso elettrico) e Stéphane Galland (batteria). \nLe riletture di questi brani ormai diventati classici del pop e del rock sfuggono qualsiasi stereotipo o banalizzazione. Queste composizioni del nostro recente passato si fondono con lo spirito contemporaneo di una musica globale che riflette le influenze e le culture di ogni parte del mondo. E così il soul di Stevie Wonder (“I Wish”) si miscela in modo sorprendente\, eppur armonioso\, con sonorità caraibiche e asiatiche\, mentre il rock di Janis Joplin (“Mercedes Benz”) o dei Led Zeppelin (“Whole Lotta Love”) è amalgamato con suoni che ricordano la musica indiana\, giapponese e francese. \nUna tale invenzione sonora\, geniale e sorprendente\, non sarebbe stata possibile se non grazie al talento di Nguyen Le che con accortezza e incredibili intuizioni musicali dà vita ad un album unico\, innovativo e coinvolgente. \nFormazione\nNguyên Lê\, gtr\, laptop\nHimiko Paganotti\, vocalist\nIllya Amar\, vibrafono & elettronica\nLinley Marthe\, basso elettrico\nStéphane Galland\, batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/nguyen-le-songs-of-freedom/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/shapeimage_2.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130325
DTEND;VALUE=DATE:20130326
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130319T135207Z
LAST-MODIFIED:20130824T153611Z
UID:506-1364169600-1364255940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:THE YELLOWJACKETS
DESCRIPTION:Video\nhttpv://youtu.be/MitblUeIEZg \nFormazione\nRUSSELL FERRANTE: piano/tastiere BOB FRANCESCHINI: sax FELIX PASTORIUS: basso elettrico WILL KENNEDY: batteria \nSito ufficiale\nwww.yellowjackets.com
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/the-yellowjackets/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/MAC1073_YJ_PR5916_byMarcVanocur.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130317
DTEND;VALUE=DATE:20130318
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130306T134752Z
LAST-MODIFIED:20130824T153619Z
UID:504-1363478400-1363564740@www.cataniajazz.com
SUMMARY:GINO PAOLI - E DANILO REA " DUE COME NOI CHE"
DESCRIPTION:Presentazione\nSi chiama “Due come noi che…” il nuovo progetto di Gino Paoli e Danilo Rea\, una serie di concerti a base di voce e pianoforte che vede duettare insieme uno dei più grandi interpreti della canzone d’autore italiana e uno dei più lirici e creativi pianisti di oggi. \nUno spettacolo unico in cui il repertorio varia di serata in serata\, veleggiando nel mare dell’improvvisazione grazie alle esperte mani di Rea e al desiderio di sperimentazione che da sempre accompagna Paoli. Ogni live è quindi diverso e irripetibile\, con una scaletta aperta che spazierà tra i grandi classici nazionali e internazionali\, gli indimenticabili successi di Paoli\, e persino incursioni nella canzone d’autore napoletana\, di cui il pubblico ha avuto un assaggio durante il recente concerto che li ha visti impegnati sul palco del Teatro San Carlo di Napoli e che ha registrato il tutto esaurito. \nA settembre 2012 è prevista l’uscita di un album che raccoglierà una selezione di alcuni brani di questa felice esperienza musicale che sta incantando il pubblico in ogni data. \nGino Paoli e Danilo Rea rinnovano così il loro fortunato sodalizio artistico\, già sperimentato con il progetto “Un incontro in Jazz” e la pubblicazione degli album “Milestones” e “Auditorium \nDanilo Rea vanta una lunga esperienza nel jazz ma anche nel pop e nella musica d’autore\, basti ricordare le collaborazioni con alcuni tra i più grandi jazzisti statunitensi come Chet Baker\, Lee Konitz\, John Scofield\, Joe Lovano. Tra gli altri artisti con cui ha collaborato sul palco e negli studi di registrazione\, Steve Grossman\, Bob Berg\, Michael Breker\, Billy Cobam\, Johnny Griffin\, Phil Woods\, Art Farmer\, Dave Liebman\, e molti altri. I suoi concerti di piano solo con le sue improvvisazioni\, che spaziano su qualsiasi repertorio lo hanno portato ad esibirsi in tutto il mondo: oltre ad essere stato il primo jazzista ad avere un concerto di piano solo alla sala Santa Cecilia (nel 2003)\, nel 2006 è stato protagonista di un concerto memorabile al Guggenheim Museum di New York. \nSuccessivamente con “Concerto per Peggy”\, in occasione del 60° anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia\, ha omaggiato Peggy Guggenheim con un recital pianistico che attraversa e celebra la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Nel 2009 si è esibito al Tetaro la Fenice di Venezia e ha chiuso la 68° stagione della Camerata Musicale Barese con un concerto al Teatro Petruzzelli. \nOltre al jazz prosegue anche un intenso rapporto anche con la musica classica\, di cui ha già pubblicato diversi dischi di improvvisazione sulle arie liriche\, grazie ai quali è arrivato ad aprire il festival di musica lirica internazionale “Festival del bel canto” con il concerto “Belcanto Improvisations”. \nRecentemente ha inciso “Tributo a Fabrizio De André”\, album pluripremiato ed eletto dalla critica disco dell’anno di solo piano. \nGino Paoli ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. Originario di Monfalcone\, è a Genova\, dove si è trasferito da bambino\, che l’artista – dopo aver fatto il facchino\, il grafico pubblicitario e il pittore – debutta come cantante da balera\, per poi formare una band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi\, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti\, Verdi e Puccini\, decise di estendere la propria attività alla musica leggera\, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante\, oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta. \nHa scritto e interpretato brani quali “Il cielo in una stanza”\, “La gatta”\, “Senza fine”\, “Sapore di sale”\, “Una lunga storia d’amore”\, “Quattro amici”; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo\, ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo\, composto musiche per colonne sonore di film\, e nel 2011 si esibito sul palco del Concerto del Primo Maggio con un’originalissima interpretazione di “Va’ Pensiero” accompagnato dall’orchestra La Sinfonietta. \nVideo\nhttpv://youtu.be/q0
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/gino-paoli-e-danilo-rea-due-come-noi-che/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/paolirea.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130306
DTEND;VALUE=DATE:20130307
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130301T144055Z
LAST-MODIFIED:20130824T153711Z
UID:520-1362528000-1362614340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:ANDERSON -  HELIAS- HEMINGWAY   "BASSDRUMBONE"
DESCRIPTION:Uno dei gruppi più longevi del jazz moderno\, il trio BassDrumBone \nEra l’autunno del 1977 quando i giovani Ray Anderson\, trombonista\, Mark Helias\, contrabbassista\, e Gerry Hemingway\, batterista\, fondarono il trio\, un ensemble cooperativo che nasceva dalle sintesi di tre musicalità\, attente a catturare vari stimoli dalla tradizione jazz. Il debutto discografico del trio fu con “Oasphe”\, pubblicato dall’etichetta Auricle Records\, che presentava una musica avvincente\, dove uno swing incalzante\, libero e moderno\, scatenava tre solisti di rara abilità. \nDa allora il trio ha pubblicato numerosi dischi\, tra cui il geniale “Right Down Your Alley”\, nell’84\, a nome di Ray Anderson\, e successivamente “You Be”\, “Woferlo”\, “Hence The Reason” e di recente il live “March Of Dimes”. \nLa musica che si ascolta nei vari capitoli è sempre travolgente e sincera\, è la proposta di un autentico collettivo jazz\, che attualizza la lezione di maestri ed ispiratori come Charles Mingus e Duke Ellington per l’energia e la carica appassionata del repertorio. \nOltre che un solista di valore ognuno dei membri di BassDrumBone è compositore e leader di varie formazioni\, ed ha anche collaborato con ensemble e musicisti tra i più significativi della vicenda del jazz contemporaneo. \nIl trombonista Ray Anderson è uno dei massimi specialisti del suo strumento; si è distinto con il gruppo Slickaphonics e decine di collaborazioni\, dal quartetto di Anthony Braxton alle orchestre di Carla Bley e Charlie Haden\, ai gruppi di Henry Threadgill e John Scofield. Ha diretto di recente la Pocket Brass Band con cui ha suonato per il Musicus Concentus. \nIl contrabbassista Mark Helias vanta una lunga carriera come leader dai primi anni ’80\, a cui risale l’accoppiata con il leggendario batterista Ed Blackwell. Ha collaborato con Cecil Taylor\, Oliver Lake\, Tim Bene\, Anthony Braxton\, Marty Ehrlich e Don Byron. \nAttualmente leader di uno straordinario quintetto in cui si sono succeduti negli anni alcuni tra i migliori improvvisatori statunitensi ed europei\, come i trombonisti Robin Eubanks e Wolter Wierbos\, i sassofonisti Michael Moore ed Ellery Eskelin\, il batterista Gerry Hemingway è un solista e un compositore ispirato in grado di combinare la liberta espressiva del jazz moderno al rigore della musica accademica. Il suo lavoro di compositore è stato sostenuto dalla Fondazione Guggenheim\, e sue composizioni sono state commissionate dalla Kansas City Symphony Orchestra. Sul fronte del jazz si ricordano gli impegni di fianco ad Anthony Braxton\, Derek Bailey\, Reggie Workman e Cecil Taylor. \nFormazione\nRay Anderson: trombone\nMark Helias: contrabasso\nGerry Hemingway: batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/anderson-helias-hemingway-bassdrumbone/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/BDB_520-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130219
DTEND;VALUE=DATE:20130220
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130216T134118Z
LAST-MODIFIED:20130824T153624Z
UID:503-1361232000-1361318340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:NOA "Classic" con GIL DOR & SOLIS STRING QUARTET
DESCRIPTION:Presentazione\nCLASSIC è il nome del nuovo concerto che l’artista israeliana ha portato in questi ultimi mesi in tour in tutta Europa e che ora approda in Italia in Sicilia per la prima volta nei concerti di Catania del 19 febbraio e del 20 a Palermo\, mentre il concerto all’auditorium di Roma del 17 chiuderà il ciclo di NOAPOLIS\,accolto nella città partenopea nel suo prestigioso San Carlo in modo trionfale. \nIl concerto attuale è un mix delle ultime fatiche discografiche e precisamente dell’ISRAEL SONGBOOK\, album registrato con la JERUSALEM ORCHESTRA e ancora inedito in Italia. In quest’ultmo disco\, NOA esegue con orchestra sinfonica alcune delle canzoni più popolari della tradizione ebraico unitamente a nuove composizioni\, di cui una CHICKEN COOP ARIA riecheggia i toni del melodramma italiano. \nQuesta parte del concerto unitamente ad una selezione delle canzoni più belle scritte da NOA nell’arco della sua più che ventennale carriera è stata arrangiata per quartetto d’archi da GIL DOR storico collaboratore dell’Artista\,presente assieme al SOLIS STRING QUARTET al concerto dal vivo. Non potevano mancare anche alcuni brani di NOAPOLIS\, disco che tanta fortuna ha portato a NOA al punto da essere stata definita la più grande cantante “napoletana” sulla scena musicale attuale. \nQuindi da Era De Maggio a Tammurriata Nera\, Noa offrirà al pubblico palermitano\,per la prima volta\, la sua personale versione di alcune delle canzoni più celebri della tradizione napoletana. NOA Classic parte dalla Sicilia e dalle due città siciliane\, come la carriera internazionale della straordinaria cantante-percussionista israeliana. \nE’ un omaggio che NOA intende fare alla Sicilia e al suo pubblico a suggello di un legame fortissimo che la lega alla nostra Isola\,non solo sul piano musicale e artistico\,se si pensa che da molti anni è sempre in Sicilia che Noa trascorre le sue vacanze insieme al marito pediatra e ai suoi 3 figli. \n \nNOA – Nata in Israele da genitori yemeniti\, dall’età di un anno e sino al compimento dei 17 anni\, Noa cresce negli Stati Uniti. A 17 anni decide di conoscere per la prima volta il paese dov’era nata\, così viaggia in Israele\, dove incontra un giovane laureando in medicina\, per amore del quale decide di trasferirsi definitivamente a Tel Aviv. \nNoa decide di iscriversi alla Rimon School di Tel Aviv\, fondata dal chitarrista Gil Dor\, per perfezionare le sue conoscenze di pianoforte e chitarra. Sarà proprio Gil Dor a notare le straordinarie doti vocali della giovane yemenita e a proporle un concerto in duo nel 1991 al Festival Jazz di Eilat. \nIl successo è clamoroso\, tanto che i concerti del duo si moltiplicano. Nell’ottobre del 1994 canta in Piazza San Pietro alla presenza del Papa e di oltre centomila persone la sua “Ave Maria”. La sua carriera artistica l’ha vista in questi anni collaborare e duettare con artisti del calibro di Santana\, Stewie Wonder\, Joan Baez\, Johnny Clegg\, Khaled e al tempo stesso si è sempre intrecciata alle vicende del suo Paese: dal concerto ad Oslo per gli accordi di pace con Rabin e Arafat\, al concerto stesso nel quale il leader israeliano venne assassinato\, al concerto in sua memoria alla Casa Bianca con Bill e Hillary Clinton. R \necentemente ha ricevuto il Premio Carosone per il lavoro che da anni conduce sui testi della canzone napoletana d’autore. \nSolis String Quartet – Solis String Quartet\, stile\, talento e gusto artistico sono gli ingredienti che hanno reso il Solis String Quartet un progetto musicale dal respiro internazionale. \nIl Solis nasce dall’incontro magico in terra napoletana di 4 compositori e arrangiatori: Vincenzo Di Donna (Violino)\, Gerardo Morrone (Viola)\, Luigi De Maio (Violino) Antonio Di Francia (Cello). La loro proposta artistica è contraddistinta fin dagli esordi (era il 1991) da una sapiente originalità in grado di mescolare jazz\, world music\, pop e musica contemporanea: una dote che li ha portati a collaborare con nomi illustri della scena internazionale. \nFormazione\nNoa – voce\, percussioni\nGil Dor – chitarra acustica\nVincenzo Di Donna – violino\nLuigi De Maio – violino\nGerardo Morrone – viola\nAntonio Di Francia – violoncello
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/noa-gil-dor-solis-string-quartet/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/noasolis.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130217
DTEND;VALUE=DATE:20130218
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130126T142858Z
LAST-MODIFIED:20130824T153652Z
UID:517-1361059200-1361145540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:ED CHERRY QUARTET
DESCRIPTION:Presentazione\nNato a New Haven\, Connecticut\, Dopo essersi trasferito a New York nel 78\, Ed Cherry ha suonato la chitarra con Dizzy Gillespie\n1978-1992\, esibendosi nel quartetto di Gillespie\, big band e con l’Orchestra delle Nazioni Unite\, che ha registrato il Grammy Award-winning Live at Royal Festival Hall (Enja). \nCollaborazioni\nDizzy Gillespie\, Henry Threadgill\, Kenny Burrell\, Ray Brown\, Steve Coleman\, Paquito Dí Rivera\, Freddie Hubbard\, Carmen McRae\, Elvin Jones\, James Moody\, David Murray\, Claudio Roditi\, Jimmy Smith\, Sarah Vaugha \, Clark Terry\, Max Roach\, Roy Hargrove\, Jimmy Heath\, Jon Faddis\, Randy Brecker\, Bobby Watson\, Benny Green\, Cyrus Chestnut\, Kenny Barron\, Ignacio Berroa\, John Lee\,\nDennis Mackrel\, Slide Hampton\, Jimmy Heath\, Flora Purim\, Mario Rivera\, Giovanni Hidalgo\, Paquito D’Rivera\, Arturo Sandoval\, Steve Turre\, Danilo Perez\, Airto Moreira ……… \nArt Hirahara – piano\nè un pianista tastierista jazz e compositore di NY. Originario della San Francisco Bay Area\, Art si trasferisce a New York nel 2003 per essere richiesto dal gruppo di musicisti di fama mondiale. Art ha avuto il privilegio di suonare con Stacey Kent\, Akira Tana\, Rufus\nReid\, Don Braden\, Roseanna Vitro\, Dave Douglas\, Vincent Herring\, Victor Lewis\, Travis Sullivan’s Bjorkestra\, Jim Black\, Jenny Scheinman\, Greg Cohen\, Fred Ho\, Sean Nowell\, Royal Hartigan and Hafez Modirzadeh. Si è esibito in tutto il mondo\, in Europa\, Asia\, Sud America\, Medio Oriente e ampiamente in giro per gli Stati Uniti. \nMarco Marzola – basso\nCatturato dal Jazz\, si trasferisce a New York nel 1982\, Barry Harris e Buster Williams. Ha suonato\, registrato e collaborato con musicisti della scena Internazionale del jazz come: Jimmy Lovelace\, Tommy Tarantine\, Betty Carter\, Harold Land\, George Cables\, Greg\nHutchinson\, Steve Turre\, Tommy Campbell\, John Hics\, Tony Scott\, Jessy Davis\, Bruce Forman\, Jimmy Cobb\, Ed Cherry\, Akua Dixon\, Jaimeo Brown\, Sherman Irby\, James Zollar\, Dion Parson\, Darrell Green\, Stacy Dillard\, Giulio Capiozzo\, Flavio Boltro\, Stefano Bollani\,\nFabrizio Bosso\, e molti altri ancora. \nJerome Jennings – drums\nOgni tanto in un istante arriva un musicista abile all’arte della musica\, si inserisce in qualsiasi genere musicale. Un musicista che contro alla credenza popolare\, può suonare tutti gli stili\, e suonarli tutti bene. Questo musicista è Jerome Jennings nato e cresciuto in Cleveland Ohio. \nLe sue performance e le registrazioni con Maestri luminari del Jazz come: Benny Golson\, Sonny Rollins\, Hank Jones\, Ray Charles\, Ernestine Anderson\, Christian McBride\, Wynton Marsalis\, per citarne solo alcuni…. \nFormazione\nEd Cherry – chitarra\nArt Hirahara – piano\nMarco Marzola – basso\nJerome J
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/ed-cherry-quartet/
CATEGORIES:II Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/edcherry.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130203
DTEND;VALUE=DATE:20130204
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20130125T122557Z
LAST-MODIFIED:20130824T153631Z
UID:500-1359849600-1359935940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:DIZZY GILLESPIE AFRO-CUBAN EXPERIENCE feat. MACHITO
DESCRIPTION:Presentazione\nDizzy Gillespie fu introdotto a Chano Pozo nel 1947 da Mario Bauza. Entrambi diventarono grandi amici e Dizzy e Chano svilupparono insieme l’Afro-Cuban jazz\, che divenne estremamente popolare\, grazie alle sue ritmiche estremamente ballabili. \nLe più famose composizioni di Gillespie nella musica Afro-Cubana sono le composizioni “Manteca” e “Tin Tin Deo”. \nGli Afro Cubans di Machito (formati nel 1940) e fondatori del Cu-Bop\, furono di grande ispirazione per artisti come Gillespie: Dizzy li stimava così tanto che nel 1975\, invitò il figlio di Machito\, Mario Grillo (o Machito Jr) a entrare nella sua band per la registrazione di ‘Afro-Cuban Jazz Moods’. \nE’ questo il senso della partecipazione di Machito Jr. alla Dizzy Gillespie Afro Cuban Experience\, diretta da John Lee – il bassista “storico”  di Gillespie . \nFormazione\nJohn Lee – Basso\nFreddie Hendrix – Tromba e Filicorno\nSharel Cassity – Sax Alto\, Sax Soprano e Flauti\nYotam – Chitarre\nRobby Ameen – Batteria\nSpecial Guest: Machito Jr. – Percussioni<
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/dizzy-gillespie-afro-cuban-experience-feat-machito/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/dizzy.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20130124
DTEND;VALUE=DATE:20130125
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20121210T150947Z
LAST-MODIFIED:20130824T153638Z
UID:496-1358985600-1359071940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Donny McCaslin Group - Casting for Gravity
DESCRIPTION:Presentazione\n \nDa molti anni ormai\, Donny McCaslin si sta affermando come una potente voce nella moderna scena musicale. \nA Catania presenta il suo decimo e ultimo album – Casting for gravity – in cui il suo sax tenore trova uno spazio ideale tra il groove feroce della parte ritmica del bassista Tim Lefebvre e del batterista Nate Woods e le sonorità elettroniche del tastierista Jason Lindner. \nDiplomato alla Berklee School of Music\, Donny McCaslin nel suo repertorio ha sempre esplorato l’intera gamma di suoni che un sax tenore può produrre: dalla musica mainstream moderna al funky fusion\, dalle ballate alla musica elettronica\, senza perdere mai il suo approccio sperimentale. \nDopo avere varcato i confini della musica elettro/acustica nell’album precedente Perpetual Motion\, McCaslin con questo ultimo lavoro punta alla piena integrazione delle sue sonorità con l’elettronica\, suonare cioè una musica che possa usare “più livelli sonori possibili”. \nIl suo “tocco” è riconoscibile all’interno delle melodie dell’album che oscillano tra suoni dub\, vortici di elettronica e potente rock da arena: in tutti  i brani dell’album McCaslin fonde tante influenze sperimentali in un sound jazz moderno. \nLo stesso McCaslin ha affermato che il suo ultimo lavoro è stato molto influenzato dal Richard D. James\, star dell’elettronica sotto lo pseudonimo di Aphex Twin e dal duo scozzese Boards of Canada\, la cui canzone “Alpha e Omega” trova spazio all’interno dell’album. \nIl suo curriculum musicale è di tutto rispetto: trasferitosi a New York nel 1991\, è stato un membro degli Steps Ahead fino al 1994\, in sostituzione di Michael Brecker. Ha anche suonato con la Gil Evans Orchestra\, la George Gruntz Concert Jazz Band\, Danilo Perez\, Maria Schneider e Santi DeBriano. Nel 1996 ha suonato con Ken Schaphorst’s Uprising e anche con John Medeski\, Doug Yates\, e Uri Caine. L’anno successivo ha suonato con David Binney\, Scott Colley e Kenny Wolleson nel collettivo Lan Xang. \nAltre informazioni: http://www.huffingtonpost.com/ralph-a-miriello/casting-for-gravity-donny_b_1888104.html \nFormazione\nDonny McCaslin: Sax tenore \nMatt Mitchell: tastiere \nTim Lefebvre: Basso Elettrico \nNate Woods: batteria \nSuono\n \nSito ufficiale \nwww.donnymccaslin.com
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/donny-mccaslin-group-casting-for-gravity/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/mcaslin.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20121210
DTEND;VALUE=DATE:20121211
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20121208T105910Z
LAST-MODIFIED:20121208T111739Z
UID:556-1355097600-1355183940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Giuseppe Cucè
DESCRIPTION:Presentazione\nIl cantautore Giuseppe Cucè presenta al MA\, in collaborazione con Catania Jazz\, il suo ultimo lavoro discografico “Attraversando Saturno” che verrà eseguito lunedì 10 dicembre in versione unplugged insieme con alcuni dei brani più importanti della sua carriera. \nCucè si esibirà con un quartetto composto da Francesco Bazzano alle percussioni\, Marco Carnemolla al basso\, Daniele Coco alla chitarra. \nLa serata sarà arricchita dalla galleria fotografica esclusiva realizzata appositamente per il concept album di Cucè da Michele Maccarrone e la Slide Images Performance di Riccardo Negri che sulle note di “Obbligo o verità” dedica a Cucè il suo ultimo ciclo di lavori a matita “Vivere Parallelo”. \nBio\nCantautore mediterraneo\, raffinato eclettico e contaminato\, Giuseppe Cucè traduce in musica la propria vita filtrando il mondo attorno a se con uno stile elegante e mai banale. \nGiuseppe Cucè nasce a Catania nel 1972 ed inizia la sua attività artistica nel 2005. La sua formazione musicale spazia dalla tradizione musicale mediterranea\, alla tradizione musicale del resto del mondo\, dall’estremo oriente al Sud America\, dal Marocco alla Grecia. L’inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della Bossa Nova – Vinicius de Moraes\, Jobim e Cesaria Evora. \nMa anche da grandi cantautori italiani: Mario Venuti\, Ivan Segreto\, Franco Battiato\, Domenico Modugno\, Fabrizio De Andrè e Luigi Tenco. \nProprio dedicato a Tenco è il progetto live “Oltre le Nuvole” che nel 2008 da la possibilità a Giuseppe Cucè di farsi conoscere dal grande pubblico e che gli apre le porte ad importanti collaborazioni che lo porteranno fino in Francia. Nel Maggio del 2009\, infatti\, Giuseppe Cucè parteciperà allo spettacolo interamente dedicato a Tenco ideato e portato in scena al Teatro del Trianon di Parigi da Yvon Chateigner interprete raffinato della musica Francese d’autore\, insieme a Cristina Marocco e Dorval’. il 26 ottobre 2009 pubblica\nl’album “la mela e il serpente” per Edina music\, in Francia. l’album è presentato a novembre al pubblico francese attraverso uno showcase al Theatre Du Petit Saint-Martin di Parigi. \nNel dicembre del 2009 viene selezionato dalla commissione di Sanremo nuova generazione 2010 per la fase finale delle audizioni insieme ad altri 70 partecipanti con il brano “rosa”  scritto insieme con il suo chitarrista Antonio Masto\, sfiorando la partecipazione al 60 festival di Sanremo. \nIl 9 gennaio 2010 Giuseppe Cucè apre il concerto della grandissima Anny Gould al Theatre le Trianon\, mentre l’11 gennaio partecipa con uno showcase unplugged alla trasmissione plein sud di Rfi (radio France International). \nA marzo 2010 partirà con un nuovo tour ( l’alchimista delle rose ) per suonare nei migliori club italiani ( yi’s jazz Club\, Mercati Generali \, Vecchio Bastione\, Mikalsa bar..) A luglio 2010 partecipa all’open Week festival all’anfiteatro le ciminiere di Catania e ad agosto 2010 parteciperà alla finale del festival della canzone d’autore (botteghe d’autore). \nGiuseppe Cucè Partecipa anche alla colonna sonora del cortometraggio Giovanni Falcone – La mente e il cuore presentato in prima nazionale il 23 maggio 2011 nell’aula bunker di Palermo. Nell’Agosto del 2012 si classifica secondo a uno dei più importanti Festival d’Autore .. BOTTEGHE D’AUTORE 7° EDIZIONE. \nL’8 settembre del 2012 pubblica il suo secondo album scritto a 4 mani insieme al suo amico chitarrista Antonio Masto… (Attraversando Saturno ). \nVideo\nhttpv://youtu.be/Y4Y4xDV7g3Y \nFormazione\nGiuseppe Cucè: voce e diamonica\nFrancesco Bazzano: percussioni\nMarco Carnemolla: basso\nDaniele Coco: chitarra \nSito ufficiale\nwww.giuseppecuce.it
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/giuseppe-cuce/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/cuce1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20121204
DTEND;VALUE=DATE:20121205
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20121110T164808Z
LAST-MODIFIED:20130824T153645Z
UID:475-1354579200-1354665540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:PEPPER LEGACY
DESCRIPTION:Formazione\nGEORGE CABLES pianoforte BOB MAGNUSSON contrabbasso CARL BURNETT batteria GASPARE PASINI sax contralto \nPresentazione\n[presentazione tratta da Musica Jazz – www.musicajazz.it]\n Qualsiasi cultore di jazz si troverebbe in difficoltà nel trovare non un aggettivo\, ma bensì un superlativo per definire la musica di Art Pepper\, il gigante californiano scomparso prematuramente\, che ha lasciato una grande eredità salvo cadere nel dimenticatoio. Ad omaggiarne quell’inconfondibile tratto emotivo che ha marchiato il suo periodo artistico\, ovvero quello del grande rientro a metà degli anni Settanta ci ha pensato Pasini\, che dopo aver ben ponderato il tutto è volato negli States per riunire alcuni dei suoi musicisti più fidati. L’obiettivo? Elaborare un omaggio sincero e appassionato senza creare alcuna competizione\, ma semmai accentuando una riconoscenza che forse non è stata ancora omaggiata per intero. E così Pepper Legacy\, condivisa con George Cables\, Bob Magnusson e Carl Burnett\, andrà in giro su e giù per l’Italia a partire dalla fine di novembre con una probabile coda nella primavera del 2013. Di questo e altro ci ha parlato lo stesso Pasini\, un nome che forse non vi suggerisce granché\, ma che ha seminato parecchio  alle sue spalle\, con lodi sperticate assegnategli da assi del calibro di Phil Woods\, Cedar Walton e Ray Mantilla che dopo aver incrociato il cammino del sassofonista italiano si ritrovano a benedire questa nuova e cruciale fase della sua carriera.\nGaspare\, cosa rappresenta Pepper e in cosa identifichi il suo tratto distintivo? | Per lui ho sempre nutrito un amore incondizionato\, giù prima della chance di vederlo dal vivo a Bologna e Pescara\, dove tra l’altro ho avuto la fortuna di conoscere alcuni dei personaggi chiave per lo sviluppo del jazz in Italia come Alberto Alberti e sua moglie Marcella che mi hanno onorato della loro amicizia trattandomi come un figlio. Questa idea è il frutto di un amore sviscerato per il suono di Pepper e per quel suo modo assolutamente emotivo di affrontare le ballad. Di lui si può ben notare un evoluzione nel suono assai più che nel fraseggio\, caratteristica che non puoi modificare\, ma bensì distillare nel corso degli anni. Negli ultimi dischi ufficiali della sua carriera ci sono delle testimonianze di una maestria tecnica inarrivabile\, sviluppati tramite una strepitosa padronanza strumentale\, addirittura superiore a quella degli anni Cinquanta e Sessanta\, fase in cui fu maggiormente impegnato nello studio. Ma in quell’ultima appendice Art fu capace di elaborare un suono più sofferto\, che arrivava direttamente dalle viscere. Era proprio la qualità del suono che era diversa\, perché veniva dal cuore\, e nel suo caso non penso di mistificare la realtà considerando il suo percorso di vita e le sue sofferenze personale. Questo si intuisce soprattutto nell’uso dei sovracuti\, derivazione del free degli anni Sessanta. Una possibilità di espressione che in fase giovanile non aveva mai adoperato e che concretizzava con una lucidità e una velocità sconcertante\, anche se\, specie quando si parla di sassofonisti\, non è certo la velocità che conta. Dall’idea sulla carta a una serie di date dal vivo\, per il momento solo in Italia\, come ci sei arrivato? | Tramite una variegata rassegna di stati d’animo\, ma anche la consapevolezza di potercela fare. Sono andato a New York per la prima volta in vita mia solo l’anno scorso\, pensando di incontrare George Cables\, tramite il mio amico Ray Mantilla\, con cui ho suonato spesso. Ray è stato carino\, mi ha procurato un appuntamento con Cables all’Iridium\, dove aveva un ingaggio. Non sapevo con chi avrebbe suonato George. Gli spiegai il progetto e fu molto attento ad ascoltarmi anche se poteva legittimamente avere delle perplessità visto che rimanevo un perfetto sconosciuto. Invece incassai il primo assenso. Quella stessa sera in fondo alla sala incrociai David Williams\, che stava sistemando il suo strumento. David è un altro grande amico che mi ha battezzato discograficamente con Cedar Walton in un disco per la Red Records. Ritrovare nuovamente il suo sguardo è stato emozionante: «Gaspar!» ha esclamato\, buttandomi le braccia al collo. Tempo di una birra insieme e già gli stavo spiegando il mio desiderio. Lui\, da sempre un entusiasta della vita\, mi ha subito detto che non vedeva l’ora di farlo. Per cui ci siamo lasciati con la promessa di concretizzare il tutto entro la fine del 2012\, in occasione del trentennale dalla scomparsa di Pepper. Poi sono tornato a New York per incontrare la vedova di Pepper\, Laurie\, che è stata molto gentile durante il nostro incontro. Mi ha messo a disposizione alcuni manoscritti originali di Art e Carl Burnett\, il suo ultimo batterista\, che farà parte di questa avventura. Di lui si erano perse praticamente le tracce. L’ho recuperato miracolosamente grazie a un video su Youtube in cui suonava\, trenta chili dopo\, ma sempre con gran swing\, assieme al contrabbassista losangelino Henry Franklyn. Williams in questo primo giro non ci sarà per impegni assunti con Cedar e Piero Odorici poi sfortunatamente cancellati. Sarà comunque sostituito alla grande da Magnusson\, ugualmente raggiante di far parte della ciurma. Qual è il disco di Pepper a cui sei maggiormente legato e come intendi affrontare la sua musica? | Sono mortalmente legato a «Thursday Night At The Village Vanguard»\, realizzato con lo stesso Cables\, George Mraz e Elvin Jones. Penso sia il distillato di quanto Pepper ha fatto e detto in precedenza: fu una serata magica e irripetibile e non solo per l’esecuzione diMy Friend John\, che ritengo essere il suo testamento spirituale. Un tema che ancora oggi mi fa rabbrividire\, per la struttura metrica particolare e una sequenza armonica difficilissima nella sua originalità. Per il solo e per quello che fa nel corso del brano non ho superlativi adatti per esprimere cosa avverto quando lo ascolto. In questi concerti andremo a ripercorrere\, a trent’anni dalla morte e dal successivo parziale oblio che lo ha avvolto\, le composizioni che nell’ultima parte della carriera hanno maggiormente rappresentato e contraddistinto il linguaggio e la poetica di Pepper. Non ci saranno trucchi o effetti\, né patetici tentativi di scimmiottare quello che solo lui sapeva fare. In altre parole voglio suonare la sua musica con quello stesso aspetto emozionale che probabilmente ci accomuna nel soffio. Addirittura Phil Woods\, quando l’anno scorso gli scrissi per sapere cosa pensasse di questo progetto\, mi rispose che avrei fatto bene a concretizzarlo perchè nessuno aveva più suonato la musica del suo amico Art. In allegato alla mail Phil mi spedì un brano\, a tutt’oggi inedito\, che lui stesso aveva scritto per onorarne la memoria. Mi spronò a suonarlo. Oltre a Pepper quali sono gli altri eroi di Pasini musicista? | Alcuni grandi che ho ascoltato negli anni a partire da Phil\, ovviamente. Poi Jackie McLean\, Cannonball Adderley\, Gato Barbieri\, Steve Grossman\, con cui mi è capitato di suonare spesso\, ma anche Chet Baker\, Bill Evans\, Glenn Gould\, Michel Petrucciani. Insieme agli eroi conclamati ci sono anche quelli che per motivi oscuri non hanno avuto la fortuna che avrebbero meritato. Uno di questi è Mario Costalonga\, un trombettista fantastico delle mie parti\, classe 1932\, molto ammirato anche da Enrico Rava. Nella sua semplicità un giorno mi ha detto: «Sai Gaspare\, nella vita l’importante è fare cose belle». Una massima che evidenzia una verità ineccepibile\, che tutti dovremmo cercare di mettere a segno. Sei un nome «nuovo» non sconosciuto nell’ambiente. Anzi\, sul finire degli anni Ottanta avevi un disco pronto ed eri già stato ospite di Cedar Walton. Poi cos’è successo? | La vita di un uomo è sempre il frutto di varie componenti. Ho sempre avuto un sacco di interessi e forse sono stato un debole a non credere abbastanza nelle mie doti – che solo gli americani mi riconoscevano apertamente\, gli italiani non l’hanno mai fatto. Nel 1991 è nato mio figlio e mi sono allontanato dal giro\, anche se proprio con lui forse ho vissuto l’emozione più bella quando Elvin Jones gli regalò le bacchette alla fine del suo ultimo concerto a Umbria Jazz nel 2003: portai mio figlio apposta per vederlo\, ma riuscimmo ad entrare solo per gli ultimi bis. Questo ricordo indelebile è il preludio al rovescio della medaglia\, perché la mia vita è stata comunque fortunata\, anche in ambito jazz. Ho suonato con tanti grandi musicisti – saltuariamente\, s’intende – sebbene solo ora\, ritengo di avere raggiunto la consapevolezza di poter dire cose interessanti con lo strumento. Per onorare i miei cinquant’anni ho pubblicato«Philing»\, la mia opera prima incisa nel lontano 1988 assieme a musicisti con i quali condividevo il palco a quei tempi: Luigi Bonafede\, Piero Leveratto e Paolo Pellegatti erano una sezione ritmica affiatatissima – anzi\, un vero e compiuto trio – e l’intesa\, basata su un groove potente e uno swing viscerale\, con loro\, era immediata. Woods ha scritto le note di copertina e dopo essermi definitivamente convinto\, finalmente\, nel 2008\, ho deciso di pubblicare il disco. Cosa hai imparato da loro e dal jazz? | Che nel jazz i bluff non esistono; magari si può fare correggere qualche nota in studio\, ma se ti esibisci sul palco e suoni per cercare di trasmettere un emozione davanti a persone che non conosci\, si comprende subito se hai qualcosa da dire oppure no. Le chiacchiere stanno a zero: o ci sei o non ci sei. Con gli americani ho imparato un altro motto importante: dare sempre il meglio e il massimo. Se ognuno lo facesse\, il mondo rotolerebbe con più leggerezza o\, per l’appunto\, con maggiore swing. Custodisco amorevolmente\, per volere di Marcella\, la biografia di Alberto Alberti. In calce\, c’è una dedica di Pepper in cui dice che quando suonava non andava mai sul sicuro\, ma cercava piuttosto di creare sempre qualcosa di nuovo e unico\, mai tentato prima. Te lo cito perché mi sembra appropriato. Da parte mia\, aggiungo il desiderio di voler suonare jazz con gente capace di stabilire feeling\, un mood accumunante\, che ti fa riconoscere l’uno con l’altro. Stabilire queste cose con musicisti che suonano bene\, è una situazione ideale. Se succede si può dire di essere stati veramente privilegiati dalla vita. A proposito\, nell’attico di casa tua hai creato un jazz club di charme… | Si è trattato di un’altra circostanza fortuita della vita. Il mio fraterno amico Francesco Bearzatti parlandomi di uno strumento musicale\, mi ha permesso di incontrare il propretario di questa casa padronale del 1902\, che forse\, senza saperlo\, era nata per essere un jazz club. Al suo interno\, sono passati tanti amici che mi hanno accompagnato in questi quarant’anni di vita vissuti assieme a questa musica straordinaria. Abbiamo registrato con Ares Tavolazzi\, Ellade Bandini\, Roberto Gatto\, Danilo Rea. Quest’ultimo\, con l’aiuto di Roberto Castellano\, un video maker con una sensibilità particolare\, essendo stato musicista\, sta realizzando una serie di sensazionali video a tema. Forse tutte queste esperienze confluiranno in una etichetta discografica che avrebbe almeno un paio di ottimi capitoli viste le sessions condivise con Shawnn Monteiro ed Edy Martinez come ospiti speciali. \nFormazione
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/pepper-legacy/
CATEGORIES:Storia,XXX Stagione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/8307.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120725
DTEND;VALUE=DATE:20120726
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120725T121812Z
LAST-MODIFIED:20130823T141738Z
UID:461-1343174400-1343260740@www.cataniajazz.com
SUMMARY:VICTOR BAILEY QUINTET E CATERINA PALAZZI
DESCRIPTION:Stasera  – mercoledì 25 luglio – nel teatro dell’Hotel Villa Itria di Viagrande\, sito in via Aniante 3\, si tiene il concerto di CATERINA PALAZZI QUARTET e VICTOR BAILEY QUINTET. Ingresso gratuito x abbonati al CATANIA JAZZ FESTIVAL e per i possessori del biglietto di ieri. Ingresso intero € 12\,00 (i tagliandi possono essere acquistati direttamente in hotel) 12\,00 (i tagliandi possono essere acquistati direttamente in hotel)
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/victor-bailey-quintet-caterina-palazz-funk-2/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/baileysm1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120724
DTEND;VALUE=DATE:20120725
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20110416T180652Z
LAST-MODIFIED:20130823T141754Z
UID:369-1343088000-1343174340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:EDDIE GOMEZ QUARTET
DESCRIPTION:Formazione\nEddie Gomez – contrabbasso\nSalvatore Bonafede – piano\nAlessandro Presti – tromba\nNasheed Waits – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/eddie-gomez-quartet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/gomezsm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120724
DTEND;VALUE=DATE:20120725
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20110416T180436Z
LAST-MODIFIED:20130823T141737Z
UID:367-1343088000-1343174340@www.cataniajazz.com
SUMMARY:VICTOR BAILEY  V-FUNK
DESCRIPTION:Formazione\nVictor Bailey – basso elettrico\, voce\nPatches Stewart – tromba\nTheo Hill –  tastiere\nRocky Bryant – batteria\nMarcus Machado – chitarr
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/victor-bailey-v-funk/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/baileysm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120723
DTEND;VALUE=DATE:20120724
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20110416T175120Z
LAST-MODIFIED:20130823T162128Z
UID:364-1343001600-1343087940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:JOHN PATITUCCI con CHRIS POTTER e ADAM CRUZ
DESCRIPTION:Nata a Brooklyn\, New York\, nel 1959\,  John Patitucci comincia a suonare il basso a 10 anni e a comporre ed esibirsi a 12. A 15 inizia a suonare il contrabbasso e a 16 il pianoforte. John Studia il contrabbasso alla San Francisco State State University e alla Long Beach State University. Nel 1980 continua la sua carriera a Los Angeles come musicista in studio e come artista jazz. \nSi muove rapidamente dal soul al rock\, dal blues al jazz e alla musica classica: il suo eclettismo lo porta a esplorare tutti i tipi di musica come musicista e compositore. \nhttpv://youtu.be/2iKRT4XnPwg \nInnumerevoli le sue registrazioni: John ha collaborato con B.B. King\, Bonnie Raitt\, Chick Corea\, Wayne Shorter\, Herbie Hancock\, Michael Brecker\, George Benson\, Dizzy Gillespie\, Was Not Was\, Dave Grusin\, Natalie Cole\, Bon Jovi\, Queen Latifah\, Sting e Carly Simon. \nCome performer\, si è esibito in tutto il mondo con la sua band\, il John Patitucci Quartet\, e con stelle di prima grandezza del jazz come Chick Corea\, Herbie Hancock\, Wayne Shorter\, Stan Getz\, Wynton Marsalis\, Joshua Redman\, Michael Brecker\, Randy Brecker\, Freddie Hubbard\, Tony Williams\, Hubert Laws\, Mulgrew Miller\, James Williams. \nTra le stelle del pop e della musica brasiliana ricordiamo Sting\, Aaron Neville\, Natalie Cole\, Carole King\, Milton Nascimiento\, Astrud and Joao Gilberto\, Airto e Flora Purim\, Ivan Lins\, Joao Bosco e Dori Caymmi. John ha inoltre collaborato con compositori come Jerry Goldsmith\, Ry Cooder\, James Newton Howard\, Dave Grusin\, Henry Mancini\, John Williams\, Mark Isham\, Michel Columbier\, Carter Burwell e Howard Shore. \nSin dal 1985\, insieme con Chick Corea ha portato in tutto il mondo la musica della Elektric Band e Akoustic Band e con i suoi 6 album solisti ha vinto 2 Grammy Award e più di 15 nomination. Dal 2000\, Patitucci ha cominciato a collaborare con il leggendario Wayne Shorter e a esibirsi in una tournéé mondiale con un quartetto che prevedeva Danilo Perez al piano e Brian Blade alla batteria. \nVotato come migliore bassista jazz da Guitar Player Magazine nel 1992\, 1994 e 1995 e da Bass Player Magazine nel 1993\, 1994\, 1995 e 1996\, ha tenuto seminari in tutto il mondo. \nFormazione\nJohn Patitucci – basso e contrabbasso\nChris Potter – sax\nAdam Cruz – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/john-patitucci-con-chris-potter-e-adam-cruz/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/patituccism.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120723
DTEND;VALUE=DATE:20120724
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20110416T174614Z
LAST-MODIFIED:20130823T162122Z
UID:361-1343001600-1343087940@www.cataniajazz.com
SUMMARY:PIPPO MATINO QUARTET
DESCRIPTION:Formazione\nPippo Matino – basso\nClaudio Romano – batteria\nGiulio Martino – sax\nSilvia Barba – voce
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/pippo-matino-quartet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/matinosm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120722
DTEND;VALUE=DATE:20120723
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20110416T172838Z
LAST-MODIFIED:20130823T162144Z
UID:359-1342915200-1343001540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:OMER AVITAL QUINTET
DESCRIPTION:Formazione\nOmer Avital – contrabbasso\nJason Lindner – piano\nAvishai Cohen – tromba\nJoel Frahm – sax\nJonathan Blake – batteria
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/omer-avital-quintet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/avitalsm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120722
DTEND;VALUE=DATE:20120723
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20110416T172515Z
LAST-MODIFIED:20130823T162136Z
UID:357-1342915200-1343001540@www.cataniajazz.com
SUMMARY:DARIO DEIDDA - MARCO PANASCIA
DESCRIPTION:Presentazione Dario Deida\nSalerno\, classe 1968\, Dario Deidda fa parte di una famiglia in cui la musica ha sempre avuto un ruolo importante. \nInizia a 6 anni con la batteria ma verso gli 11 si innamora del basso elettrico e viene iniziato dal bassista salernitano Mario Ferrigno.\nSi diploma in contrabbasso a Salerno ma durante gli studi al conservatorio si dedica ancora al basso elettrico e al pianoforte. \nAma definirsi un musicista a 360°\,ma il suo mondo preferito è il jazz e dintorni\,purchè condito sempre dal groove e dal feeling. Attualmente vive a Roma e svolge attività concertistica\,discografica e d’insegnamento in Italia e all’estero. \nHa collaborato con artisti italiani come Roberto Gatto\, Danilo Rea\, Paolo Fresu\, Enrico Rava\, Antonello Salis e internazionali come Marcus Miller\, Michel Petrucciani\, David Liebam\, Steve Grossman\, Ben Sidran e Randy Brecker\, solo per citarne alcuni e collaborato alle incisioni di oltre 40 album. \nHa collaborato anche con Carmen Consoli\, Niccolò Fabi\, Marina Rei\, Paola Turci\, Samuele Bersani\, Barbara Cola\, Ivano Fossati e suonato dal 1998 al 2003 nelle band e big band di Carl Anderson (“Giuda” nel famoso musical movie “Jesus C. Superstar”) in tour in Italia. \nNel 1999 ha suonato nel tour di Pino Daniele “Come un gelato all’equatore”\, e dal 2003 al 2007 è stato il bassista di Fiorella Mannoia\, registrando i suoi 5 cd in quegl’anni. \nHa tenuto un consistente numero di seminari in tutta Italia sulle tecniche bassistiche e sull’improvvisazione jazz nelle varie scuole musicali\, conservatori (Napoli\,Fermo) e università (Salerno). Dal 2004 insegna basso elettrico al Conservatorio di Salerno nei corsi sperimentali del triennio di jazz e ha anche tenuto un seminario tenuto alla famosa Berkley School di Boston nel 2006. \nIn settembre 2010 e nel gennaio 2011 è stato premiato dalle riviste musicali specializzate “InSound” e “Jazz It” come miglior “Bassista Italiano”. \nPresentazione Marco Panascia\nMarco Panascìa (pronuncia: pana-SCÌ-a) è un contrabbassista\, bassista elettrico\, compositore e didatta di origini catanesi che vive a New York da oltre dieci anni. Panascia e’ noto a livello internazionale per avere fatto parte del trio guidato dal giovane pianista prodigio Eldar\, con cui ha suonato in tre continenti\, e registrato due CD per l’etichetta Sony BMG Masterworks (“Live at the Blue Note”\, e “re-imagination”\, che ha ricevuto una Grammy nomination nel 2008 come migliore album di jazz contemporaneo). Dopo avere lavorato con Eldar\, Panascia ha continuato a ricevere ulteriore attenzione nel panorama jazzistico mondiale\, suonando nei gruppi di molti musicisti di spicco\, quali Kenny Barron\, Natalie Cole\, Andy Bey\, Eric Reed\, Dado Moroni\, Peter Bernstein\, David Kikoski e Roberto Gatto. \nDopo aver vinto il primo premio al Concorso Internazionale per Contrabbasso Jazz ad Edimburgo in Scozia\, Panascìa si trasferisce negli Stati Uniti nel 1999. Nel giro di cinque anni\, consegue una laurea (summa cum laude) al Berklee College of Music di Boston\, ed un master post-laurea alla Manhattan School of Music di New York\, che gli conferisce una “full scholarship” (borsa di studio completa)\, grazie ai suoi meriti artistici e strumentali. \nNel corso degli anni\, Panascia ha costruito un curriculum di primissimo livello\, suonando con la Boston Civic Symphony Orchestra\, ed esibendosi\, nella veste di orchestrale\, bassista elettrico o contrabbassista jazz\, con artisti di fama internazionale\, quali Herbie Hancock\, Lee Konitz\, Joe Lovano\, Quincy Jones\, Bobby McFerrin\, Dave Liebman\, Roy Hargrove\, Chris Botti\, Gary Burton\, Seamus Blake\, Tamir Hendelman\, Adam Nussbaum e Peter Erskine. Nei periodi di pausa dalla sua densa attivita’ concertistica negli Stati Uniti e nel resto del mondo\, Panascia si esibisce spesso\, come leader o sideman\, in molti dei prestigiosi clubs di New York\, come il Blue Note\, Birdland\, Jazz at Lincoln Center\, Jazz Standard\, Smalls\, Lenox Lounge e 55 Bar. \nPer maggiori informazioni\, visitate marcopanascia.com \nFormazione\nDario Deidda – basso\nMarco Panascia – contrabbasso
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/dario-deidda-marco-panascia/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/deiddapanascia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120718T213000
DTEND;TZID=UTC:20120718T230000
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120426T171040Z
LAST-MODIFIED:20130823T162152Z
UID:354-1342647000-1342652400@www.cataniajazz.com
SUMMARY:STANLEY CLARKE - STEWART COPELAND QUINTET
DESCRIPTION:Il Festival estivo di Catania Jazz “Catania mai così in basso” si apre con un gruppo d’eccezione: STANLEY CLARKE al basso e STEWART COPELAND alla batteria porteranno sotto il vulcano il loro unico ed eclettico mix di Jazz Fusion\, Musica Classica e Rock e anche alcune delle hit delle loro incredibili carriere. I due saranno accompagnati da un gruppo di giovani “veterani” come Alex Han al sax\, Ruslan Sirota alle tastiere e Brady Cohan alla chitarra. “Sono molto emozionato di fare questo tour” afferma Clarke\, “sento che in futuro ci sarà sempre più spazio per accoppiate uniche e inusuali come quella fra Stewart e me. Sarà un’esperienza positiva sia per il pubblico che per noi”. Non è certamente la prima volta che i due si esibiscono insieme\, entrambi erano infatti membri chiave del gruppo Animal Logic\, insieme con Deborah Holland. Gli Animal Logic hanno pubblicato due album omonimi tra il 1987 e il 1991 diventati oggetti di culto nella scena fusion. \n \nSTANLEY CLARKE è stato il primo bassista che è riuscito a “sdoppiarsi” con successo sia sul basso acustico che su quello elettrico e anche il primo a esibirsi come front man in tour mondiali. Veterano con oltre 40 album all’attivo\, Clarke ha vinto il Grammy nel 2011 per il migliore album di jazz contemporaneo per il suo album “The Stanley Clarke Band”. Clarke ha cofondato il gruppo di seminal fusion “Return to Forever” con Chick Corea e Lenny White\, vincitore quest’anno del Grammy come migliore album jazz strumentale. Ha collaborato nella sua carriera con Quincy Jones\, Stan Getz\, Art Blakey\, Paul McCartney e Keith Richards\, solo per nominarne alcuni. Clarke è anche compositore di oltre 60 colonne sonore per il piccolo e grande schermo\, tra cui Boyz N The Hood\, il film biografico su Tina Turner “What’s Love Got To Do With It”\, Romeo deve morire e The Transporter. La creatività di Clarke è stata riconosciuta e premiata in tantissime occasioni: è stato il primo Jazzista dell’anno per Rolling Stone e più recentemente è stato premiato con il prestigioso “Miles Davis Award” al the Montreal Jazz Festival. STEWART COPELAND ha passato 3 decenni della sua vita in prima linea nel mondo della musica contemporanea come rock star\, acclamato compositore e regista e molto più che un semplice collaboratore nelle più disparate composizioni rock\, world music\, di opera\, balletto e di musica da camera. Secondo un sondaggio tra i lettori di Rolling Stones del 2010\, è stato votato come il quinto migliore batterista di tutti i tempi. Come fondatore e batterista dei Police\, Copeland si è esibito in tutto il mondo\, ha vinto 5 Grammy e ha venduto più di 50 milioni di album\, insignito anche del titolo di Cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere dal governo francese. La carriera di Copeland come compositore di musica per il cinema e la tv è cominciata con la colonna sonora del film Rusty il Selvaggio di Francis Ford Coppola che gli è valsa anche una nomination al Golden Globe per la migliore colonna sonora. Ha composta anche la musica per Wall Street di Oliver Stone e  the Oscar-nominated 4 giorni a settembre e Dead Like Me. La sua autobiografia “Strange Things Happen. La mia vita con i Police\, il polo e i pigmei” è stata pubblicata in Italia da Minimum Fax. httpv://youtu.be/B2xJnvVN3zU \nFormazione\nStanley Clarke – basso Stewart Copeland – batteria Alex Han – Sassofono alto – Ruslan Sirota – tastiere Brady Cohan – chitarra\nBass virtuoso STANLEY
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/stanley-clarke-stewart-copeland-quintet/
CATEGORIES:Catania mai cosi in basso,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/ClarkeCopelandTourSm.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120424T210000
DTEND;TZID=UTC:20120424T210000
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120418T183848Z
LAST-MODIFIED:20130823T162203Z
UID:116-1335301200-1335301200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:FAIRPORT CONVENTION
DESCRIPTION:[box]Attenzione: questo concerto è stato spostato al cine teatro Odeon di Via Corridoni\, Catania[/box]\nArriva a Catania martedì 24 aprile al Cine-teatro Odeon di Catania la storica folk rock band inglese dei Fairport Convention\, da tutti considerata la migliore formazione folk rock di tutti i tempi\, un’occasione per riascoltare un lungo repertorio che dal 1967\, anno di nascita della band\, porta all’ultimo disco “Festival Bell” dello scorso anno. \nLa formazione: Simon Nicol voce principale\, chitarra ritmica; Dave Pegg basso\, cori e mandolino; Ric Sanders violino; Chris Leslie voce solista\, violino\, mandolino\, bouzouki; Gerry Conway batteria e percussioni. \nIl biglietto intero ha un costo di €. 16\,50\, quello ridotto (universitari – giovani fino a 25 anni – over 65) di €. 11\,50. \nI Fairport Convention sono stati il frutto più prezioso partorito dal frondoso albero del folk-rock inglese. Suonano il loro primo concerto davanti a una chiesa nel maggio del 1967. Si stabiliscono nei sobborghi a nord di Londra attorno al bassista Ashley “Tyger” Hutchings. I giovanotti si “riuniscono” per le prove in una casa chiamata Fairport\, residenza della famiglia del chitarrista ritmico Simon Nicol. Dalla “Convention” in questo edificio nasce il nome di un gruppo che ha attraversato più di quattro decadi. Oltre a Hutchings e Nicol\, ci sono anche il chitarrista Richard Thompson e Shaun Frater alla batteria. \nUna formazione\, questa iniziale\, che suonerà solo un concerto. Un giovane batterista\, Martin Lamble\, era tra il pubblico in quella chiesa e convinse il gruppo che egli avrebbe saputo fare di meglio dietro i tamburi. \nEra solo il primo dell’incredibile numero di cambi di formazione che caratterizzeranno i Fairport nei loro primi quindici anni. Ben presto la line-up cresce con l’ingresso della voce femminile di Judy Dyble\, che li farà distinguere rispetto alle decine di altre band che allora spuntavano come funghi nel veloce movimento della cultura giovanile di quell’estate. \nPer i Fairport non c’è carenza di lavoro e diventano ben presto ospiti fissi di locali underground come l’Electric Garden\, il Middle Earth e l’Ufo. Suonano da solo pochi mesi quando catturano l’attenzione di Joe Boyd che li mette sotto contratto con la Island Records. Lo stesso Boyd consiglierà di accrescere il personale con un’altra voce maschile e così Iain Matthews si unisce alla truppa e il primo album\, “Fairport Convention”\, esce prima della fine dell’anno 1967. \nIn questo periodo iniziale\, i Fairport guardano all’America per il materiale e l’ispirazione. «L’avere due voci ci affascinava – ricorda Matthews – e per via del nostro nome e della presenza scenica\, molti credevano che fossimo americani\, e non eravamo certo noi a darci da fare per dissipare questa credenza». Un atteggiamento che farà parlare di loro come dei “Jefferson Airplane inglesi”. All’uscita del secondo LP\, “What We Did On Our Holidays”\, il posto di Judy Dyble viene preso da Sandy Denny\, una cantante folk che aveva già inciso sia come solista che con gli Strawbs. Il terzo album\, “Unhalfbricking”\, vede la presenza come ospite di Dave Swarbrick\, un violinista folk di Birmingham. \nIl disco\, come il suo predecessore\, mette insieme ottimo materiale originale con canzoni contemporanee di artisti come Joni Mitchell e Bob Dylan. Il DJ radiofonico John Peel diviene un devoto campione della musica dei Fairport e mette spesso i dischi del gruppo al suo seguitissimo programma. Lo stesso Peel ha anche registrato diverse session negli studi della BBC che usciranno più tardi sull’album “Heyday”. \nUscito Matthews\, Dave Mattacks entra alla batteria. L’LP che ne esce\, “Liege And Lief”\, sarà un classico. Probabilmente il più bello dei Fairport Convention\, quello che stabilisce definitivamente il folk-rock inglese come genere musicale distinto che può a sua volta influenzarne altri. “Liege And Lief” viene lanciato con un concerto tutto-esaurito alla Royal Festival Hall di Londra sul finire del 1969. Dave Swarbrick ha dato un grosso contributo al progetto e fa ora parte della band a tempo pieno. Nonostante il trionfo di “Liege And Lief”\, il membro fondatore Ashley Hutchings se ne va per formare gli Steeleye Span. Ad aggravare i problemi\, anche Sandy Denny abbandona il gruppo. Dave Pegg prende in mano il basso e da allora è nella band per un periodo ininterrotto di 34 anni. \nNon è invece possibile rimpiazzare il talento di Sandy Denny e così il gruppo decide di continuare senza una voce femminile.\nSimon Nicol lascia i Fairport al principio del 1972\, seguito da Dave Mattacks (ma i due rientreranno più tardi). Restano così i due Dave\, Pegg e Swarbrick\, a tenere le redini della band. Gli anni che seguono verranno chiamati “Fairport Confusion” per via dell’incredibile sequenza di musicisti che vanno e vengono. Nel 1979 la band è priva di contratto discografico e l’udito di Dave Swarbrick va deteriorandosi rapidamente. \nI Fairport decidono di porre fine al loro viaggio. Fanno un tour di addio e suonano un ultimo concerto all’aperto a Cropredy\, il villaggio dell’Oxfordshire dove vivono Dave e Christine Pegg. Nessuna etichetta vuole pubblicare le registrazioni dal vivo della tournée e del concerto\ne così i Pegg danno il via alla Woodworm Records e li pubblicano in proprio. Dopo un anno\, i Fairport Convention tornano per un concerto re-union a Cropredy ed è così che nasce il famoso festival che\, in pochi anni\, crescerà rapidamente. \nAgli inizi degli anni Novanta si costituisce anche un quartetto acustico\, e le due versioni dei Fairport percorrono strade parallele. Nel 1998\, Dave Mattacks se ne va negli Stati Uniti e Gerry Conway\, il cui viaggio musicale degli ultimi trent’anni si era svolto in parallelo ai Fairport\, prende il suo posto alla batteria e percussioni. \nIl nuovo secolo trova i Fairport in ottima forma. Le sale sono piene e i dischi vendono bene. Nel 2004\, i Fairport Convention sono ancora tra le band più richieste. La formazione vede insieme Simon Nicol (voce solista\, chitarre elettriche e ritmiche)\, Dave Pegg (coro\, basso\, mandolino)\, Ric Sanders (violino)\, Chris Leslie (voce solista\, violino\, bouzouki\, mandolino) e Gerry Conway (batteria e percussioni)\, ancora in grado di riempire le sale nei loro frequenti tour. \nNel 2007 viene pubblicato\, in occasione del loro quarantesimo anniversario\, il nuovo album di studio “Sense of Occasion” che\, ancora una volta\, vede in gran forma il quintetto ormai rodato da anni passati insieme a suonare in tutto il mondo. Il DVD “Fairport @ Forty”\, del 2008\, celebra il quarantesimo anniversario del gruppo con la regia di Mike Rowbottom. \nIl 14 aprile 2011\, i Fairport Convention hanno pubblicato per l’etichetta di casa Matty Grooves “Festival Bell”\, nuovo album di studio dopo “Sense of Occasion” del 2007. Il disco contiene tredici brani più la rivisitazione di “Rising for the Moon” di Sandy Denny. Ce lo presentano così gli stessi musicisti che abbiamo avuto modo di apprezzare nei tanti concerti italiani: «Con canzoni scritte da Ralph McTell\, Richard Shindell\, Chris While\, Sandy Denny\, Red Shoes e dai nostri Chris Leslie\, Dave Pegg e Ric Sanders\, crediamo di aver prodotto un disco in cui ci sia davvero qualcosa per\ntutti». Sia in copertina che nel booklet campeggia la fotografia della Festival Bell\, la campana che risuona nella chiesa di St Mary’s Church di Cropredy col nome della band\, in parte finanziata dai contributi dei partecipanti alla convention dei Fairport che si tiene annualmente ad agosto nella stessa cittadina inglese. \nFormazione\nSimon Nicol – voce principale\, chitarra ritmica\nDave Pegg basso – cori e mandolino\nRic Sanders – violino\nChris Leslie – voce solista\, violino\, mandolino\, bouzouki\nGerry Conway – batteria e percussioni. \nVideo\nhttpv://youtu.be/n2xODjbfYw8
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/fairport-convention/
CATEGORIES:Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/fairportconvention.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120418
DTEND;VALUE=DATE:20120419
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120408T171154Z
LAST-MODIFIED:20130824T125429Z
UID:206-1334707200-1334793599@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Gianmaria Testa "Vitamia" tour
DESCRIPTION:Il cantautore piemontese presenta l’ottavo disco “Vitamia”\, affresco sentimentale e umano per una riflessione personale lunga 50 anni \nUltimo appuntamento per il cartellone “Jazz e dintorni – Catania Jazz al Ma” organizzato al Ma – Musica Arte di Catania dall’associazione Catania Jazz: mercoledì 18 aprile arriva il cantautore piemontese Gianmaria Testa che presenterà il nuovo disco “Vitamia” uscito alla fine del 2011. \nCon Gianmaria Testa\, voce e chitarre\, suoneranno Giancarlo Bianchetti alle chitarre\, Nicola Negrini al contrabbasso e basso elettrico\, Philippe Garcia alla batteria. Per i non abbonati a Catania Jazz 2011-12 l’ingresso è 22 euro\, per gli abbonati è di 16\,50 euro. \nCircondato da grandi musicisti\, gli stessi che hanno costituito il nucleo forte e compatto delle registrazioni in studio\, Gianmaria Testa presenta in versione live il suo nuovo\, intenso\, inaspettato lavoro discografico\, “Vitamia”\, 11 tracce che rappresentano una riflessione personale e sociale lunga 50 anni\, 18 mila giorni (come recita il titolo di una delle canzoni guida dell’album)\, un affresco sentimentale e umano che come la vita porta con sé diverse sfumature e diversi colori musicali. \nSe le tematiche del nuovo disco sono assolutamente in linea con la poetica di Gianmaria (l’amore\, una riflessione sulla società contemporanea\, la nostalgia\, lo stupore\, un abbandono infantile…)\, decisamente nuove saranno le sonorità che si potranno ascoltare dal palco e che virano decisamente e con vigore sul versante elettrico grazie alla presenza di un chitarrista di prim’ordine (Giancarlo Bianchetti) a suo agio sia con la chitarra elettrica che con la chitarra classica\, di un contrabbassista (Nicola Negrini) che non teme di imbracciare un basso Fender degli Anni 70 e di un batterista (il francese Philippe Garcia) che ha nel suo curriculum il grande jazz internazionale\, ma anche la presenza sulla scena musicale dub più nuova. La voce di Gianmaria\, sempre più grave\, intrigante\, aspra e vellutata a un tempo fa\, da Virgilio in questa nuova avventura musicale. \nGianmaria Testa racconta il disco. «Una volta un amico mi ha detto – prova a contare la vita in giorni invece che in anni\, vedrai come cambia la prospettiva -. Aveva ragione\, tutto si accorcia e si rimpicciolisce. Il giorno è una dimensione minima e quasi misurabile in respiri. Gli anni al confronto sono un tempo metafisico\, anche se pure loro adesso mi passano alla velocità della luce. Così questo disco doveva chiamarsi 18000 giorni perché quella era l’età che avevo quando ho cominciato a pensarci. \nPoi i giorni sono diventati 19000 e più\, il materiale non era pronto e ho rinunciato a quel titolo. Si chiama “Vitamia”\, tutto attaccato per un po’ di ragioni fra le quali il fatto che non c’è nessuna pretesa riassuntiva\, nessun bilancio in corso d’opera. Ci sono degli appunti sul passato\, sul presente e perfino una sommessa e laica invocazione per il futuro\, quella sì intitolata “18 mila giorni” e dedicata a Erri De Luca per fraterna amicizia e perché lui insieme ad altri ha provato a un certo punto a immaginare un futuro diverso. La gestazione quindi è stata lunga e questo non è naturalmente garanzia di buona riuscita\, però ha permesso una specie di sedimentazione consapevole e soprattutto condivisa. Perché se è vero che un disco è sempre un’avventura collettiva non necessariamente diventa qualcosa di condiviso. \nIn questo caso invece sia nel lavoro di pre-produzione con Paola Farinetti e Claudio Dadone\, sia poi nelle prove e durante la registrazione\, ogni singolo musicista ha dato un apporto creativo importante e molto superiore al semplice suonare. Sette delle undici canzoni di “Vitamia” sono state scritte per lo spettacolo teatrale “18 mila giorni – il pitone” nel quale Giuseppe Battiston e io stesso abbiamo portato in scena un monologo di Andrea Bajani sul tema del lavoro. Anche a loro\, Giuseppe e Andrea\, così come al regista Alfonso Santagata questo disco è in qualche misura debitore. Al libro di Bajani “Cordiali saluti” è poi ispirata l’omonima canzone presente nel cd. Sono passati 5 anni dall’ultimo mio disco di inediti “Da questa parte del mare”\, un tempo lungo mi dicono quelli che si intendono di scadenze. \nIo rimango persuaso che un disco si fa quando si pensa di avere qualcosa da raccontare\, soprattutto a se stessi. In questi anni complicati mi è stato difficile anche scrivere sommerso com’ero da un’unica assordante domanda: perché?». \nFormazione\nGianmaria Testa – voce e chitarre\nGiancarlo Bianchetti – chitarre\nNicola Negrini – contrabbasso e basso elettrico\nPhilippe Garcia – batteria \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=2ONYgYV5woY&feature=shareIl cant
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/gianmaria-testa-tour/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/testa.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20120412
DTEND;VALUE=DATE:20120413
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120402T180111Z
LAST-MODIFIED:20130824T125520Z
UID:328-1334188800-1334275199@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Voicelink & Assurd
DESCRIPTION:Presentazione\nDistribuito anche in Italia l’album Voicelink – A prima vista sembra un nuovo duo Musica nuda\, ma l’incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge aspira ad essere qualcosa di diverso. Il concetto di fondo\, però\, è lo stesso: due soli musicisti (una voce femminile e uno strumento acustico\, in questo caso il clarinetto basso) e la musica privata dei suoi orpelli\, denudata e restituita con il fascino della sua minimalità. Dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina\, lunedì 11 aprile verrà pubblicato anche in Italia l’album d’esordio del duo Colosimo-Prins Jorge\, dal titolo Voicelink: una serie di coveri di brani celebri più un brano originale\, interpretati appunto per voce e clarinetto basso\, in uscita nel Belpaese con distribuzione Egea\, per l’etichetta Storie di Note. \nRaul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese. In Italia ha suonato con Il Parto delle Nuvole Pesanti\, in tour nel 2003\, in un grande concerto per la pace a Baghdad e con Claudio Lolli nel remake del celebre album Ho visto anche degli zingari felici. In Francia ha collaborato con Eric Truffaz\, e dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge\, cantante franco-angolana\, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto\, ha dato vita a questo progetto jazzy assolutamente singolare\, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili\, sostenuta nella più giocosa improvvisazione\, dal groove avvolgente del clarinetto basso\, con uno spirito leggero che sfida la gravità\, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica. \nPer questo Raul Colosimo è diventato testimonial\, al fianco del celebre maestro del funk Marcus Miller\, della Selmer\, grande casa di produzione parigina del clarinetto\, che ha deciso di sostenere con forza questo progetto musicale quasi unico. \nAssurd\nUna fusione di potenzialità musicali\, finalizzate a condurre in svariati luoghi le colorate armonie e il significato simbolico di valori emozionali e culturali.?Ognuna di queste donne porta con sé una nota distintiva\, non parliamo solo di una diversità di accenti o di parole prettamente autoctone ma della loro attitudine ad infondere la singolare personalità canora e sonora nelle composizioni\, a mò di serenate ma\, a volte\, anche di denuncia sociale. \nUn viaggio nel colore locale di ognuna di loro che si realizza passando dai ritmi tipici e passionali della tarantella partenopea\, toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica\, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre\, tamburelli e organetto… \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=12A90oR_ApY&feature=share \nGalleria\n\nSito\nwww.voicelink.fr \nPresentazione
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/voicelink-assurd-12/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/voicelink22.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120411T213000
DTEND;TZID=UTC:20120411T230000
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120327T143536Z
LAST-MODIFIED:20130824T125539Z
UID:225-1334179800-1334185200@www.cataniajazz.com
SUMMARY:Voicelink & Assurd
DESCRIPTION:Presentazione\nDistribuito anche in Italia l’album Voicelink – A prima vista sembra un nuovo duo Musica nuda\, ma l’incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge aspira ad essere qualcosa di diverso. Il concetto di fondo\, però\, è lo stesso: due soli musicisti (una voce femminile e uno strumento acustico\, in questo caso il clarinetto basso) e la musica privata dei suoi orpelli\, denudata e restituita con il fascino della sua minimalità. Dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina\, lunedì 11 aprile verrà pubblicato anche in Italia l’album d’esordio del duo Colosimo-Prins Jorge\, dal titolo Voicelink: una serie di coveri di brani celebri più un brano originale\, interpretati appunto per voce e clarinetto basso\, in uscita nel Belpaese con distribuzione Egea\, per l’etichetta Storie di Note. \nRaul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese. In Italia ha suonato con Il Parto delle Nuvole Pesanti\, in tour nel 2003\, in un grande concerto per la pace a Baghdad e con Claudio Lolli nel remake del celebre album Ho visto anche degli zingari felici. In Francia ha collaborato con Eric Truffaz\, e dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge\, cantante franco-angolana\, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto\, ha dato vita a questo progetto jazzy assolutamente singolare\, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili\, sostenuta nella più giocosa improvvisazione\, dal groove avvolgente del clarinetto basso\, con uno spirito leggero che sfida la gravità\, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica. \nPer questo Raul Colosimo è diventato testimonial\, al fianco del celebre maestro del funk Marcus Miller\, della Selmer\, grande casa di produzione parigina del clarinetto\, che ha deciso di sostenere con forza questo progetto musicale quasi unico. \nAssurd\nUna fusione di potenzialità musicali\, finalizzate a condurre in svariati luoghi le colorate armonie e il significato simbolico di valori emozionali e culturali.?Ognuna di queste donne porta con sé una nota distintiva\, non parliamo solo di una diversità di accenti o di parole prettamente autoctone ma della loro attitudine ad infondere la singolare personalità canora e sonora nelle composizioni\, a mò di serenate ma\, a volte\, anche di denuncia sociale. \nUn viaggio nel colore locale di ognuna di loro che si realizza passando dai ritmi tipici e passionali della tarantella partenopea\,  toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica\, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre\, tamburelli e organetto… \nVideo\nhttpv://www.youtube.com/watch?v=12A90oR_ApY&feature=share \nGalleria\n\nSito\nwww.voicelink.fr \nPresentazione<
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/voicelink/
CATEGORIES:Stagione MA,Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/voicelink2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20120319T210000
DTEND;TZID=UTC:20120319T210000
DTSTAMP:20260426T011620
CREATED:20120308T183753Z
LAST-MODIFIED:20130823T162235Z
UID:114-1332190800-1332190800@www.cataniajazz.com
SUMMARY:DUSTIN O’HALLORAN & ADAM WILTZIE “ A Winged Victory For The Sullen”
DESCRIPTION:Arriva a Catania “A Winged Victory For The Sullen”\, nuovo progetto condiviso tra Dustin O’Halloran\, noto ai più per la colonna sonora di “Marie Antoinette” di Sofia Coppola e come membro fondatore dei Devics\, e Adam Wiltzie\, già negli Stars Of The Lid e produttore di band come i Flaming Lips e Mercury Rev. \nI due musicisti americani – O’Halloran al piano e tastiere e Wiltzie alla chitarra ed elettronica -\, accompagnati da un trio d’archi del newyorkese Acme Ensemble (Gyda Valtysdottir violoncello\, Daniela Strassfgogel viola\, Margaret Hermant violino)\, suoneranno lunedì 19 marzo al Ma – Musica Arte di Catania\, fuori programma della XXIX stagione di concerti di Catania Jazz. \nLe storie personali di Dustin O’Halloran ci danno qualche indizio per gli arazzi della sua musica: pianista autodidatta dall’età di 7 anni\, ha vissuto a Los Angeles (dove ha studiato arte al Santa Monica College e ha formato i tanti adorati Devics con Sara Lov)\, in Italia (in un fondo rurale in Emilia Romagna) e a Berlino. La sua musica struggente è un elegante esercizio in quanto a grazia e sfumature in quanto è un’espressione personale pura e intuitiva e qui troviamo qualche spiegazione alla tranquilla e irrefrenabile ascesa alla notorietà di Dustin. \nDopo aver ottenuto nel 2006 un importante riconoscimento per la colonna sonora del film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” (che si colloca perfettamente a fianco della colonna sonora di “An Affair American” di William Olsen del 2010 e “Lake Crazy” di Drake Doremus vincitore del Sundance Festival nel 2011\, Dustin è rapidamente diventato uno dei nomi più riconoscibili nell’ampio campo “post-classico”. Ispirato\, tra gli altri\, da Arvo Part\, Philip Glass\, Hans Otte\, John Luther Adams\, Olivier Messiaen\, Ennio Morricone\, Gavin Bryars\, il background rock di Dustin – in primo luogo con il “dream-pop” dei Devics – ha fornito un sofisticato approccio alla composizione di pezzi classici moderni. \nL’album “Lumiere” del febbraio dello scorso anno ha rappresentato per O’Halloran una fusione di tutto ciò che la sua musica ha espresso finora\, un passo avanti senza precedenti in termini di tavolozza timbrica e armonia. A settembre del 2011 è poi uscito “A Winged Victory For The Sullen”\, che ha consolidato la collaborazione con Adam Wiltzie. Il disco è un tripudo di delay\, loop e riverberi. Il duo ha accettato di abbandonare i confortevoli studi di registrazione domestici per sviluppare le registrazioni con l’aiuto di spazi acustici di grandi dimensioni\, mettendo in campo una selezione pianoforti a coda che hanno avuto la capacità di fornire sonorità molto sofisticate. \nAltra strumentazione tradizionale che è stata utilizzata è il quartetto d’archi\, il corno e il fagotto\, ma sempre dominati da melodie di chitarra. Le registrazioni iniziarono con una sessione a tarda notte nella chiesa di Grunewald a Berlino su un pianoforte Bösendorfer Imperial del 1950 mentre gli archi sono stati aggiunti nel centro storico di Berlino Est\, negli studi radiofonici della ex Ddr lungo il fiume Sprea. Un ultima sessione è stata registrata su un pianoforte Fazioli in uno studio privato del Nord d’Italia\, prima che i mix finali abbiano avuto luogo in una villa del 17 ° secolo vicino a Ferrara con l’assistenza di Francesco Donadello\, ex batterista dei Giardini di Mirò e oggi affermato tecnico audio. \nTutti i brani sono stati quindi elaborati in analogico direttamente su nastro magnetico. Il risultato finale sono sette paesaggi di reiterazione armonica. In “Requiem For The Static King Part One” – creato in memoria della prematura scomparsa di Mark Linkous – hanno preso la vecchia idea di un quartetto d’archi e poi sparato fuori il brano come da un cannone per rivelare squisiti nuovi livelli di beatitudine sonora. Dei 13 minuti di “Symphony Pathétique”\, Wiltzie dice “dopo quasi 20 anni di lotta per creare interessanti temi di musica ambient\, mi sento come se avessi finalmente capito che cosa sto facendo”. Musicisti ospiti degni di nota includono il violoncellista islandese Hildur Gudnadottir\, così come Peter Broderick al violino. \nO’Halloran e Wiltzie si sono conosciuti il 24 maggio 2007 a Bologna\, quando Wiltzie era in tour con gli Sparklehorse\, per l’ultimo tour europeo della band di Mark Linkous. Quella sera Adam invitò l’amico e collega italiano Francesco Donadello a vedere il concerto\, e ospite di Francesco quella sera è stato Dustin O’Halloran. Dalle chiacchiere di backstage al comune amore per la gastronomia italiana\, è nata una curiosa amicizia che ora ha fruttato queste composizioni molto interessanti. \nO’Halloran ha recentemente completato una nuova partitura per il film di Ol Parker “Now Is Good”\, film che uscirà il 25 maggio nel Regno Unito e più in là nel resto del mondo. Il film è interpretato da Dakota Fanning\, Jeremy Irvine\, Paddy Considine\, e Olivia Williams. \nFormazione\nDustin O’Halloran – piano e tastiere\nAdam Wiltzie – chitarra ed elettronica\nGyda Valtysdottir – violoncello\nDaniela Strassfgogel – viola\nMargaret Hermant – violino \nSito ufficiale\nwww.dustinohalloran.com \nVideo\nhttpv://youtu.be/oQpzjevcwN0
URL:https://www.cataniajazz.com/concerto-jazz-a-catania/dustin-ohalloran-akme-string-ensemble/
CATEGORIES:Storia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.cataniajazz.com/wp-content/uploads/dustin.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR