La vocalist Simin Tander potrebbe essere ingaggiata per tessere le lodi della bellezza della società multietnica: padre tedesco, madre afghana, è cittadina olandese.
Simin può raccontare storie senza usare alcuna parola,facendo parlare solo la musica e usando la sua voce come uno strumento universale.
L’improvvisazione è molto importante per lei al pari della spontaneità e dell’impulsività.
“La Musica è come uno spazio sacro dove io posso essere me stessa” dice Simin, che ha colpito profondamente la grande Sheila Jordan, che reputa speciale il suo incontro con la giovane cantante olandese.
Simin Tander in breve tempo, attraverso numerose performances e progetti ,si è fatta apprezzare sulle scene del jazz d’improvvisazione ed indipendente olandese e tedesco, anche con la band “i Compani” e l’album “Fellini”.
Negli ultimi anni è stata invitata più volte al North Sea Jazz Festival (l’ultima l’anno scorso col suo quartetto), così come al Women in Jazz Festival Halle e al prestigioso Jazz-Ahead di Brema, che le sono valsi ripetuti inviti dai più autorevoli musicisti della scena jazzistica tedesca.
Simin ha studiato al Conservatorio ARTEZ dove ha finito gli studi con speciale menzione cantando Bachelor.