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SUMMARY:STANLEY CLARKE - STEWART COPELAND QUINTET
DESCRIPTION:Il Festival estivo di Catania Jazz "Catania mai così in basso" si apre con un gruppo d'eccezione: STANLEY CLARKE al basso e STEWART COPELAND alla batteria porteranno sotto il vulcano il loro unico ed eclettico mix di Jazz Fusion, Musica Classica e Rock e anche alcune delle hit delle loro incredibili carriere.    I due saranno accompagnati da un gruppo di giovani "veterani" come Alex Han al sax, Ruslan Sirota alle tastiere e Brady Cohan alla chitarra.    "Sono molto emozionato di fare questo tour" afferma Clarke, "sento che in futuro ci sarà sempre più spazio per accoppiate uniche e inusuali come quella fra Stewart e me. Sarà un'esperienza positiva sia per il pubblico che per noi".    Non è certamente la prima volta che i due si esibiscono insieme, entrambi erano infatti membri chiave del gruppo Animal Logic, insieme con Deborah Holland. Gli Animal Logic hanno pubblicato due album omonimi tra il 1987 e il 1991 diventati oggetti di culto nella scena fusion.    STANLEY CLARKE è stato il primo bassista che è riuscito a "sdoppiarsi" con successo sia sul basso acustico che su quello elettrico e anche il primo a esibirsi come front man in tour mondiali. Veterano con oltre 40 album all'attivo, Clarke ha vinto il Grammy nel 2011 per il migliore album di jazz contemporaneo per il suo album "The Stanley Clarke Band".    Clarke ha cofondato il gruppo di seminal fusion "Return to Forever" con Chick Corea e Lenny White, vincitore quest'anno del Grammy come migliore album jazz strumentale. Ha collaborato nella sua carriera con Quincy Jones, Stan Getz, Art Blakey, Paul McCartney e Keith Richards, solo per nominarne alcuni.    Clarke è anche compositore di oltre 60 colonne sonore per il piccolo e grande schermo, tra cui Boyz N The Hood, il film biografico su Tina Turner "What’s Love Got To Do With It", Romeo deve morire e The Transporter.    La creatività di Clarke è stata riconosciuta e premiata in tantissime occasioni: è stato il primo Jazzista dell'anno per Rolling Stone e più recentemente è stato premiato con il prestigioso "Miles Davis Award" al the Montreal Jazz Festival.    STEWART COPELAND ha passato 3 decenni della sua vita in prima linea nel mondo della musica contemporanea come rock star, acclamato compositore e regista e molto più che un semplice collaboratore nelle più disparate composizioni rock, world music, di opera, balletto e di musica da camera.    Secondo un sondaggio tra i lettori di Rolling Stones del 2010, è stato votato come il quinto migliore batterista di tutti i tempi.    Come fondatore e batterista dei Police, Copeland si è esibito in tutto il mondo, ha vinto 5 Grammy e ha venduto più di 50 milioni di album, insignito anche del titolo di Cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere dal governo francese.    La carriera di Copeland come compositore di musica per il cinema e la tv è cominciata con la colonna sonora del film Rusty il Selvaggio di Francis Ford Coppola che gli è valsa anche una nomination al Golden Globe per la migliore colonna sonora. Ha composta anche la musica per Wall Street di Oliver Stone e  the Oscar-nominated 4 giorni a settembre e Dead Like Me.    La sua autobiografia "Strange Things Happen. La mia vita con i Police, il polo e i pigmei" è stata pubblicata in Italia da Minimum Fax.    httpv://youtu.be/B2xJnvVN3zU  Formazione  Stanley Clarke – basso  Stewart Copeland – batteria  Alex Han – Sassofono alto - Ruslan Sirota – tastiere  Brady Cohan – chitarraBass virtuoso STANLEY CLARKE and drummer extraordinaire STEWART COPELAND are uniting this summer to bring a unique eclectic mix of Jazz Fusion, Classical music and Rock to the European festival circuit. Of course, the performance will also include a hit or two from each of their personal careers. Joining them is a group of young but tested musicians including Alex Han on sax, Ruslan Sirota on keyboards and Brady Cohan on guitar.    “I’m very excited about this tour,” says Clarke. “I feel that the wave of the future in live musical performances is unique and unusual pairings like Stewart and me. It’s going to be a positive experience for the audience as well as for us.”    Good friends, this will certainly not be the first time Clarke and Copeland have performed together. Both were key members of the group Animal Logic along with Deborah Holland. Animal Logic released two self-titled albums in 1987 and 1991, which have become fusion cult favorites.    STANLEY CLARKE, a 2011 and 2012 multi-Grammy Award winner, became the first bassist in history who could double on acoustic and electric bass with equal ferocity and the first bassist ever to headline tours, selling out shows worldwide. A veteran of over 40 albums, he won the 2011 Best Contemporary Jazz Album Grammy Award for his album The Stanley Clarke Band.    Clarke co-founded the seminal fusion group Return to Forever with Chick Corea and Lenny White. This year Return to Forever won a Grammy Award and Latin Grammy for Best Jazz Instrumental Album, Forever. He has collaborated with Quincy Jones, Stan Getz, Art Blakey,    Paul McCartney and Keith Richards to name a few. Clarke’s creativity has been recognized and rewarded in every way imaginable. He was Rolling Stone’s very first Jazzman of the Year, and bassist winner of Playboy’s Music Award for ten straight years. Most recently he was honored with the prestigious Miles Davis Award at the Montreal Jazz Festival for his body of work.    An accomplished film and TV composer of over 60 projects, his credits include Boyz N The Hood, the Tina Turner biopic What’s Love Got To Do With It, Romeo Must Die and The Transporter. He has garnered three Emmy Nominations and a BMI Award for his scoring.    STEWART COPELAND has spent three decades in the forefront of contemporary music as a rock star, acclaimed film composer and film maker, and a much sought after collaborator in the disparate worlds of Rock, World Music, Opera, Ballet and Chamber Music Composition. He is ranked by a Rolling Stone magazine reader poll in 2010 as the fifth greatest drummer of all time.    As the founder and drummer of The Police, Copeland has performed all over the world, won five Grammy Awards and sold more than 50 million records. He has been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame and Modern Drummer’s Hall of Fame in addition to being honored by the French government with the Chevalier of the Order of Arts and Letters.    Copeland‘s career as a composer of music for film and television was launched by his score for Francis Ford Coppola‘s Rumblefish, which earned him a Golden Globe nomination for Best Score. Additional film and television music credits include Oliver Stone‘s Wall Street, Desperate Housewives and the Oscar-nominated Four Days in September and the Emmy nominated Dead Like Me.    His autobiography, Strange Things Happen: A Life with The Police, Polo and Pygmies, was published by Harpers Collins in October 2009.    httpv://youtu.be/B2xJnvVN3zU  Line up  Stanley Clarke – bass  Stewart Copeland – drums  Alex Han – Sassofono alto  Ruslan Sirota – tastiere  Brady Cohan – chitarra
LOCATION:via Trapani
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SUMMARY:FAIRPORT CONVENTION
DESCRIPTION:[box]Attenzione: questo concerto è stato spostato al cine teatro Odeon di Via Corridoni, Catania[/box]    Arriva a Catania martedì 24 aprile al Cine-teatro Odeon di Catania la storica folk rock band inglese dei Fairport Convention, da tutti considerata la migliore formazione folk rock di tutti i tempi, un’occasione per riascoltare un lungo repertorio che dal 1967, anno di nascita della band, porta all’ultimo disco “Festival Bell” dello scorso anno.    La formazione: Simon Nicol voce principale, chitarra ritmica; Dave Pegg basso, cori e mandolino; Ric Sanders violino; Chris Leslie voce solista, violino, mandolino, bouzouki; Gerry Conway batteria e percussioni.    Il biglietto intero ha un costo di €. 16,50, quello ridotto (universitari - giovani fino a 25 anni - over 65) di €. 11,50.    I Fairport Convention sono stati il frutto più prezioso partorito dal frondoso albero del folk-rock inglese. Suonano il loro primo concerto davanti a una chiesa nel maggio del 1967. Si stabiliscono nei sobborghi a nord di Londra attorno al bassista Ashley “Tyger” Hutchings. I giovanotti si “riuniscono” per le prove in una casa chiamata Fairport, residenza della famiglia del chitarrista ritmico Simon Nicol. Dalla “Convention” in questo edificio nasce il nome di un gruppo che ha attraversato più di quattro decadi. Oltre a Hutchings e Nicol, ci sono anche il chitarrista Richard Thompson e Shaun Frater alla batteria.    Una formazione, questa iniziale, che suonerà solo un concerto. Un giovane batterista, Martin Lamble, era tra il pubblico in quella chiesa e convinse il gruppo che egli avrebbe saputo fare di meglio dietro i tamburi.    Era solo il primo dell’incredibile numero di cambi di formazione che caratterizzeranno i Fairport nei loro primi quindici anni. Ben presto la line-up cresce con l’ingresso della voce femminile di Judy Dyble, che li farà distinguere rispetto alle decine di altre band che allora spuntavano come funghi nel veloce movimento della cultura giovanile di quell’estate.    Per i Fairport non c’è carenza di lavoro e diventano ben presto ospiti fissi di locali underground come l’Electric Garden, il Middle Earth e l’Ufo. Suonano da solo pochi mesi quando catturano l’attenzione di Joe Boyd che li mette sotto contratto con la Island Records. Lo stesso Boyd consiglierà di accrescere il personale con un’altra voce maschile e così Iain Matthews si unisce alla truppa e il primo album, “Fairport Convention”, esce prima della fine dell’anno 1967.    In questo periodo iniziale, i Fairport guardano all’America per il materiale e l’ispirazione. «L’avere due voci ci affascinava - ricorda Matthews - e per via del nostro nome e della presenza scenica, molti credevano che fossimo americani, e non eravamo certo noi a darci da fare per dissipare questa credenza». Un atteggiamento che farà parlare di loro come dei “Jefferson Airplane inglesi”. All’uscita del secondo LP, “What We Did On Our Holidays”, il posto di Judy Dyble viene preso da Sandy Denny, una cantante folk che aveva già inciso sia come solista che con gli Strawbs. Il terzo album, “Unhalfbricking”, vede la presenza come ospite di Dave Swarbrick, un violinista folk di Birmingham.    Il disco, come il suo predecessore, mette insieme ottimo materiale originale con canzoni contemporanee di artisti come Joni Mitchell e Bob Dylan. Il DJ radiofonico John Peel diviene un devoto campione della musica dei Fairport e mette spesso i dischi del gruppo al suo seguitissimo programma. Lo stesso Peel ha anche registrato diverse session negli studi della BBC che usciranno più tardi sull’album “Heyday”.    Uscito Matthews, Dave Mattacks entra alla batteria. L’LP che ne esce, “Liege And Lief”, sarà un classico. Probabilmente il più bello dei Fairport Convention, quello che stabilisce definitivamente il folk-rock inglese come genere musicale distinto che può a sua volta influenzarne altri. “Liege And Lief” viene lanciato con un concerto tutto-esaurito alla Royal Festival Hall di Londra sul finire del 1969. Dave Swarbrick ha dato un grosso contributo al progetto e fa ora parte della band a tempo pieno. Nonostante il trionfo di “Liege And Lief”, il membro fondatore Ashley Hutchings se ne va per formare gli Steeleye Span. Ad aggravare i problemi, anche Sandy Denny abbandona il gruppo. Dave Pegg prende in mano il basso e da allora è nella band per un periodo ininterrotto di 34 anni.    Non è invece possibile rimpiazzare il talento di Sandy Denny e così il gruppo decide di continuare senza una voce femminile.  Simon Nicol lascia i Fairport al principio del 1972, seguito da Dave Mattacks (ma i due rientreranno più tardi). Restano così i due Dave, Pegg e Swarbrick, a tenere le redini della band. Gli anni che seguono verranno chiamati “Fairport Confusion” per via dell’incredibile sequenza di musicisti che vanno e vengono. Nel 1979 la band è priva di contratto discografico e l’udito di Dave Swarbrick va deteriorandosi rapidamente.    I Fairport decidono di porre fine al loro viaggio. Fanno un tour di addio e suonano un ultimo concerto all’aperto a Cropredy, il villaggio dell’Oxfordshire dove vivono Dave e Christine Pegg. Nessuna etichetta vuole pubblicare le registrazioni dal vivo della tournée e del concerto  e così i Pegg danno il via alla Woodworm Records e li pubblicano in proprio. Dopo un anno, i Fairport Convention tornano per un concerto re-union a Cropredy ed è così che nasce il famoso festival che, in pochi anni, crescerà rapidamente.    Agli inizi degli anni Novanta si costituisce anche un quartetto acustico, e le due versioni dei Fairport percorrono strade parallele. Nel 1998, Dave Mattacks se ne va negli Stati Uniti e Gerry Conway, il cui viaggio musicale degli ultimi trent’anni si era svolto in parallelo ai Fairport, prende il suo posto alla batteria e percussioni.    Il nuovo secolo trova i Fairport in ottima forma. Le sale sono piene e i dischi vendono bene. Nel 2004, i Fairport Convention sono ancora tra le band più richieste. La formazione vede insieme Simon Nicol (voce solista, chitarre elettriche e ritmiche), Dave Pegg (coro, basso, mandolino), Ric Sanders (violino), Chris Leslie (voce solista, violino, bouzouki, mandolino) e Gerry Conway (batteria e percussioni), ancora in grado di riempire le sale nei loro frequenti tour.    Nel 2007 viene pubblicato, in occasione del loro quarantesimo anniversario, il nuovo album di studio “Sense of Occasion” che, ancora una volta, vede in gran forma il quintetto ormai rodato da anni passati insieme a suonare in tutto il mondo. Il DVD “Fairport @ Forty”, del 2008, celebra il quarantesimo anniversario del gruppo con la regia di Mike Rowbottom.    Il 14 aprile 2011, i Fairport Convention hanno pubblicato per l’etichetta di casa Matty Grooves “Festival Bell”, nuovo album di studio dopo “Sense of Occasion” del 2007. Il disco contiene tredici brani più la rivisitazione di “Rising for the Moon” di Sandy Denny. Ce lo presentano così gli stessi musicisti che abbiamo avuto modo di apprezzare nei tanti concerti italiani: «Con canzoni scritte da Ralph McTell, Richard Shindell, Chris While, Sandy Denny, Red Shoes e dai nostri Chris Leslie, Dave Pegg e Ric Sanders, crediamo di aver prodotto un disco in cui ci sia davvero qualcosa per  tutti». Sia in copertina che nel booklet campeggia la fotografia della Festival Bell, la campana che risuona nella chiesa di St Mary’s Church di Cropredy col nome della band, in parte finanziata dai contributi dei partecipanti alla convention dei Fairport che si tiene annualmente ad agosto nella stessa cittadina inglese.  Formazione  Simon Nicol - voce principale, chitarra ritmica  Dave Pegg basso - cori e mandolino  Ric Sanders - violino  Chris Leslie - voce solista, violino, mandolino, bouzouki  Gerry Conway - batteria e percussioni.  Video  httpv://youtu.be/n2xODjbfYw8
LOCATION:via Filippo Corridoni
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SUMMARY:Gianmaria Testa "Vitamia" tour
DESCRIPTION:Il cantautore piemontese presenta l’ottavo disco “Vitamia”, affresco sentimentale e umano per una riflessione personale lunga 50 anni    Ultimo appuntamento per il cartellone “Jazz e dintorni – Catania Jazz al Ma” organizzato al Ma – Musica Arte di Catania dall’associazione Catania Jazz: mercoledì 18 aprile arriva il cantautore piemontese Gianmaria Testa che presenterà il nuovo disco “Vitamia” uscito alla fine del 2011.    Con Gianmaria Testa, voce e chitarre, suoneranno Giancarlo Bianchetti alle chitarre, Nicola Negrini al contrabbasso e basso elettrico, Philippe Garcia alla batteria. Per i non abbonati a Catania Jazz 2011-12 l’ingresso è 22 euro, per gli abbonati è di 16,50 euro.    Circondato da grandi musicisti, gli stessi che hanno costituito il nucleo forte e compatto delle registrazioni in studio, Gianmaria Testa presenta in versione live il suo nuovo, intenso, inaspettato lavoro discografico, “Vitamia”, 11 tracce che rappresentano una riflessione personale e sociale lunga 50 anni, 18 mila giorni (come recita il titolo di una delle canzoni guida dell’album), un affresco sentimentale e umano che come la vita porta con sé diverse sfumature e diversi colori musicali.    Se le tematiche del nuovo disco sono assolutamente in linea con la poetica di Gianmaria (l’amore, una riflessione sulla società contemporanea, la nostalgia, lo stupore, un abbandono infantile…), decisamente nuove saranno le sonorità che si potranno ascoltare dal palco e che virano decisamente e con vigore sul versante elettrico grazie alla presenza di un chitarrista di prim’ordine (Giancarlo Bianchetti) a suo agio sia con la chitarra elettrica che con la chitarra classica, di un contrabbassista (Nicola Negrini) che non teme di imbracciare un basso Fender degli Anni 70 e di un batterista (il francese Philippe Garcia) che ha nel suo curriculum il grande jazz internazionale, ma anche la presenza sulla scena musicale dub più nuova. La voce di Gianmaria, sempre più grave, intrigante, aspra e vellutata a un tempo fa, da Virgilio in questa nuova avventura musicale.    Gianmaria Testa racconta il disco. «Una volta un amico mi ha detto - prova a contare la vita in giorni invece che in anni, vedrai come cambia la prospettiva -. Aveva ragione, tutto si accorcia e si rimpicciolisce. Il giorno è una dimensione minima e quasi misurabile in respiri. Gli anni al confronto sono un tempo metafisico, anche se pure loro adesso mi passano alla velocità della luce. Così questo disco doveva chiamarsi 18000 giorni perché quella era l’età che avevo quando ho cominciato a pensarci.    Poi i giorni sono diventati 19000 e più, il materiale non era pronto e ho rinunciato a quel titolo. Si chiama “Vitamia”, tutto attaccato per un po’ di ragioni fra le quali il fatto che non c’è nessuna pretesa riassuntiva, nessun bilancio in corso d’opera. Ci sono degli appunti sul passato, sul presente e perfino una sommessa e laica invocazione per il futuro, quella sì intitolata “18 mila giorni” e dedicata a Erri De Luca per fraterna amicizia e perché lui insieme ad altri ha provato a un certo punto a immaginare un futuro diverso. La gestazione quindi è stata lunga e questo non è naturalmente garanzia di buona riuscita, però ha permesso una specie di sedimentazione consapevole e soprattutto condivisa. Perché se è vero che un disco è sempre un’avventura collettiva non necessariamente diventa qualcosa di condiviso.    In questo caso invece sia nel lavoro di pre-produzione con Paola Farinetti e Claudio Dadone, sia poi nelle prove e durante la registrazione, ogni singolo musicista ha dato un apporto creativo importante e molto superiore al semplice suonare. Sette delle undici canzoni di “Vitamia” sono state scritte per lo spettacolo teatrale “18 mila giorni - il pitone” nel quale Giuseppe Battiston e io stesso abbiamo portato in scena un monologo di Andrea Bajani sul tema del lavoro. Anche a loro, Giuseppe e Andrea, così come al regista Alfonso Santagata questo disco è in qualche misura debitore. Al libro di Bajani “Cordiali saluti” è poi ispirata l’omonima canzone presente nel cd. Sono passati 5 anni dall’ultimo mio disco di inediti “Da questa parte del mare”, un tempo lungo mi dicono quelli che si intendono di scadenze.    Io rimango persuaso che un disco si fa quando si pensa di avere qualcosa da raccontare, soprattutto a se stessi. In questi anni complicati mi è stato difficile anche scrivere sommerso com’ero da un’unica assordante domanda: perché?».  Formazione  Gianmaria Testa - voce e chitarre  Giancarlo Bianchetti - chitarre  Nicola Negrini - contrabbasso e basso elettrico  Philippe Garcia - batteria  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=2ONYgYV5woY&amp;feature=share
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SUMMARY:Voicelink & Assurd
DESCRIPTION:Presentazione  Distribuito anche in Italia l'album Voicelink - A prima vista sembra un nuovo duo Musica nuda, ma l'incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge aspira ad essere qualcosa di diverso. Il concetto di fondo, però, è lo stesso: due soli musicisti (una voce femminile e uno strumento acustico, in questo caso il clarinetto basso) e la musica privata dei suoi orpelli, denudata e restituita con il fascino della sua minimalità. Dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina, lunedì 11 aprile verrà pubblicato anche in Italia l'album d'esordio del duo Colosimo-Prins Jorge, dal titolo Voicelink: una serie di coveri di brani celebri più un brano originale, interpretati appunto per voce e clarinetto basso, in uscita nel Belpaese con distribuzione Egea, per l'etichetta Storie di Note.    Raul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese. In Italia ha suonato con Il Parto delle Nuvole Pesanti, in tour nel 2003, in un grande concerto per la pace a Baghdad e con Claudio Lolli nel remake del celebre album Ho visto anche degli zingari felici. In Francia ha collaborato con Eric Truffaz, e dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge, cantante franco-angolana, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto, ha dato vita a questo progetto jazzy assolutamente singolare, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili, sostenuta nella più giocosa improvvisazione, dal groove avvolgente del clarinetto basso, con uno spirito leggero che sfida la gravità, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica.    Per questo Raul Colosimo è diventato testimonial, al fianco del celebre maestro del funk Marcus Miller, della Selmer, grande casa di produzione parigina del clarinetto, che ha deciso di sostenere con forza questo progetto musicale quasi unico.  Assurd  Una fusione di potenzialità musicali, finalizzate a condurre in svariati luoghi le colorate armonie e il significato simbolico di valori emozionali e culturali. Ognuna di queste donne porta con sé una nota distintiva, non parliamo solo di una diversità di accenti o di parole prettamente autoctone ma della loro attitudine ad infondere la singolare personalità canora e sonora nelle composizioni, a mò di serenate ma, a volte, anche di denuncia sociale.    Un viaggio nel colore locale di ognuna di loro che si realizza passando dai ritmi tipici e passionali della tarantella partenopea, toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre, tamburelli e organetto…  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=12A90oR_ApY&amp;feature=share  Galleria  [gallery link="file" columns="4"]  Sito  www.voicelink.fr
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SUMMARY:Voicelink & Assurd
DESCRIPTION:Presentazione  Distribuito anche in Italia l'album Voicelink - A prima vista sembra un nuovo duo Musica nuda, ma l'incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge aspira ad essere qualcosa di diverso. Il concetto di fondo, però, è lo stesso: due soli musicisti (una voce femminile e uno strumento acustico, in questo caso il clarinetto basso) e la musica privata dei suoi orpelli, denudata e restituita con il fascino della sua minimalità. Dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina, lunedì 11 aprile verrà pubblicato anche in Italia l'album d'esordio del duo Colosimo-Prins Jorge, dal titolo Voicelink: una serie di coveri di brani celebri più un brano originale, interpretati appunto per voce e clarinetto basso, in uscita nel Belpaese con distribuzione Egea, per l'etichetta Storie di Note.    Raul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese. In Italia ha suonato con Il Parto delle Nuvole Pesanti, in tour nel 2003, in un grande concerto per la pace a Baghdad e con Claudio Lolli nel remake del celebre album Ho visto anche degli zingari felici. In Francia ha collaborato con Eric Truffaz, e dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge, cantante franco-angolana, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto, ha dato vita a questo progetto jazzy assolutamente singolare, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili, sostenuta nella più giocosa improvvisazione, dal groove avvolgente del clarinetto basso, con uno spirito leggero che sfida la gravità, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica.    Per questo Raul Colosimo è diventato testimonial, al fianco del celebre maestro del funk Marcus Miller, della Selmer, grande casa di produzione parigina del clarinetto, che ha deciso di sostenere con forza questo progetto musicale quasi unico.  Assurd  Una fusione di potenzialità musicali, finalizzate a condurre in svariati luoghi le colorate armonie e il significato simbolico di valori emozionali e culturali. Ognuna di queste donne porta con sé una nota distintiva, non parliamo solo di una diversità di accenti o di parole prettamente autoctone ma della loro attitudine ad infondere la singolare personalità canora e sonora nelle composizioni, a mò di serenate ma, a volte, anche di denuncia sociale.    Un viaggio nel colore locale di ognuna di loro che si realizza passando dai ritmi tipici e passionali della tarantella partenopea,  toccando le sonorità impetuose della pizzica salentina e del calore del Sudamerica, arricchito dall’uso di strumenti originari come tammorre, tamburelli e organetto…  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=12A90oR_ApY&amp;feature=share  Galleria  [gallery link="file" columns="4"]  Sito  www.voicelink.fr
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SUMMARY:LARS DANIELSSON NEW QUARTET
DESCRIPTION:[box]Attenzione: questo concerto è stato spostato al cine teatro Odeon di Via Corridoni, Catania[/box]  Presentazione  Le coincidenze fortunate spesso portano con sé risultati straordinari.    Nessuno avrebbe potuto prevedere che Lars Danielsson e il pianista armeno Tigran si sarebbero uniti per formare il nuovo straordinario duo della scena jazz europea quando per la prima volta hanno suonato insieme, solo una settimana prima della prevista registrazione di Liberetto. Tuttavia, è stato chiaro fin dalla prima nota che si erano incontrate due anime musicali gemelle, e malgrado si fossero trovate per caso il risultato del loro incontro non poteva essere più intenso.    Lars Danielsson dice: “Tigran vede la mia musica esattamente come la vedo io e compone musica proprio come io farei. Per esempio la sua versione di Svensk Låt’ suona più svedese della mia. È stato semplicemente fantastico registrare questo album con lui.”    Al pari della sua unione con Leszek Możdżer, con il quale Danielsson ha avuto una collaborazione eccellente nei precedenti album Tarantella e Pasodoble, adesso Tigran si unisce a lui per creare un dialogo musicale di altissimo livello. Se si considera la carriera di questo pianista di soli 24 anni, sembra logico che questa collaborazione sia tanto promettente. Tigran, che vive fra New York e la Francia, non è nativo del jazz ma ha ricevuto un’educazione classica, proprio come Danielsson. Tigran ha poi scoperto molto presto il suo interesse per il rock e il jazz ed è diventato un esploratore del suono molto attendo ai dettagli, con un orecchio particolare per le melodie accattivanti e aperto a diversi generi. Nel suo metodo di composizione parte sempre dall’improvvisazione e una volta che il pezzo è pronto si concentra sulle strutture fisse, altro elemento che condivide con Danielsson. Sia la sua tecnica che la sua espressività sono così sbalorditive da fargli meritare i premi Thelonious Monk e Martin Solal quando era ancora un teenager.    &nbsp;    In Liberetto Lars Danielsson rimane fedele al suo linguaggio musicale e al suo stile, con melodie spesso malinconiche e unicamente frammentate, la ricerca di nuovi spazi musicali e un senso inerente di lirismo. Tuttavia, qui si spinge un passo oltre: Liberetto è più intenso e interattivo dei precedenti album di Danielsson, tendendo leggermente verso il jazz da camera, cosa che ha molto a che vedere con i musicisti con i quali ha registrato l’album. Il desiderio di lunga data di Danielsson di lavorare con l’ex batterista dell’Esbjorn Svensson Trio, Magnus Öström, è finalmente diventato realtà. Öström ha anche allargato lo spettro musicale e secondo Danielsson è stata la scelta migliore perché è stata una fonte di ispirazione apportando diverse nuove e interessanti idee al progetto. Non a caso la sua musica spesso presenta elementi comuni con l’ E.S.T., come chiaramente dimostrato in Svensk Låt, che è stato sorprendentemente composto da Tigran. In questo brano Öström riaccende l’energia del trio di maggior successo degli ultimi vent’anni.    Il chitarrista inglese John Parricelli, con il suo stile pungente straordinario, è una vecchia conoscenza da Tarantella; e Arve Henriksen, che ha largamente dimostrato la sua reputazione tra i grandi trombettisti lirici scandinavi, compare come musicisti ospite.    Con questa formazione Danielsson dipinge delle immagini bellissime ed emozionanti con una tavolozza completamente nuova. Alcuni pezzi sono arricchiti dalla musica popolare armena (Hov arek sarer djan), talvolta estaticamente allegri (Party On The Planet) e altre volte misteriosamente eterei (Hymnen). Proprio ciò che aveva in mente quando ha inventato il titolo del nuovo progetto Liberetto. “Questo neologismo descrive lo stato d’animo con il quale voglio creare la mia musica” dice. “Questa parola è legata ai miei precedenti album, sia da un punto di vista linguistico sia attraverso la sua inferenza con la terminologia della musica classica. E questo mette in risalto la libertà che voglio costantemente esprimere con la mia musica e lo rende un libro aperto.” Con coautori dell’altezza di Tigran, Öström e Parricelli, la fortunata coincidenza che ha portato all’inizio di questa storia conduce effettivamente a un finale molto felice.  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=83QPMamEfzI  Formazione  Lars Danielsson - basso, violoncello, effetti  Tigran Hamasyan - pianoforte  John Parricelli - chitarra  Magnus Ostrom - percussioni
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SUMMARY:DUSTIN O’HALLORAN & ADAM WILTZIE “ A Winged Victory For The Sullen”
DESCRIPTION:Arriva a Catania "A Winged Victory For The Sullen", nuovo progetto condiviso tra Dustin O’Halloran, noto ai più per la colonna sonora di “Marie Antoinette” di Sofia Coppola e come membro fondatore dei Devics, e Adam Wiltzie, già negli Stars Of The Lid e produttore di band come i Flaming Lips e Mercury Rev.    I due musicisti americani – O’Halloran al piano e tastiere e Wiltzie alla chitarra ed elettronica -, accompagnati da un trio d’archi del newyorkese Acme Ensemble (Gyda Valtysdottir violoncello, Daniela Strassfgogel viola, Margaret Hermant violino), suoneranno lunedì 19 marzo al Ma – Musica Arte di Catania, fuori programma della XXIX stagione di concerti di Catania Jazz.    Le storie personali di Dustin O'Halloran ci danno qualche indizio per gli arazzi della sua musica: pianista autodidatta dall'età di 7 anni, ha vissuto a Los Angeles (dove ha studiato arte al Santa Monica College e ha formato i tanti adorati Devics con Sara Lov), in Italia (in un fondo rurale in Emilia Romagna) e a Berlino. La sua musica struggente è un elegante esercizio in quanto a grazia e sfumature in quanto è un’espressione personale pura e intuitiva e qui troviamo qualche spiegazione alla tranquilla e irrefrenabile ascesa alla notorietà di Dustin.    Dopo aver ottenuto nel 2006 un importante riconoscimento per la colonna sonora del film di Sofia Coppola “Marie Antoinette” (che si colloca perfettamente a fianco della colonna sonora di “An Affair American” di William Olsen del 2010 e “Lake Crazy” di Drake Doremus vincitore del Sundance Festival nel 2011, Dustin è rapidamente diventato uno dei nomi più riconoscibili nell’ampio campo "post-classico". Ispirato, tra gli altri, da Arvo Part, Philip Glass, Hans Otte, John Luther Adams, Olivier Messiaen, Ennio Morricone, Gavin Bryars, il background rock di Dustin - in primo luogo con il “dream-pop” dei Devics - ha fornito un sofisticato approccio alla composizione di pezzi classici moderni.    L’album “Lumiere” del febbraio dello scorso anno ha rappresentato per O'Halloran una fusione di tutto ciò che la sua musica ha espresso finora, un passo avanti senza precedenti in termini di tavolozza timbrica e armonia. A settembre del 2011 è poi uscito “A Winged Victory For The Sullen”, che ha consolidato la collaborazione con Adam Wiltzie. Il disco è un tripudo di delay, loop e riverberi. Il duo ha accettato di abbandonare i confortevoli studi di registrazione domestici per sviluppare le registrazioni con l'aiuto di spazi acustici di grandi dimensioni, mettendo in campo una selezione pianoforti a coda che hanno avuto la capacità di fornire sonorità molto sofisticate.    Altra strumentazione tradizionale che è stata utilizzata è il quartetto d'archi, il corno e il fagotto, ma sempre dominati da melodie di chitarra. Le registrazioni iniziarono con una sessione a tarda notte nella chiesa di Grunewald a Berlino su un pianoforte Bösendorfer Imperial del 1950 mentre gli archi sono stati aggiunti nel centro storico di Berlino Est, negli studi radiofonici della ex Ddr lungo il fiume Sprea. Un ultima sessione è stata registrata su un pianoforte Fazioli in uno studio privato del Nord d'Italia, prima che i mix finali abbiano avuto luogo in una villa del 17 ° secolo vicino a Ferrara con l'assistenza di Francesco Donadello, ex batterista dei Giardini di Mirò e oggi affermato tecnico audio.    Tutti i brani sono stati quindi elaborati in analogico direttamente su nastro magnetico. Il risultato finale sono sette paesaggi di reiterazione armonica. In “Requiem For The Static King Part One” - creato in memoria della prematura scomparsa di Mark Linkous - hanno preso la vecchia idea di un quartetto d'archi e poi sparato fuori il brano come da un cannone per rivelare squisiti nuovi livelli di beatitudine sonora. Dei 13 minuti di “Symphony Pathétique”, Wiltzie dice “dopo quasi 20 anni di lotta per creare interessanti temi di musica ambient, mi sento come se avessi finalmente capito che cosa sto facendo”. Musicisti ospiti degni di nota includono il violoncellista islandese Hildur Gudnadottir, così come Peter Broderick al violino.    O’Halloran e Wiltzie si sono conosciuti il 24 maggio 2007 a Bologna, quando Wiltzie era in tour con gli Sparklehorse, per l’ultimo tour europeo della band di Mark Linkous. Quella sera Adam invitò l’amico e collega italiano Francesco Donadello a vedere il concerto, e ospite di Francesco quella sera è stato Dustin O'Halloran. Dalle chiacchiere di backstage al comune amore per la gastronomia italiana, è nata una curiosa amicizia che ora ha fruttato queste composizioni molto interessanti.    O’Halloran ha recentemente completato una nuova partitura per il film di Ol Parker “Now Is Good”, film che uscirà il 25 maggio nel Regno Unito e più in là nel resto del mondo. Il film è interpretato da Dakota Fanning, Jeremy Irvine, Paddy Considine, e Olivia Williams.  Formazione  Dustin O’Halloran - piano e tastiere  Adam Wiltzie - chitarra ed elettronica  Gyda Valtysdottir - violoncello  Daniela Strassfgogel - viola  Margaret Hermant - violino  Sito ufficiale  www.dustinohalloran.com  Video  httpv://youtu.be/oQpzjevcwN0
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SUMMARY:BUSTER WILLIAMS "SOMETHING MORE" QUARTET
DESCRIPTION:Presentazione  Martedì 13 marzo ancora grande jazz alle Ciminiere di Catania per la XXIX stagione di concerti di Catania Jazz. Arriva in Sicilia, infatti, il quartetto “Something more” di Buster Williams dove il contrabbassista è affiancato dal sassofonista Mark Gross, dalla pianista Patrice Rushen e dalla batterista Michael Baker. Per i non abbonati al cartellone di Catania Jazz l’ingresso è 16,50 euro, ridotto (universitari, under 25 e over 65) 11,50 euro.    Nato nel New Jersey nel 1942, Buster Williams è un artista la cui tecnica e le cui frequentazioni musicali non conoscono limiti. Ha suonato, registrato e collaborato con giganti del jazz come Art Blakey, Betty Carter, Carmen McRae, Chet Baker, Chick Corea, Dexter Gordon, Jimmy Heath, Branford Marsalis, Wynton Marsalis, Gene Ammons, Sonny Stitt, Herbie Hancock, Larry Coryell, Lee Konitz, McCoy Tyner, Illinois Jacquet, Nancy Wilson, Elvin Jones, Miles Davis, il Jazz Crociati, Ron Carter, Woody Shaw, Sarah Vaughan, Benny Golson, Mary Lou Williams, Hank Jones, Lee Morgan, Jimmy Rowles, Hampton Hawes, Cedar Walton, Bobby Hutcherson, Billy Taylor, Sonny Rollins, Count Basie, Errol Garner, Kenny Barron, Charlie Rouse, Dakota Staton, Kenny Dorham, Freddie Hubbard,Mary Lou Williams.    La sua tecnica irreprensibile (è anche contrabbassista di una formazione sinfonica) gli conferisce delle qualità di rigore e di controllo sonoro che ne fanno un turnista tra i più ricercati in assoluto. Williams è un musicista dal talento trasversale refrattario alle catalogazioni, da sempre instancabile sperimentatore capace di spaziare al meglio nel jazz moderno. Seppur dotato di un notevole bagaglio tecnico e di una formazione sinfonica, le dita di Williams non si abbandonano mai a facili virtuosismi ma ricercano sempre la massima espressività. Caratteristica del fraseggio di Buster Williams è l'uso del glissato che contribuisce a pennellare le frasi pronunciate con inconfondibile personalità e arricchirle di robuste venature free. Sul palco il generoso Williams lascia spazio ai suoi compagni, musicisti eccezionali in grado di sfruttare appieno la struttura ritmica liberandosi in intensi assoli.    Oltre alle collaborazioni con i maggiori nomi del jazz, Buster ha scritto e registrato colonne sonore di film tra cui “Les Choix des Armes”, “McKenna's Gold” con Gregory Peck, “Twin Peaks - Fire Walk With Me" di David Lynch, e "Clockers" di Spike Lee. Ha presenziato come ospite con Errol Garner nel famosissimo "Tonight Show" presentato da Johnny Carson e successivamente da Jay Leno, dove ha eseguito cinque sue composizioni originali accompagnato dalla Branford Marsalis Tonight Show Band. Ha partecipato anche ad altri show tra cui: Sesame Street con Joe Williams, A &amp; E con Bill Cosby, Joan Rivers Show con Bill Cosby, Andy Williams Show con Nancy Wilson, Joey Bishop Show. Ha partecipato ai Grammy Awards con Herbie Hancock, Tony Williams e Bobby McFerrin. Nel tour europeo sarà accompagnato da un trio di musicisti di eccellente valore: Mark Gross ai sassofoni (già vincitore di un Grammy Award), Eric Reed al pianoforte e Mcclenty Hunter Jr. alla batteria.    Vincitore di un Grammy Award, Mark Gross spinge costantemente la musica in avanti, pur rimanendo fedele agli elementi del suono classico.    Ha suonato in oltre 40 registrazioni jazz di rilievo, tra cui i progetti vincitori dei Grammy Awards della Dave Holland Big Band - "What Goes Around" su ECM Records, e "Overtime" per la Dare 2 Records. Mark ha registrato 2 dischi con il proprio nome fino ad oggi: 'Predicate Daddy' su King Records e "Ridde della Sfinge" a J Curve Records. Ha collaborato, inoltre, con: Nat Adderley, Mulgrew Miller, Nicholas Payton, Wynton Marsalis, Dizzy Gillespie, Nancy Wilson, Jimmy Heath, Dizzy Gillespie Alumni Big Band, Village Vanguard Jazz Orchestra, Tom Harrell Big Band, Duke Ellington Orchestra, Frank Foster and the Loud Minority, Charles Mingus Big Band, Freddie Hubbard, Donald Harrison, Mark Whitfield, Joe Dukes, Captain Jack McDuff, Joe Chambers, Neal Smith, Cyrus Chestnut, Regina Carter, Lionel Hampton, Stephon Harris, Walter Booker, Jimmy Cobb, Don Braden, Vincent Gardner, Lenora 'Zenzalai' Helm, Marlon Saunders, tra gli altri.    Patrice Rushen è considerata una delle più importanti pianiste jazz del mondo. Rushen ha registrato e suonato con  artisti del calibro di Stevie Wonder, Herbie Hancock, Prince, Wayne Shorter, Quincy Jones, George Benson, Michael Jackson, Carlos Santana, Dianne Reeves, Lionel Hampton, Boys II Men, Al Jarreau, Jean Luc Ponty, Tom Jones, Nancy Wilson, Sheena Easton. Ha suonato in alcuni dei più prestigiosi festival jazz ed eventi. Rushen si è esibita con Orchestre Philharmoniche e ha anche scritto una sinfonia che è stata premiata. E’ stata compositrice per la Detroit Symphony Orchestra per le statagioni concertistiche del 2000 e del 2001. Ha realizzato 14 album da solista; due dischi li ha realizzati con The Meeting, una super band che comprende Rushen, Ndugu Chancler e Ernie Watts. Nell’aprile 2008, Rushen ha accettato una cattedra presso il prestigioso Berklee College of Music di Boston.  Sito ufficiale  www.busterwilliams.com  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=W0_Nz1wgAy4  Formazione  Buster Williams – contrabbasso  Mark Gross – sax alto &amp; soprano  Patrice Rushen – piano  Michael Baker – batteria
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SUMMARY:MARIA JOAO - MARIO LAGINHA
DESCRIPTION:Presentazione  il duo portoghese composto dalla cantante Maria João e dal pianista Mário Laginha, in scena domanica 4 marzo alle Ciminiere di Catania per la XXIX stagione concertistica di Catania Jazz. Il giorno dopo i due musicisti suoneranno al Teatro Dante di Palermo.    Maria João è conosciuta per la sua notevole capacità di improvvisazione e l’attitudine all’evoluzione, nodo centrale del suo fare artistico. Pochi interpreti hanno esplorato, come lei, tante forme espressive, imprimendo nella propria vicenda artistica svolte e cambiamenti così consistenti. Nata a Lisbona nel 1956 da padre portoghese e madre mozambicana, la sua musica è il prodotto del suo gusto per il jazz e delle sue radici multietniche, completati da una grande perizia tecnica e performativa e dalle sue note capacità d’improvvisazione.    Ha iniziato ad accostarsi seriamente alla musica quando l’Hot Club di Lisbona aprì le iscrizione per la scuola di jazz. Pur non avendo solide basi musicali, seppe improvvisare un pezzo in modo così magistrale che fu presa senza riserve.    Agli anni in quella scuola deve la sua formazione artistica e la disposizione all’ascolto, oltre alla nascita del suo primo gruppo, con cui rivisitava classici americani, e la pubblicazione del suo debut album. Durante un tour in Germania nel 1986 conosce la pianista Aki Takase che la invita a collaborare con lei: l’incontro con il free jazz della giapponese rappresentò per Maria Joao una svolta artistica orientata ora verso uno stile e un repertorio sempre più originali.    Insieme, la Takase e João si esibirono in tutta Europa e pubblicarono due album live, “Looking for love” registrato nel 1987 al festival jazz di Leverkusen, e “Alice”, registrato nel 1990 al Festival di Norimberga.    Con la nascita del figlio nel 1991, Maria João torna in Portogallo e dà vita a un progetto con la band portoghese Cal Viva, di cui faceva parte, fra gli altri, Mário Laginha. Frutto di questo incontro, l’album “Sol” fondeva in sonorità assolutamente originali, la musica tradizionale portoghese e il jazz. Nel 1994 con la pubblicazione del disco “Danças” inizia una nuova fase della carriera di Maria João, segnata dalla collaborazione, tutt’ora attiva, con Mario Laginha (nato a Lisbona nel 1960), uno dei compositori e pianisti più noti e creativi della scena jazz portoghese: un sodalizio fecondo che darà vita in seguito ad altri sette dischi e a un’intensa attività concertistica.    Ma anche altre esperienze costellano nel frattempo il percorso artistico di Maria Joao: nel 2001 la troviamo sui palchi di mezzo mondo con l’indimenticabile Joe Zawinul; nel 2003 è invece con il quartetto austriaco dei Saxofour (con il quale ha registrato due album), e l’anno dopo con Gilberto Gil nello spettacolo “Gil e os quatro cantos”.    Quasi una premessa alla registrazione di “João”, disco del 2007 interamente dedicato alla musica brasiliana (con riletture di autori come Baden Powell, Chico Buarque, Caetano Veloso e Marisa Monte), prima del ritorno al jazz con l’Album “Chocolate” del 2008. Laginha ha suonato anche nel disco “Follow the songlines” che la João ha realizzato nel 2010 col jazzista belga David Linx. Lo scorso anno la João ha realizzato con la lusitana Orquestra Jazz de Matosinhos “Amoras e Framboesas”, nove canzoni tratte dal canzoniere popolare brasiliano, due standard di jazz americano e due brani scritti con Mário Laginha.  Sito ufficiale  www.mariajoao.org  Video  httpv://youtu.be/4xS1HMruRgY  Formazione  Maria Joao - Voce  Mario Laginha - piano
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SUMMARY:Anthony Strong Trio
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SUMMARY:BALANESCU QUARTET
DESCRIPTION:Presentazione  Il Balanescu Quartet è il quartetto d’archi fondato nel 1987 da Alexandre Bălănescu, internazionalmente riconosciuto come uno tra i più originali compositori e violinisti oggi in attività.  Bălănescu, compositore e interprete visionario e geniale, ha portato la  formula del quartetto d’archi (immutata da oltre 200 anni) oltre i  confini musicali classici, verso la libera improvvisazione e la musica  popolare. L’ensemble è oggi amato in tutto il mondo per il proprio stile  originale a tinte differenti per sonorità e suoni dissonanti,  accompagnati da improvvisi cambiamenti di ritmi.    Nella  perenne ricerca di territori musicali inesplorati, con l’intento di  avvicinare la musica classica contemporanea al mondo moderno e renderla  così accessibile al grande pubblico, il Balanescu Quartet si è proposto,  nel corso della propria carriera, con un’apertura e uno stile vicini  alla sensibilità rock e con l’audace eclettismo di chi rivisita e  riarrangia brani di tanti altri noti artisti, distanti dagli standard  classici: dai Depeche Mode alla Yellow Magic Orchestra di Ryuichi Sakamoto e ai Kraftwerk.    Hanno collaborato e suonato assieme ad autori e musicisti molto eterogenei tra i quali David Byrne, Philip Glass, Gavin Bryars, Michael Nyman, John Lurie,Spiritualized e To Rococo Rot.  Sito ufficiale  www.balanescu.com  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=QH_VKWStK98  Formazione  Alexander Balanescu - Violino  James Shenton - Violino  Kathryn Wilkinson - Viola  Nicholas Holland - Cello
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SUMMARY:Raiz e Fausto Mesolella in "WOPS - viaggio senza passaporto"
DESCRIPTION:Presentazione  WOPS è il viaggio musicale di due musicisti eclettici come Raiz (ex Almamegretta) e Fausto Mesolella (Avion Travel), che da soli sul palco con voce e chitarra propongono un repertorio di canzoni che amano da sempre.    Dai Rolling Stones ai Bee Gees, da Mario Merola a Battisti agli Who passando per Marley e Patty Pravo, i due si divertono e fanno divertire il pubblico con un passatempo d’autore che lascia il segno. Entrambi interpreti del film Passione di John Turturro, dal vivo ripropongono alcuni dei classici della canzone napoletana presenti nel film e riarrangiati per l'occasione.
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SUMMARY:TEREZ MONTCALM BAND
DESCRIPTION:Presentazione  Voce unica e graffiante, inconfondibile. La cantante e chitarrista  canadese Terez Montcalm è conosciuta al pubblico internazionale come la  "Janis Joplin del jazz". Grande presenza scenica, eclettismo musicale,  che le permette di esibirsi al basso, così come alla chitarra, Terez fa  della sua performance un momento da condividere; grinta pura.  Formazione  Terez Montcalm - voce, chitarra  Pierre de Bethman - piano  Christophe Walemme - Contrabbasso  Jean Sebastien Williams- chitarra  Stéphane Huchard - Batteria  Video  httpv://youtu.be/M_2VUIlTEW8  Sito ufficiale  www.vegamusique.com/terez_montcalm/mediapak  www.myspace.com/montcalmterez  Galleria  [gallery link="file" columns="4"]
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SUMMARY:SWINGLE SINGERS
DESCRIPTION:Presentazione  In arrivo dalla Gran Bretagna, un gruppo formidabile, un  ottetto dalla tecnica vocale impeccabile, noto in tutto il mondo per la  straordinaria armonia e fusione dei timbri musicali e il vastissimo  repertorio che spazia da Bach al jazz, dai madrigalisti francesi a Duke  Ellington, da Mozart a Gershwin.    ”Cantare una musica eseguendola come se fosse suonata”: questo è, in breve, il motto degli Swingle Singers,  gruppo musicale nato in Francia agli inizi degli anni ’60 che nel 2008  ha festeggiato i 45 anni di attività, attualmente formato da otto  cantanti inglesi, specializzato nell’interpretazione a cappella di brani  di vari generi musicali. In Italia il brano più noto del gruppo, che ha  cambiato spesso il proprio organico, pur comprendendo sempre due  contralti, due soprani, due bassi e due tenori, è sicuramente l’  interpretazione dell’"Aria sulla quarta corda" di Johann Sebastian Bach,  scelta per la sigla del programma televisivo Superquark.    Il complesso, fondato da Ward Swingle a Parigi, sin dagli esordi  riscosse immediatamente l’approvazione del pubblico e della critica,  vincendo 2 Grammy awards e “The All Music” award, esibendosi anche alla  Casa Bianca. Nella loro lunga carriera gli Swingle Singers hanno  organizzato oltre tremila concerti (in Francia, Gran Bretagna, Stati  Uniti, Olanda, Germania, Italia, Argentina, Giappone, Singapore, Taiwan,  Portogallo) e prodotto più di quaranta album. Sebbene Ward Swingle si  sia trasferito in America per attività didattiche, il complesso continua  ad avvalersi della sua consulenza artistica, proseguendo sempre con  maggior successo il suo cammino, che si applica nei centri di produzione  classica come in quelli di jazz, del pop, musica contemporanea, oltre  che nell´ormai tradizionale concerto speciale della notte di Natale al  Canadian Brass di Toronto.    Gli Swingle, tra le altre cose, hanno registrato la “Sinfonia” di  Luciano Berio, eseguita successivamente anche con la New York  Philarmonic e in prima assoluta l’Opera “Mazepegul” di Azio Corghi. In  Italia hanno eseguito concerti nei più importanti teatri segnando tappe  quali il concerto inaugurale del nuovo Auditorium “Parco della musica”  di Renzo Piano (2002), e l’esecuzione della Sinfonia di Berio con  l’Orchestra del maggio Musicale Fiorentino diretta dal Maestro Zubin  Mehta nel 2005. Tra il 2008 e 2009 si sono esibiti alla Scala di Milano  in due straordinari concerti.  Sito ufficiale  www.swinglesisters.com  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=jHcNHL8AyfU&amp;feature=related  Formazione      Joanna Goldsmith - soprano  Sara Brimer - soprano  Clare Wheeler  - mezzosoprano  Oli Griffiths - tenore  Christopher Jay - tenore  Kevin Fox - basso  Tobias Hug - basso    
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SUMMARY:Iotatola
DESCRIPTION:Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=Mc1oL5f9Gws  Formazione  Serena Ganci - voce, batteria, percussioni  Simona Norato - voce, chitarra
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SUMMARY:Rita Botto
DESCRIPTION:Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=5zJ-We9aawQ  Formazione  Rita Botto - voce  Carlo Cattano - sax, flauto  Giuseppe Finocchiaro - pianoforte  Giovanni Arena - contrabbasso e basso elettrico  Ruggero Rotolo - batteria
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SUMMARY:Rita Marcotulli
DESCRIPTION:Formazione  RITA MARCOTULLI - ANDY SHEPPARD - LUCIANO BIONDINI
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SUMMARY:AGATA LO CERTO
DESCRIPTION:Presentazione  La passione della catanese Agata Lo Certo per la musica l'ha portata a percorrere diverse strade: durante l'infanzia e l'adolescenza ha studiato con tenacia danza classica, conseguendo ottimi risultati; dai sedici anni, si è dedicata esclusivamente al canto iniziando - quasi per gioco - a cantare filastrocche.    Dai garage piccoli e umidi ai club di città il passo è stato breve: nel 1992 Agata costituisce la sua prima cover band, i "Blue Step", rivisitando i motivi portati al successo dai grandi interpreti della Black Music come Aretha Franklin, Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Otis Redding e molti altri, ed imponendosi nel panorama canoro siciliano. Si esibisce in molti spettacoli e manifestazioni e collabora come vocalist per diversi artisti, tra cui Mario Lavezzi (in "Voci e chitarre").    Nel '93 comincia a studiare canto.    Si confronta e collabora con illustri musicisti del panorama siciliano, proponendosi in vesti sempre diverse. Durante questo periodo sviluppa un approccio sempre più cantautorale, costruendo un repertorio specchio del suo mondo interiore.    Nel 2001 Agata si affaccia al panorama musicale italiano partecipando al "Giffoni Film Festival 2001" come cantautrice; qui vince il prestigioso Premio della critica.    La svolta discografica è arrivata nel 2006 con “Mutevoli sensazioni”, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’omonimo album pubblicato dall’etichetta catanese “Due Parole” di Carmen Consoli.    Un legame che si è rinnovato in occasione del tour di “Eva contro Eva”, quando Agata Lo Certo ha aperto i concerti estivi di Carmen Consoli. Tra i progetti successivi, “Polychròmia covers unplugged” e “Agata Lo Certo in Chiave di Bossa”, concerto tributo a Tom Jobim, nonché il sodalizio artistico con l’orchestra “Pop Players Ensemble”, costituita da alcuni musicisti del Teatro Massimo Bellini di Catania.    Degli ultimi anni è la “svolta etnica” di Agata Lo Certo, che ha partecipato tra l’altro alle ultime due edizioni del Festival della canzone siciliana (con i brani inediti “Malacuscenza” del 2009 e “Curri”, del 2010, classificatasi al terzo posto).    Agata Lo Certo ha aperto nei mesi scorsi i concerti italiani di Noa e l’8 marzo scorso, al Metropolitan di Catania, il concerto della cantante portoghese Cristina Branco.  Media Gallery  httpv://www.youtube.com/watch?v=l7zscx06WOA    [gallery link="file" columns="4"]
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SUMMARY:Patrizia Laquidara
DESCRIPTION:Un'altro concerto arricchisce il nostro "fuori programma": Patrizia Laquidara, una delle più belle voci catanesi si esibirà domenica 4 dicembre al MA di Catania  Presentazione  Il talento eccentrico della Laquidara fa spaziare questa artista da una tournée negli STATI UNITI (New York, Los Angeles, San Francisco, Seattle) a una tournée nei teatri in BRASILE ed ECUADOR (Rio de Janeiro, San Paulo, Belo Horizonte, Rio Grande do sul, Guayaquil, Quito) dal GIAPPONE (Tokio) al Portogallo, dal Marocco all'Inghilterra, Svizzera, Spagna, Francia e altri paesi d'europa.    Cantante, autrice e compositrice oltre che attrice (protagonista,  tra l'altro di due commedie musicali accompagnata dall'orchesta del  teatro olimpico di Vicenza, collabora con Natalino Balasso in Fog  Theatre, con Massimo Carlotto in Cristiani di Allah, segue il  laboratorio teatrale annuale di "l'Essere e l'Attore" allo studio 83 di  Milano, performer in "Buio Bianco", dove canta recita e danza e poi  "Morte di un pittore").    Ha al suo attivo collaborazioni prestigiose che spaziano dalla musica contemporanea , d'autore, jazz (Arto Lindsay, Ben Perowsky, Smokey Hormel, Tom Bartlett, Alfonso  Santimone, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Mario Venuti, Andrea  Chimenti, ecc.) alle colonne sonore (Paolo Buonvino) alla musica popolare (Ambrogio Sparagna, Carlos Nunez, Elena Ledda, Mauro Palmas, Ben  Mandelson, Nicola Parov, Guo Yue, Rodrigo Leao, Davide Van De Sfroos,  Stefano Valla, Sandra Kerr, Wu Fei, ecc.)    Con i suoi due precedenti album, "Indirizzo Portoghese", prodotto da Pasquale Minieri (Rosso di sera -Virgin records) e "Funambola" prodotto da Arto Lindsay (Ponderosa music and art), conquista ed entusiasma la critica musicale specializzata.    Vince inoltre vari premi (ben tre premi Festival Premio citta' di Recanati 2002, Premio della critica Festival di Sanremo 2003, premio Cantante di musica popolare IMAIE 2007, premio Giovanni Paisiello, uno dei  Magna Grecia Awards.    Il Premio Tenco nomina il suo album Funambola fra i  cinque più belli del 2007, Noite luar, colonna sonora del Film Manuale  d'amore è stata nominata al David di Donatello…) e si  fa conoscere al pubblico grazie a un'intensa attività live ,  conquistando credibilità di stampa e critica e ottenendo un posto di  rilievo nel panorama musicale italiano.    E' produttrice artistica del live e del suo ultimo album "Il Canto dell'Anguana" di Patrizia Laquidara e Hotel Rif, uscito nel 2011 e vincitore della targa Tenco come migliore album in dialetto.  Sito ufficiale  www.patrizialaquidara.com  Formazione  Patrizia Laquidara - voce  Toni Canto - chitarra  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=y3MxLeWJPX0  Galleria foto  [gallery link="file" columns="4"]
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SUMMARY:Jay Jay Johanson
DESCRIPTION:Presentazione  Accordi noir, voce estremamente soft e jazz, languide ballate,  accostamento di sonorità elettroniche a melodie estremamente suadenti,  questo è Jay Jay Johanson, cantautore svedese classe 1969.    Oltre ad aver  composto diverse colonne sonore per film, il poliedrico artista è anche  famoso per le sue installazioni durante i concerti. Capacità di Jay-Jay  è quella di riunire le texture che sembrano avere nulla in comune e,  renderle sue canzoni in modo coerente e interessante. Inoltre, la sua  forza poetica nello scrivere i testi è spesso disarmante ed è quasi  sempre abbinata a registrazioni innovative composte dall’uso di  strumentazioni basiche. Gli arrangiamenti sono così fantasiosi, e gli  spostamenti ritmici così intriganti, che non suonano banali.    Trip-hop,  pop, electro-clash, elettronica si alternato in Spellbound (2011),  ultimo album di quest’artista. Tutte le canzoni sono estremamente  orecchiabili e, sposano veralatamente melodie di atmosfere intricate e  misteriose. L’elemento tensione è alla base del progetto, ritmo  frizzante, giocare, sperimentale, mentre le parti vocali invece tiraro  fuori il sentimento. Mentre si prepara a portare questo nuovo lavoro per  un nuovo tour Jay-Jay Johanson continua a porre sfide personali che  hanno arricchito il suo lavoro per oltre un decennio.    E continua a  seguire questa strada: con pazienza, la perseveranza, e sopratutto  classe e bellezza.  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=P8_76uvNGpw
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SUMMARY:Andromeda Turre Quintet
DESCRIPTION:Presentazione  Catania Jazz presenta un "fuori programma" di lusso: domenica 11 dicembre si esibisce al MA Andromeda Turrè, una delle voci più promettenti dela scena jazz internazionale.    Per lei critica non si è risparmiata negli elogi: freschezza, talento, passione e sensualità; Andromeda arriva a Catania per presentare il suo nuovo album "Love Story", accompagnata dal suo quintetto, composto da musicisti italiani come Marco Marzola (basso) e Nico Menci  (pianoforte) e musicisti Americani Stacy Dillard (sax) e Darrell Green  (batteria), per presentare al pubblico brani jazz standard e suoi  brani originali.    Andromeda Turre ha iniziato la sua carriera come corista per Ray Charles. Promossa,  poi, dallo stesso Charles a direttrice Vocale, ha iniziato a ritagliarsi un suo  spazio particolare nel contesto della canzone Jazz, collaborando con la band di  J.C. Hopkins Biggish. Grazie al suo ampio background culturale e agli studi in prestigiose  scuole di spettacolo, Andromeda è riuscita ad esprimere la sua duttilità artistica  anche attraverso il pianoforte, il ballo e la recitazione: ha conquistato il pubblico  del grande schermo recitando nel film di Woody Allen "Murder Mistery Blues".    Parallelamente alla sua carriera di cantante, Andromeda lavora anche alla composizione  e interpretazione di suoi lavori originali e come vocal coach, arrangiatrice e produttrice.  La Turrè è figlia d'arte, di Steve Turre e Akua Dixon. Ha sviluppato sin da piccola  un forte amore per la musica iniziando come ballerina in una formazione di danza  al Teatro di Harlem unendo lo studio della danza moderna e del tip-tap a quello  del pianoforte con Alvin Ailey. Diplomatasi presso la Montclair High School in Spettacolo  e Arti visive, ha studiato presso il Conservatorio di Boston. La sua carriera di  cantante inizia come corista di Ray Charles e la sua voce è stata utilizzata in  diversi contesti: film, tv commerciale e recording sessions in tutto il mondo. Ha  partecipato come attrice al film di Woody Allen "Murder Mistery Blues" in cui ha  cantato, ballato e suonato il pianoforte. Nell'estate del 2007 Andromeda ha partecipato  al cast di "Big Band Beat" come "queen of the blues" a Tokyo Disney in Giappone,  dove ha trovato ispirazione per comporre musica e lyrics del suo primo album "Introducing  Andromeda Turre".  Sito ufficiale  www.andromedaturre.com  Formazione  Andromeda Turre – voce  Stacy Dillard – sax  Nico Menci – piano  Marco Marzola – basso  Darrell Green - batteria  Galleria  [gallery link="file" columns="4"]
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SUMMARY:PEPPE SERVILLO & SOLIS STRING QUARTET in "Spassiunatamente"
DESCRIPTION:Presentazione  Il concerto è un omaggio alla cultura e alla canzone classica napoletana.    L’incontro tra questi artisti ha dato vita ad un inedito concerto dove l’arte e lo spessore di Peppe Servillo si fonde con la maestria e la visione degli archi del Solis rende questo evento unico nel suo genere, e fa si che attraverso una lettura raffinata e popolare di un repertorio di classici che vanno da Raffaele Viviani ad E.A, Mario fino a Renato Carosone, si racconti una Napoli non oleografica ma bensi’ una città che è stata ed è a pieno titolo una autentica capitale culturale europea.    Questa formula e questa scelta artistica ben precisa, spoglia di tutti gli orpelli questi capolavori rendendoli assolutamente eleganti e raffinati senza perdere quella forza e quell’incisività che ne hanno decretato il successo mondiale.    Lo spettacolo ha avuto un suo prologo televisivo su Rai1 in occasione del premio Giornalistico Amalfi Coast Media Award, riscuotendo un importante successo che ha fatto si che si decidesse di proporlo nella sua interezza ad un pubblico più ampio.    Concerto Classico in Napoletano, è senza dubbio un evento imperdibile e restituisce alla canzone napoletana quell’ambiente musicale e vocale di rara bellezza e gusto.    Il concerto è arricchito da una piccola parte strumentale e da brevi interventi di lettura.  Video  httpv://youtu.be/aeYgwDHNCco  Sito ufficiale  www.solis.it  Formazione  Peppe Servillo - Voce  Vincenzo di Donna - Violino  Luigi De Maio - Violino  Gerardo Morrone - Viola  Antonio di Francia - Violoncello
LOCATION:Piazzale Asia
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SUMMARY:Larry Willis solo piano
DESCRIPTION:Presentazione  Pianista e compositore Americano, Larry Willis si è esibito in una vasta gamma di stili, includendo jazz fusion, Rock, Bop Bebop e Avant-Garde.    Dopo i suoi primi anni di studio della musica e della teoria alla Manhattan School of Music di New York, inizia ad esibirsi regolarmente con Jackie McLean. Dopo la laurea ha fatto il suo primo disco jazz, "McLean's Right Now!" che ha caratterizzato con due delle sue composizioni.    La sua prima registrazione, tuttavia, è stata come cantante con un Ensemble Chorale, esecuzione di un'opera di Aaron Copland sotto la direzione di Leonard Bernstein.    Successivamente ha deciso di concentrarsi sul jazz perché a causa della difficoltà dei musicisti Afro-Americani era trovare lavoro nella musica da concerto. Egli ha sempre continuato a registrare e a fare tour in tutto il mondo. Veramente una leggenda nel mondo del jazz. Nel corso della sua illustre carriera ha suonato con una vasta gamma di musicisti, compreso un periodo di sette anni come tastierista con Blood, Sweat &amp; Tears (a partire dal 1972).    La sua ultima registrazione con Paul Murphy “Excursions”, si può sentire per chiunque sia interessato nei principi di alta energia di fusione Bebop e jazz d'avanguardia. Questo è jazz ad un livello impressionante nuovo. Alcuni degli altri musicisti con cui ha suonato e registrato Ryo Kawasaki, Sonny Fortune, Jackie Mc Lean, Paul Murphy, Dizzy Gillespie, Lee Morgan, Woody Shaw, Hugh Masekela, Cannonball and Nat Adderley, Stan Getz, Art Blakey, Art Taylor, Clifford Jordan, Ron Carter, Carmen McRae, Shirley Horn, Richard "Groove" Holmes, Earl May, David "Fathead" Newman, Al Foster, Buster Williams, Alphonse Mouzon, Carla Bley, Eddie Gomez, e molti altri.    E' stato anche uno dei principali artefici alla nomina per il Grammy Afro-Cuban Jazz del gruppo Fort Apache.    In tutto, Willis è apparso su più di 300 album, con più di 20 incisioni come leader.  Formazione  Larry Willis - pianoforte  Gallery  [gallery link="file"]
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SUMMARY:EDDIE GOMEZ QUARTET
DESCRIPTION:Formazione  Eddie Gomez - contrabbasso  Salvatore Bonafede - piano  Alessandro Presti - tromba  Nasheed Waits - batteria
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SUMMARY:VICTOR BAILEY  V-FUNK
DESCRIPTION:Formazione  Victor Bailey - basso elettrico, voce  Patches Stewart - tromba  Theo Hill -  tastiere  Rocky Bryant - batteria  Marcus Machado - chitarraWithout doubt, VICTOR BAILEY belongs to one of the greatest bass player of our time.    He not only plays the bass but also arranges and composes songs for many musicians and bands. With his own group Victor tours the world with tremendous success.      His music might be considered as post-funk-jazz.  In any case, it's inspiring, funky and extraordinary groove!    Since the late seventies, as a teenager, Victor Bailey has been hailed as one of the worlds greatest bass guitarists. He gained international recogniton in the early nineteen eighties when he joined the innovative jazz fusion supergroup Weather Report. He has made three of the most highly acclaimed solo records ever by any bassist. As a studio musician he has played on over one thousand records. He has toured and recorded with artists as diverse as Joe Zawinul, Mary J. Blige and Madonna.    He recorded and toured with artists like Weather Report, Weather Update, Steps Ahead, Bill Evans, The Zawinul Syndicate, Madonna, etc…    Influences:  Stanley Clarke, Alphonso Johnson, Jaco Pasturius, Larry Graham, Joe Zawinul, Wayne Shorter, Miles Davis, Charlie Parker, John Coltrane, Stevie Wonder.    Victor Bailey, already hailed as one of the world's greatest bass players as a teenager, stormed the music scene back in the early eighties when, as a nineteen year old fresh out of school he joined the innovative jazz fusion giants, Weather Report. He immediately became a major player on the world music scene.          He was also a member of another jazz fusion innovator, the legendary band Steps Ahead. As a studio musician he has appeared on over one thousand recordings. Those recordings range from Joe Zawinul to LL Cool J to Mary J Blige. As a bassist he has appeared with an astounding array of artists from all genres, such as Sonny Rollins, Wayne Shorter, Micheal Brecker and The Joe Zawinul Syndicate. During the nineties he took a huge leap into the pop world as bassist for megastar Madonna.      Line up  Victor Bailey - electric bass, vocals  Patches Stewart - trumpet  Theo Hill -  keyboards  Rocky Bryant - drums  Marcus Machado - guitar
LOCATION:via Trapani
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SUMMARY:JOHN PATITUCCI con CHRIS POTTER e ADAM CRUZ
DESCRIPTION:Nata a Brooklyn, New York, nel 1959,  John Patitucci comincia a suonare il basso a 10 anni e a comporre ed esibirsi a 12. A 15 inizia a suonare il contrabbasso e a 16 il pianoforte. John Studia il contrabbasso alla San Francisco State State University e alla Long Beach State University. Nel 1980 continua la sua carriera a Los Angeles come musicista in studio e come artista jazz.    Si muove rapidamente dal soul al rock, dal blues al jazz e alla musica classica: il suo eclettismo lo porta a esplorare tutti i tipi di musica come musicista e compositore.    httpv://youtu.be/2iKRT4XnPwg    Innumerevoli le sue registrazioni: John ha collaborato con B.B. King, Bonnie Raitt, Chick Corea, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Michael Brecker, George Benson, Dizzy Gillespie, Was Not Was, Dave Grusin, Natalie Cole, Bon Jovi, Queen Latifah, Sting e Carly Simon.    Come performer, si è esibito in tutto il mondo con la sua band, il John Patitucci Quartet, e con stelle di prima grandezza del jazz come Chick Corea, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Stan Getz, Wynton Marsalis, Joshua Redman, Michael Brecker, Randy Brecker, Freddie Hubbard, Tony Williams, Hubert Laws, Mulgrew Miller, James Williams.    Tra le stelle del pop e della musica brasiliana ricordiamo Sting, Aaron Neville, Natalie Cole, Carole King, Milton Nascimiento, Astrud and Joao Gilberto, Airto e Flora Purim, Ivan Lins, Joao Bosco e Dori Caymmi. John ha inoltre collaborato con compositori come Jerry Goldsmith, Ry Cooder, James Newton Howard, Dave Grusin, Henry Mancini, John Williams, Mark Isham, Michel Columbier, Carter Burwell e Howard Shore.    Sin dal 1985, insieme con Chick Corea ha portato in tutto il mondo la musica della Elektric Band e Akoustic Band e con i suoi 6 album solisti ha vinto 2 Grammy Award e più di 15 nomination. Dal 2000, Patitucci ha cominciato a collaborare con il leggendario Wayne Shorter e a esibirsi in una tournéé mondiale con un quartetto che prevedeva Danilo Perez al piano e Brian Blade alla batteria.    Votato come migliore bassista jazz da Guitar Player Magazine nel 1992, 1994 e 1995 e da Bass Player Magazine nel 1993, 1994, 1995 e 1996, ha tenuto seminari in tutto il mondo.  Formazione  John Patitucci - basso e contrabbasso  Chris Potter - sax  Adam Cruz - batteriaBorn in 1959 in Brooklyn, New York, John Patitucci began playing the electric bass at age ten. John began composing and performing at age 12. At age 15, he began to play the acoustic bass and at age 16 began the piano. He quickly moved from playing soul and rock to blues, jazz and classical music. His eclectic tastes caused him to explore all types of music as a player and a composer. John studied classical bass at San Francisco State University and Long Beach State University. In 1980, he continued his career in Los Angeles as a studio musician and a jazz artist.    httpv://youtu.be/2iKRT4XnPwg    As a studio musician, John has played on countless albums with artists such as B.B. King, Bonnie Raitt, Chick Corea, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Michael Brecker, George Benson, Dizzy Gillespie, Was Not Was, Dave Grusin, Natalie Cole, Bon Jovi, Queen Latifah, Sting, and Carly Simon. In 1986, John was voted by his peers in the studios as the National Academy of Recording Arts and Sciences MVP (Most Valuable Player) on acoustic bass.    As a performer, he has played throughout the world with his own band, and with jazz luminaries Chick Corea, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Stan Getz, Wynton Marsalis, Joshua Redman, Michael Brecker, Randy Brecker, Freddie Hubbard, Tony Williams, Hubert Laws, Mulgrew Miller, James Williams, and scores of others. Some of the many pop and Brazilian artists he has played with include Sting, Aaron Neville, Natalie Cole, Carole King, Milton Nascimiento, Astrud and Joao Gilberto, Airto and Flora Purim, Ivan Lins, Joao Bosco and Dori Caymmi. John has worked with film composers Jerry Goldsmith, Ry Cooder, James Newton Howard, Dave Grusin, Henry Mancini, John Williams, Mark Isham, Michel Columbier, Carter Burwell, and Howard Shore.    Since 1985, his association with Chick Corea has brought him worldwide acclaim and put him at the forefront of the jazz world. His many recordings with Chick Corea's Elektric Band and Akoustic Band, his six solo recordings for GRP Records and his subsequent recordings have brought him two Grammy Awards (one for playing and one for composing) and over fifteen Grammy nominations. In addition, his first solo recording, JOHN PATITUCCI, went to number one on the Billboard Jazz charts. He arranged and produced his own records as well as those of other artists. In1996, he signed with Concord Jazz and has released five records on their label: One More Angel, Now, Imprint, Communion and Songs, Stories and Spirituals. The two most recent recordings were nominated for Grammy Awards in the composition category.    John has won many magazine polls for his electric and acoustic bass playing, including Best Jazz Bassist in Guitar Player Magazine's 1992, 1994 and 1995 Readers' Poll and Best Jazz Bassist in Bass Player Magazine's 1993, 1994, 1995 and 1996 Readers' Poll. He has taught many seminars on playing and composing at prestigious music schools worldwide and was formerly the Artistic Director of the Bass Collective, a comprehensive school for bassists in New York City. John is also regularly involved with The Thelonius Monk Institute of Jazz and has taught at the Betty Carter Jazz Ahead program in Washington, D. C. in 2000.    In 2002, John began teaching at The City College of New York upon the retirement of Ron Carter from his teaching duties there. In 2003, John was appointed Associate Professor of Jazz Studies at City College.    After exploring many different writing styles on his own records and those of Chick Corea's, John continues to compose for many mediums. In 1994 he was commissioned to write a piece for six-string electric bass and string orchestra for the Italian chamber orchestra Suono e Oltre in Pescara, Italy. With John as soloist, the piece was performed in March of 1995 in Italy and in August of 1995 with the New Japan Philharmonic Orchestra in Tokyo. John was also commissioned to write a piece for the Turtle Island String Quartet, a group fluent in both classical and jazz music.    Since moving back to the New York area in 1996, John has continued to work with his own group, as well as many others. He has toured the world with his group, The John Patitucci Quartet. He was the featured Jazz Bassist at the 1999 International Society of Bassists convention. In 1998, John was a part of the Roy Haynes Trio, along with Danilo Perez on piano. This trio recorded a critically acclaimed album for Verve Records and has toured throughout the world.    In the Fall of 2001, John toured the United States as member of an all-star quintet called Directions in Music led by Herbie Hancock and featuring Michael Brecker, Roy Hargrove and Brian Blade. Subsequently they released a live CD entitled Live at Massey Hall which became a Grammy Award winner.    In the year 2000, John had begun working again with the legendary Wayne Shorter, touring the world in a new quartet featuring Danilo Perez on piano and Brian Blade on drums. This group released a live recording, Footprints Live, that was the result of their Summer 2001 World Tour and it was nominated for a Grammy. Following that, a studio recording was released in 2003 entitled Alegria which won a Grammy. Also in 2003, John took part in a commission project by the string quartet Elements entitled Snapshots. His string quartet composition was performed at Merkin Hall alongside works by composers John Corigliano and David del Tredici.    In January 2004, the Wayne Shorter Quartet played with the Orchestra de Lyon in Paris under the direction of the talented David Robertson (new musical director of the St. Louis Symphony Orchestra) for a week of concerts in various formations. The quartet then took part in a residency with the BBC Radio Orchestra in London.    Other highlights in 2004 include recording with legendary pianist Hank Jones, a summer reunion tour of Europe with Chick Corea, taking part in Michael Brecker's Grammy award winning recording Wide Angles, performing with pianist Kenny Barron at Orchestra Hall in Detroit, playing on the soundtrack of the remake of The Manchurian Candidate starring Denzel Washington, performing the Mendelssohn Sextet and a Bach Brandenburg Concerto on a chamber music concert at Concordia College featuring violist Lawrence Dutton of the Emerson String Quartet, touring with his own group and teaching seminars. Also in 2004, John recorded on Herbie Hancock's latest project (not yet released) and performed in concerts with The John Scofield Trio and Roy Haynes' Birds of a Feather group featuring Kenny Garrett and Nicholas Payton.    In 2005, John has recorded and/or played with Jack DeJohnette, Danilo Perez, Kenny Barron, again with Hank Jones and Steve Khan. At this year's Chamber Music concert at Concordia College, John premiered a piece he wrote for his friend Larry Dutton for viola and piano entitled Gardens and Pools, which was a commission work inspired by the painting of artist Sedar Arat. John also performed on a recording with his friend Jeremy McCoy, Assistant Principal Bassist with the Metropolitan Opera Orchestra entitled Dialogues with the Double Bass on Bridge Records. He recorded two original pieces and the Bottesini Duetto No. 3 for Two Basses with Jeremy on this recording.    Also this year, John has continued to be busy with the Wayne Shorter Quartet, which recently performed again at Carnegie Hall as part of the JVC Jazz Festival and released a new recording entitled Beyond the Sound Barrier.    John has also begun touring with his new guitar trio featuring guitarist Adam Rogers and a revolving drum chair that can feature the likes of Brian Blade, Clarence Penn and Nasheet Waits. Please watch for an upcoming recording on Concord Records.    John currently resides in New York with his wife Sachi, a cellist, and their daughters.  Line up  John Patitucci - basso elettrico e contrabbasso  Chris Potter - sax  Adam Cruz - batteria    
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SUMMARY:PIPPO MATINO QUARTET
DESCRIPTION:Formazione  Pippo Matino - basso  Claudio Romano - batteria  Giulio Martino - sax  Silvia Barba - voce
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SUMMARY:OMER AVITAL QUINTET
DESCRIPTION:Formazione  Omer Avital - contrabbasso  Jason Lindner - piano  Avishai Cohen - tromba  Joel Frahm - sax  Jonathan Blake - batteria
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SUMMARY:DARIO DEIDDA - MARCO PANASCIA
DESCRIPTION:Presentazione Dario Deida  Salerno, classe 1968, Dario Deidda fa parte di una famiglia in cui la musica ha sempre avuto un ruolo importante.    Inizia a 6 anni con la batteria ma verso gli 11 si innamora del basso elettrico e viene iniziato dal bassista salernitano Mario Ferrigno.  Si diploma in contrabbasso a Salerno ma durante gli studi al conservatorio si dedica ancora al basso elettrico e al pianoforte.    Ama definirsi un musicista a 360°,ma il suo mondo preferito è il jazz e dintorni,purchè condito sempre dal groove e dal feeling. Attualmente vive a Roma e svolge attività concertistica,discografica e d’insegnamento in Italia e all’estero.    Ha collaborato con artisti italiani come Roberto Gatto, Danilo Rea, Paolo Fresu, Enrico Rava, Antonello Salis e internazionali come Marcus Miller, Michel Petrucciani, David Liebam, Steve Grossman, Ben Sidran e Randy Brecker, solo per citarne alcuni e collaborato alle incisioni di oltre 40 album.    Ha collaborato anche con Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Marina Rei, Paola Turci, Samuele Bersani, Barbara Cola, Ivano Fossati e suonato dal 1998 al 2003 nelle band e big band di Carl Anderson (“Giuda” nel famoso musical movie “Jesus C. Superstar”) in tour in Italia.    Nel 1999 ha suonato nel tour di Pino Daniele "Come un gelato all'equatore", e dal 2003 al 2007 è stato il bassista di Fiorella Mannoia, registrando i suoi 5 cd in quegl'anni.    Ha tenuto un consistente numero di seminari in tutta Italia sulle tecniche bassistiche e sull’improvvisazione jazz nelle varie scuole musicali, conservatori (Napoli,Fermo) e università (Salerno). Dal 2004 insegna basso elettrico al Conservatorio di Salerno nei corsi sperimentali del triennio di jazz e ha anche tenuto un seminario tenuto alla famosa Berkley School di Boston nel 2006.    In settembre 2010 e nel gennaio 2011 è stato premiato dalle riviste musicali specializzate "InSound" e "Jazz It" come miglior "Bassista Italiano".  Presentazione Marco Panascia  Marco Panascìa (pronuncia: pana-SCÌ-a) è un contrabbassista, bassista elettrico, compositore e didatta di origini catanesi che vive a New York da oltre dieci anni. Panascia e' noto a livello internazionale per avere fatto parte del trio guidato dal giovane pianista prodigio Eldar, con cui ha suonato in tre continenti, e registrato due CD per l'etichetta Sony BMG Masterworks ("Live at the Blue Note", e "re-imagination", che ha ricevuto una Grammy nomination nel 2008 come migliore album di jazz contemporaneo). Dopo avere lavorato con Eldar, Panascia ha continuato a ricevere ulteriore attenzione nel panorama jazzistico mondiale, suonando nei gruppi di molti musicisti di spicco, quali Kenny Barron, Natalie Cole, Andy Bey, Eric Reed, Dado Moroni, Peter Bernstein, David Kikoski e Roberto Gatto.    Dopo aver vinto il primo premio al Concorso Internazionale per Contrabbasso Jazz ad Edimburgo in Scozia, Panascìa si trasferisce negli Stati Uniti nel 1999. Nel giro di cinque anni, consegue una laurea (summa cum laude) al Berklee College of Music di Boston, ed un master post-laurea alla Manhattan School of Music di New York, che gli conferisce una "full scholarship" (borsa di studio completa), grazie ai suoi meriti artistici e strumentali.    Nel corso degli anni, Panascia ha costruito un curriculum di primissimo livello, suonando con la Boston Civic Symphony Orchestra, ed esibendosi, nella veste di orchestrale, bassista elettrico o contrabbassista jazz, con artisti di fama internazionale, quali Herbie Hancock, Lee Konitz, Joe Lovano, Quincy Jones, Bobby McFerrin, Dave Liebman, Roy Hargrove, Chris Botti, Gary Burton, Seamus Blake, Tamir Hendelman, Adam Nussbaum e Peter Erskine. Nei periodi di pausa dalla sua densa attivita' concertistica negli Stati Uniti e nel resto del mondo, Panascia si esibisce spesso, come leader o sideman, in molti dei prestigiosi clubs di New York, come il Blue Note, Birdland, Jazz at Lincoln Center, Jazz Standard, Smalls, Lenox Lounge e 55 Bar.    Per maggiori informazioni, visitate marcopanascia.com  Formazione  Dario Deidda - basso  Marco Panascia - contrabbasso  Formazione  Dario Deidda - basso  Marco Panascia - contrabbasso    
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SUMMARY:BENNIE MAUPIN QUINTET
DESCRIPTION:Presentazione  Con lui, i colleghi musicisti hanno sempre avuto l'occhio ben più lungo di quello della critica e del pubblico, impiegandolo con assiduità fin dai tardi anni Sessanta. Qualche esempio? Lee Morgan, Horace Silver, McCoy Tyner, Miles Davis, Herbie Hancock, Andrew Hill, Sonny Rollins, Jack DeJohnette, Eddie Henderson, Roy Haynes, Marion Brown non hanno mai esitato a ingaggiarlo nei loro gruppi, soprattutto grazie alla sua straordinaria duttilità e a un'apertura mentale che gli consentiva di passare dall'hard bop avanzato di un Morgan ai gruppi elettrici di Herbie Hancock, dalla personalissima rivisitazione del soul jazz firmata Horace Silver al free «moderato» e minimalista di un Marion Brown. Senza dimenticarsi, è chiaro, la parte determinante che Miles volle assegnare a Maupin in Bitches Brew, laddove è il suo clarinetto basso a conferire un colore assolutamente unico alle tessiture strumentali di una delle pietre miliari della musica del Novecento, destinata poi a vantare decine di imitatori.    Maupin ha suonato con grandi musicisti come Roy Haynes, Mccoy Tyner, Horace Silver, Herbie Hancock. Ha suonato con Miles Davis, registrando con lui un capolavoro come “Bitches Brew”.    Bennie Maupin ha lavorato con giganti del Jazz tra cui Roy Haynes, Horace Silver, Pharoah Saunders, Freddie Hubbard, Jack DeJohnette, Andrew Hill, Eddie Henderson, Woody Shaw, Lee Morgan, McCoy Tyner e Marion Brown. Ha preso parte allʼincisione degli album “Bitches Brew”, “Jack Johnson” e “On the Corner” di Miles Davis. Ha collaborato con Herbie Hancock facendo parte dei “Headhunters” e del sestetto “Mwandishi”.  Come solista Maupin ha registrato nel corso della sua carriera diversi album, tra cui “Jewel in the Lotus” nel 1974, “Slow Traffic Move Right” nel 1976, “Moonscapes” nel 1978, e “Drivind While Black” nel 1998.  A partire dagli anni '60 Maupin ha frequentato assiduamente la Polonia dove ha avviato una serie di collaborazioni con diversi musicisti.    Ha inciso con il chitarrista Jaros Aw Œmietana il cd di grande successo “A story of Polish Jazz”.  Gli amici polacchi hanno fatto conoscere a Maupin la città di Zakopane, ai piedi dei monti Tatra. Lì il musicista americano ha scoperto il mondo del folclore polacco e la musica di Karol Szymanowski. Ha anche avuto modo di incontrare eccellenti musicisti (Jan Karpiel Bulecka, Hania Chowaniec Rybka e altri) e ha realizzato  con loro il progetto delle variazioni jazz ispirate alla musica di Szymanowski e a quella popolare dei Tatra. Il bassista polacco Darek “Oles” Oleszkiewicz è stato invitato, insieme al batterista Michael Stephans e al percussionista Munyungo Jackson, al progetto “The Bennie Maupin Ensemble” che ha portato all'incisione del cd “Penumbra” (2006). The Bennie Maupin Group è composto da Bennie Maupin flauto, clarinetto basso, sax tenore &amp; soprano, Hania Chowaniec-Rybka voce, Michal Tokaj pianoforte, Michal Baranski contrabbasso, Lukasz Zyta batteria, percussioni.  Formazione  Bennie Maupin - clarinetto basso, sax tenore &amp; soprano, flauto  Hania Chowaniec-Rybka - voce  Michal Tokaj - pianoforte  Michal Baranski - contrabbasso  Lukasz Zyta - batteria, percussioni  Video  httpv://www.youtube.com/watch?v=a6FBzq69bMI  Sito ufficiale  http://www.benniemaupin.com
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URL:http://www.cataniajazz.com/event/bennie-maupin-quintet/
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